Walk for Peace USA 19 monaci partiti dal Texas il 26 ottobre 2025 e diretti a Washington entro febbraio

Camminare significa portare nello spazio ciò che non è ancora risolto, lasciando che il mondo — con le sue asperità, il rumore, l’imprevedibilità — entri nel processo. Il conflitto non viene “gestito”. Viene messo in circolazione (M.A. Gelati – il Fatto Quotidiano 1 feb. 2026)

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Uomini e Profeti ascolta in podcast trasmissione 24 gennaio

La marcia per la pace dei monaci buddhisti

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Non tutti possiamo percorrere 3700 Km a piedi sostenuti dalla generosità di perfetti ‘estranei’. Ma possiamo uscire ogni giorno dal guscio delle nostre abitudini e opinioni e dedicare 10 minuti, o 10 passi consapevoli, al nostro mondo con pensieri di amore, pace e inclusione. Partecipare alla marcia con una meditazione camminata di mettā (benevolenza, gentilezza amorevole) scegliendo con quale frequenza e un tratto di strada abituale, andando al lavoro, a fare la spesa … o nel corridoio di casa. Se non possiamo muoverci con i piedi, possiamo muovere il cuore e i pensieri da seduti o sdraiati … L’importante è connettersi allo spirito risvegliato incarnato da questi monaci: il mondo in cui cammino, in questo momento, con tutte le altre persone e forme di vita, sorge nella mia coscienza e me ne prendo cura, con tutte le sue ombre e le sue luci. Non è lo sfondo inerte del mio io o un oggetto dei miei pensieri e desideri. Forme, suoni, odori, sapori, sensazioni fisiche, pensieri ed emozioni sono l’energia sempre cangiante della mia consapevolezza, al di là del giudizio e del concetto.

Se non conosci la meditazione di mettā o vuoi uno spunto, puoi ascoltare questo audio (una volta assimilate le istruzioni e il senso del processo si può adattare per la camminata o qualunque postura e attività). Ricorda che non si tratta di provare simpatia o antipatia, approvazione o disapprovazione, né di cambiare o aggiustare alcunché. Ma di consapevolezza, di stare bene dove e come si è ed estendere quella mente ed energia senza barriere o pregiudizi, senza creare persone e cose fisse e solide separate da noi.

I 4 punti da ricordare sono semplici 1 portare l’attenzione nel corpo, rilassare le tensioni, radicarsi (sensazione fisica di contatto con il terreno, il movimento, lo spazio … 2 suscitare e sostenere la benevolenza con continuità rilassata con il mezzo che sembra più facile (frase/i, immagine, risonanza somatica/affettiva) 3 riconoscere e lasciar andare altri pensieri e stati d’animo senza fissarsi, giudicare, rimuginare o seguirli 4 comincia da te o un altro che puoi includere, tocca il tuo limite, comprendilo e, quando sei pronto, vai oltre.

Sul valore del viaggiare a piedi per i monaci buddhisti theravada vedi Tudong: in cammino e il post