Lab online: i 4 satipaṭṭhāna

MARGHERITE (3)

11 Ottobre-29 Novembre 2021

 Questo Laboratorio è strutturato in modo da facilitare un primo approccio graduale allo sviluppo della presenza mentale & consapevolezza situazionale (in pāli: sati/sampajañña)  secondo il buddhismo antico.

Richiede la partecipazione agli 8 incontri su Zoom e l’impegno a praticare quotidianamente secondo gli spunti proposti, sia per la seduta di meditazione, sia per la consapevolezza ‘in azione’ (le sessioni non verranno registrate)  LEGGI IL PROGRAMMA QUI

È adatto anche a chi ha poca o nessuna esperienza di meditazione, o proviene da altri metodi o tradizioni. Per chi già conosce le contemplazioni satipaṭṭhāna è un’occasione per dedicare 8 settimane a ‘rivisitare le basi’ della pratica.

TESTO DI BASE 

SATIPAṬṬHĀNA SUTTA MN10

LETTURE PRELIMINARI (per chi è nuovo al buddhismo antico)

A. Sucitto, Kalyana: il sentiero graduale del Buddha, Astrolabio 2003

Gunaratana, La felicità in otto passi, Astrolabio 2004 (da consultare per i riferimenti all’ottuplice sentiero)

 

PER RICHIEDERE L’ISCRIZIONE compila e invia il modulo ENTRO IL 4 OTTOBRE

se l’invio è andato a buon fine apparirà un messaggio di notifica

La conferma dell’iscrizione e le informazioni per accedere alla sala virtuale saranno inviate per email ai partecipanti qualche giorno prima dell’inizio del Laboratorio (dopo il 4 ottobre)

PRIMA DI ISCRIVERTI LEGGI IL PROGRAMMA QUI

COMPILA TUTTI I CAMPI E CONTROLLA CHE L’INDIRIZZO EMAIL SIA CORRETTO!

Comprendere la sensazione (vedanā) 

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"Immagina una bolla d’acqua che si forma e dissolve sull’acqua ... quale sostanza potrebbe esservi in una sensazione?"  (Saṃyutta Nikāya 22.95)

“Immagina una bolla d’acqua che si forma e dissolve sull’acqua … quale sostanza potrebbe esservi in una sensazione?”  (Saṃyutta Nikāya 22.95)

Questo post presenta una selezione di audio tratti dal Laboratorio di studio e pratica del Dhamma tenutosi a Venezia Mestre ottobre-dicembre 2018 e da altre occasioni di pratica. Le letture, i commenti e gli spunti di pratica del Laboratorio sono stati conservati su questa pagina per integrare l’ascolto con lo studio e la pratica relativi alla consapevolezza della sensazione (tonalità o risonanza affettiva del contatto) secondo le istruzioni satipaṭṭhāna. 

 

AUDIO

Vedanā – introduzione  [Errata corrige: al min. 23.00 Rapporto annuale CENSIS 2018  invece di “Rapporto Istat”]

Vedanā – meditazione guidata

Vedanā – tendenze latenti

Vedanā – la sfida del dolore

Vedanā – quiete e visione profonda

Sallatha Sutta SN 36.2 – Le due frecce

Vedanā – meditazione guidata (2)

Vedanā – meditazione guidata (3)

LETTURE

(vedi l’area dei Commenti per la trad. it. di alcuni brani degli articoli)

Contemplazione delle sensazioni nel satipatthana

Sallatha Sutta (Discorso sulla freccia) Saṃyutta Nikāya 36.6

L’abisso senza fondo Saṃyutta Nikāya 36, trad. Bhikkhu Bodhi

Bhikkhu Analayo, Insight-Journal-Neutral-Feelings

Bhikkhu Analayo, UnderlyingTendencies

Bhikkhu Analayo, The potential of pleasant feeling

Bhikkhu Analayo, The challenge of pain

SPUNTI DI PRATICA

1) Appunti1 

2) Appunti2

VEDI ANCHE

Un grumo di schiuma

Percezione e discernimento   AUDIO

Aggiornamenti

IMG_1252 (2)Programma autunno 2021

Il CALENDARIO è stato aggiornato con i dettagli delle prossime iniziative di pratica: 

  • Lab online: i 4 satipaṭṭhāna – introduzione alla presenza mentale secondo il buddhismo antico (ottobre-novembre)

     Questo Laboratorio è strutturato in modo da facilitare un primo approccio  sistematico e graduale allo sviluppo della presenza mentale & consapevolezza situazionale (in pāli: sati/sampajañña). È adatto a chi ha poca o nessuna esperienza di meditazione o proviene da altri metodi o tradizioni. È adatto anche a chi già conosce le contemplazioni satipaṭṭhāna e vuole un’occasione per dedicare 8 settimane a ‘rivisitare le basi’ della pratica.  Per chi è nuovo al buddhismo antico è richiesto un minimo di preparazione preliminare  PER INFO E ISCRIZIONI VEDI CALENDARIO

  •  A questo Laboratorio online è ‘abbinato’ un Ritiro residenziale su i 4 satipaṭṭhāna in programma a dicembre. Completare il percorso (Lab online + ritiro) è un requisito per partecipare a successivi Laboratori online o ritiri residenziali con Letizia che si basano su questo approccio alla meditazione.
  • La vitalità del cuore: ritiro di meditazione online  (29 ottobre – 1 novembre)   Questo week-end lungo è adatto a chi ha esperienza di ritiri e ha familiarità con gli insegnamenti del buddhismo antico e il modello dei 4 satipaṭṭhāna.  PER INFO E ISCRIZIONI VEDI CALENDARIO

L’APERTURA DELLE ISCRIZIONI AGLI EVENTI ONLINE SARA’ ANNUNCIATA DA NUOVI POST (date in Calendario)


Percorsi tematici 

  • IMG_1252 (2)Ho creato una nuova Categoria che si chiama Percorsi tematici. Contiene nuovi post o post rielaborati che presentano AUDIO e TESTI centrati su uno specifico argomento o una specifica pratica. Talvolta contengono rinvii ad altri articoli collegati. L’ultimo pubblicato è dedicato al Retto sforzo come fattore dell’ottuplice sentiero. Gli audio sono editati (con risultati tecnicamente non sempre impeccabili!) titolati e organizzati in modo da essere ascoltati in sequenza. Di quando in quando metterò in evidenza sulla Home del blog un Percorso tematico o ne creerò di nuovi.  Per sapere quali Percorsi sono disponibili basta cliccare su Percorsi tematici sotto CATEGORIE sulla colonna di sinistra.
  • Le CATEGORIE (se le avete notate!) consentono una rapida ricerca dei post collegati per genere.  Se, ad esempio, cercate traduzioni di sutta pubblicati su questo blog cliccate sulla categoria Sutta visualizzata sulla colonna di sinistra nella versione Desktop (cioè se usate un computer). Su un dispositivo mobile normalmente non appare la lista delle Categorie: dovete scorrere fino in fondo la pagina HOME e cliccare su VISUALIZZA TUTTO IL SITO.
  • Già che ci sono, ricordo che potete cercare un argomento o parola chiave cliccando sulla nuvola dei TAG (sempre sulla colonna di sinistra) o inserendo il termine o la frase nella finestrella della RICERCA in alto a destra sotto il menu. Tenete presente però che l’indicizzazione è un po’ imprecisa e non gestisce i caratteri speciali (i diacritici del pali ad esempio) per cui potreste non trovare tutti i riferimenti a un certo concetto o tema presenti negli articoli. Quindi dovete pensare voi a eventuali sinonimi: ad esempio sotto “retta concentrazione” trovate i post sui jhāna, ma samādhi è menzionato in altri articoli sotto altre intestazioni (ad esempio come facoltà spirituale o indriya).

    AudioIMG_1252 (2)

  • La pagina AUDIO (stando alle statistiche la più popolare fra i lettori di questo blog) è stata ripensata di conseguenza. Contiene ancora il materiale non editato dei vecchi ritiri o laboratori (come una specie di archivio) però dal 2020 non troverete le registrazioni degli insegnamenti dati in occasione di tutti gli eventi online o in presenza, né tutte le registrazioni da un ritiro. Questo perché il mio interesse è sostenere un uso più sistematico e consapevole di questa sezione (e del blog in generale) e mettere a disposizione solo meditazioni guidate e/o istruzioni e riflessioni per chi voglia praticare e studiare anche a casa e individualmente, eliminando quello che potrebbe essere superfluo, mal riuscito, o perfino motivo di confusione per chi non ha partecipato a un certo ritiro o conosce poco l’argomento.
  • Sulla pagina AUDIO trovate ora il link alle registrazioni dal RITIRO A VALEGGIO (VR) di luglio “Consapevole inspira, consapevole espira …”  Consiglio, ove necessario, di integrare l’ascolto (e la pratica!) con gli audio dal ritiro Tossignano 2020 e consultare i materiali a disposizione nel Percorso tematico  Lab online: ānāpānasati

Buon proseguimento di estate, e molta mettā

 

Retto sforzo

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rettosforzoQuesto post presenta una selezione di audio tratti dal Laboratorio di studio e pratica del Dhamma tenutosi a Venezia Mestre dal 9 ottobre al 27 novembre 2017: Sammā vāyāma – Il retto sforzo  nell’ottuplice sentiero.  Le Letture e gli Appunti con le definizioni tratte dai sutta e gli spunti di pratica sono stati conservati su questa pagina come indispensabile complemento all’ascolto. Le registrazioni integrali degli incontri del Laboratorio sono disponibili alla pagina Audio

Letture

  • H. Gunaratana, La felicità in otto passi, Astrolabio, Roma 2004  – cap. 6 “Lo sforzo appropriato”; “Fattori dell’illuminazione” (vedi indice analitico)
  • Le fonti delle azioni salutari e non salutari sono nella mente Paṭhamanidānasutta AN 3.11  trad. it.
  • Perché abbandonare attrazione, avversione e illusione? Channa Sutta AN 3.71 trad. it

Appunti

  1. APPUNTI
  2. APPUNTI
  3. APPUNTI
  4. URAGA SUTTA (Sutta Nipata 1-17; trad. it. C. Cicuzza, La rivelazione del Buddha, vol. 1, Mondadori 2001)  vedi anche trad. Nyanaponika Thera

Audio

Retto sforzo – kusala e akusala

Retto sforzo – prevenire il sorgere del non salutare

Retto sforzo – vita quotidiana e meditazione

Retto sforzo – la similitudine del serpente

Retto sforzo – sfidare i cinque impedimenti

VEDI ANCHE I SEGUENTI POST:

Pāramī   (Energia e discernimento, audio)

Lab online: 5 indriya (La facoltà dell’energia)

La chioccia

La chioccia

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Immaginate una chioccia con otto … o dodici uova che ha ben covato, ben riscaldato, ben accudito. Anche se non desidera espressamente: “O, se i miei pulcini uscissero sani e salvi, rompendo il guscio con gli artigli e il becco!”, si dà il caso che i pulcini escano sani e salvi, rompendo il guscio con gli artigli e il becco. E perché? Ma perché la chioccia ha ben covato, ben riscaldato, ben accudito le sue otto … o dodici uova. (Saṃyutta Nikāya 22.101)

pulciniChiunque abbia un minimo di dimestichezza con i Discorsi del Buddha avrà incontrato una o più immagini che presentano i vari aspetti della pratica come artigianato del cuore o come messa a frutto di risorse naturali attraverso i sapienti, deliberati gesti di chi esercita un mestiere (dal macellaio, al tornitore, all’agricoltore, all’addestratore di elefanti o cavalli, all’acrobata, all’orafo).  E avrà incontrato ripetuti accenni allo sforzo e alla determinazione necessari a contrastare l’inerzia della ‘materia grezza’ o le ‘abitudini selvatiche’ di un cuore non lavorato, non educato, che sembra produrre sofferenza anche contro le nostre migliori intenzioni. Se abbiamo provato a meditare, o comunque a gettare uno sguardo non superficiale ai variegati moti del cuore che pretendiamo ‘nostro’, conosciamo lo stallone imbizzarrito, il puledro ombroso, il brocco sonnolento, la cavallina che prende la mano, il purosangue sussiegoso, il “cavallo stramazzato” del montaliano male di vivere. Conosciamo la inquietante sensazione di dualismo o straniamento, quel “io e la mia (?) mente” a cui parla la metafora del rapporto con “l’animale”, sia esso il cavallo delle fonti pāli o il bue delle famose “10 vignette” dello zen.

Però, qui il praticante è l’animale. Una gallina, per la precisione, che divenuta chioccia esibisce la sua innata intelligenza facendo “bene” – il termine pāli è sammā, lo stesso usato per i fattori del nobile ottuplice sentiero – (1) il suo mestiere di gallina. Il bhikkhu dedito alla coltivazione, alla bhāvanā (2) con l’assidua, istintiva dedizione della chioccia che cova non ha bisogno di desiderare la liberazione, né di sorvegliare ansiosamente (narcisisticamente) i propri progressi: tutto avviene per naturale conseguenza, poiché vi sono le condizioni giuste. A parte il lieve umorismo della chioccia sospirosa (soprattutto se immaginiamo i monaci a cui il discorso originariamente si rivolge) mi colpisce il calore, la vividezza sensoriale dei pulcini che sgusciano sani e salvi rompendo il guscio con gli artigli e il becco. Li vediamo aggirarsi per l’aia pigolando, pronti a muoversi nel mondo oltre i confini della mente-chioccia.

Le cose nuove e vitali e tenere e buone e non ancora formate vanno dapprima riscaldate e protette, perché la gestazione non è esente da rischi. La gallina distratta o incostante, che il discorso citato evoca inizialmente, si augura un felice esito della cova ma inutilmente: tanti sono i pericoli cui vanno incontro le uova trascurate (furto, rottura, predatori) ed esse rischiano di marcire se il delicato processo di maturazione si interrompe. Addirittura, leggevo che una gallina d’allevamento in condizioni malsane può sviluppare l’abitudine di mangiare le proprie uova, distruggendo il potenziale pulcino (3).

Il tema della “naturalezza” (dhammatā) dello sviluppo spirituale in quanto processo che segue la regola generale della contingenza o condizionalità (“se c’è questo, quello viene in essere, se non c’è questo, quello non viene in essere o viene meno”) attraversa come un fil rouge i Discorsi, introducendo un’altra prospettiva, più impersonale e distesa, meno volontaristica o tecnicistica accanto alle metafore educative o artigianali, senza per altro contrapporvisi o negarla (cfr questo post).

Penso ad esempio al Cetanā Sutta dell’Aṅguttara Nikāya (trad. it. QUI ) dove si osserva che una persona dotata di genuina integrità morale non ha bisogno della volontà per sentirsi in pace con la propria coscienza e quindi tendenzialmente fiduciosa. Lo stesso concetto si ripete per una serie di fattori e stati mentali che si implicano e condizionano a vicenda, rendendo superfluo un “agente” esterno che imponga al processo una propria “agenda” o sentimenti come la speranza, l’aspettativa, il desiderio di diventare qualcosa. Dalla gioia, alla tranquillità fisica, all’agio, al raccoglimento (samādhi), al conoscere e vedere in accordo con la realtà (yathābhūtaṃ), la sequenza sfocia nella visione e conoscenza della liberazione, passando per la disillusione (nibbidā) e l’affievolirsi della brama (virāga) riguardo a ogni tipo di esperienza sensoriale e costruzione mentale.

Notate che,  secondo il Cetanā Sutta (ma il concetto è ribadito in vari altri luoghi) “è naturale che la mente di una persona a proprio agio si raccolga [e] che una persona con una mente raccolta conosca e veda le cose così come sono”. Siamo lontani dallo sforzo velleitario e controllante che spesso connota l’idea ordinaria di ‘concentrazione’. La chiave sembra essere una sensibilità seminale al buono che frequentata, alimentata, custodita e incarnata nel quotidiano porta a scoprire e poi a ritrovare dentro di sé con sempre maggiore sicurezza il giusto nido per la cova.

Oltre alla similitudine della chioccia, il discorso citato contiene altre due belle immagini dei risultati organici e graduali della coltivazione del sentiero: quella dell’ascia del falegname, il cui manico si consuma impercettibilmente con l’uso fino a mostrare l’impronta delle dita, e quella della barca in secca esposta alle intemperie, il cui sartiame si corrode facilmente. In questo caso l’accento è sull’esaurirsi o consumarsi dei condizionamenti profondi – gli ‘influssi’ (āsava) o i ‘ceppi’ saṃyojana – che qualifica l’esperienza della liberazione.

Potete leggere il Vāsijaṭasutta SN 22.101 nella trad. inglese di Bhikkhu Bodhi QUI  e troverete il rinvio al testo pāli (PTS SN III p. 153) che ho consultato per la mia citazione. Una traduzione italiana del  Saṁyutta Nikāya: Discorsi in gruppi, a cura di V. Talamo, è edita da Astrolabio, Roma 1998.

Note
(1) In riferimento all’ottuplice sentiero il termine è tradotto spesso con “retto” , “appropriato”. In altri contesti ha il senso di “completo”, “integrale” oppure “opportuno”, nel senso che arriva al momento giusto o è adatto alla circostanza.

(2) Bhāvanā (dal verbo bhāveti, causativo di bhū = far essere, generare, produrre, coltivare, sviluppare) è il termine che designa la meditazione nel senso di sviluppare un tema, applicare il pensiero a qualcosa, coltivare una certa qualità o percezione, come p. es. la benevolenza, l’impermanenza o gli aspetti non attraenti del corpo. E’ anche un modo di parlare, in generale, della “pratica”.  Il sutta citato la presenta nel modo più inclusivo e analitico possibile elencando le 7 intestazioni – dai quattro modi di stabilire la presenza mentale (satipaṭṭhāna) al nobile ottuplice sentiero – sotto cui il Buddha espone gli elementi da coltivare, i fattori costitutivi del risveglio. Vedi l’elenco dei 36 bodhipakkiyā QUI

(3) www.biozootec.it/gallina_mangia_uovo.aspx

La foto dei pulcini è tratta dal sito http://www.lacasanettarina.iit

I 4 elementi

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fiori

AUDIO

Una selezione delle registrazioni dal ritiro I quattro elementi: internamente, esternamente – maggio 2021 con le meditazioni guidate e le istruzioni per la pratica è disponibile alla pagina AUDIO

LETTURE

SATIPAṬṬHĀNA SUTTA Majjhima Nikāya 10 Consapevolezza del corpo: gli elementi

Anālayo, Satipatthana Il cammino diretto  capitolo VI.6 

Nome e forma (APPUNTI )

“Il discorso lungo sull’impronta dell’elefante” Mahāhatthipadopamasutta MN28 Sugli elementi interni ed esterni 

“Istruzioni a Rāhula” Mahārāhulovādasutta   MN62  Rendere la mente come i 4 elementi

 

 

 

Il suonatore di conchiglia

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A integrazione del post La tromba di conchiglia  e relative note traduco di seguito il Saṅkhadhamasutta (Saṃyutta Nikāya 42.8) in cui ricorre la similitudine del suonare la conchiglia come immagine della meditazione incentrata su uno dei quattro stati illimitati o brahmavihāra. Qui la funzione trasformativa e salvifica di qualità come la benevolenza, la compassione, l’apprezzamento e l’equanimità, sviluppate e coltivate fino a divenire una attitudine o dimora del cuore, è chiamata in causa dal Buddha per evidenziare la natura non deterministica del kamma e la possibilità di cancellare o depotenziare gli effetti delle azioni e delle abitudini distruttive del passato. Leggi anche la Similitudine della manciata di sale (Anguttara Nikāya 3.100) menzionata in quel post,  nella traduzione di Bhikkhu Bodhi (trad. it. nel video qui sotto al minuto 51:35)

Per un’introduzione, lettura e commento ad entrambi i testi (SN 42.8 e AN 3.100) rimando al video: una sessione del seminario online Letture dai Sutta 2020: Kamma 

Potete cominciare l’ascolto dal minuto 14.44 – La lettura dei testi è preceduta da un’introduzione. La traduzione in italiano del sutta “Una manciata di sale” comincia al minuto 51.35

Il Suonatore di Conchiglia (Saṃyutta Nikāya 42.8)

A quel tempo il Maestro risedeva presso Nālandā, nel boschetto di manghi di Pāvārika. Allora il capovillaggio Asibandhakaputta, un discepolo dei giainisti, si recò dal Maestro e si sedette da un canto. Il Maestro gli disse: “Capo, che cosa insegna Nigaṇṭha Nātaputta ai suoi seguaci?” “Signore, Nigaṇṭha Nātaputta insegna questo: ‘Chiunque uccida è destinato alla perdizione, è destinato all’inferno. Chiunque rubi, chiunque abbia una cattiva condotta sessuale, chiunque dica il falso è destinato alla perdizione, è destinato all’inferno. Sei condotto [alla rinascita] dal modo in cui vivi abitualmente’.”

“Sei condotto[alla rinascita] dal modo in cui vivi abitualmente: se ciò fosse vero, allora, stando a Nigaṇṭha Nātaputta nessuno sarebbe destinato a un luogo di perdizione, nessuno sarebbe destinato all’inferno. Cosa ne pensi, capo? Considera qualcuno che uccide. Se confronti le occasioni, di giorno o di notte, in cui è intento a uccidere piuttosto che a non uccidere, quali sono più numerose? ” “Le occasioni in cui non uccide sono più numerose”. “Cosa ne pensi, capo? Considera uno che ruba, che ha una cattiva condotta sessuale, o che dice il falso. Se confronti le occasioni, di giorno o di notte, in cui ruba, o ha una cattiva condotta sessuale, o dice il falso, con quelle in cui non ruba, non ha una cattiva condotta sessuale, o non dice il falso, quali sono più numerose?”“Le occasioni in cui non ruba, non ha una cattiva condotta sessuale o non dice il falso sono più numerose di quelle in cui ruba, ha una cattiva condotta sessuale o dice il falso”.

“Sei condotto[alla rinascita] dal modo in cui vivi abitualmente: se ciò fosse vero, allora, stando a Nigaṇṭha Nātaputta, nessuno sarebbe destinato a un luogo di perdizione, o all’inferno. Considera un maestro che propugna questa dottrina, questa opinione: ‘Chiunque uccida, rubi, abbia una cattiva condotta sessuale, o dica il falso, è destinato alla perdizione, destinato all’inferno’. E c’è un discepolo che ha fiducia in quel maestro e pensa: ‘Il mio maestro dice che chiunque uccida, rubi, abbia una cattivacondotta sessuale, o dica il falso,è destinato alla perdizione, è destinato all’inferno. Ma io ho ucciso, ho rubato, ho avuto una cattiva condotta sessuale, o ho detto il falso; quindi anch’io sono destinato alla perdizione, sono destinato all’inferno’. Così adotta quel punto di vista. A meno che non rinunci a quell’affermazione, a quella credenza, e non abbandoni quel punto di vista, sarà gettato, per così dire, all’inferno.

Ora considera: compare nel mondo un realizzato, un arahant, un Buddha pienamente rivegliato, maturo in sapienza e condotta, felice, conoscitore del mondo, guida eccellente di coloro che vogliono addestrarsi, maestro di dèi e di uomini, sveglio, benedetto. In molti modi egli critica e denuncia il togliere la vita, e dice ‘Smettete di uccidere!’. Critica e denuncia il furto, la cattiva condotta sessuale, la menzogna, e dice ‘Smettete di rubare!’[eccetera].

E c’è un discepolo che ha fiducia in quel maestro e pensa: ‘In molti modi il Buddha critica e denuncia il togliere la vita, e dice ‘Smettete di uccidere!’. Io, in piccola o grande misura, ho ucciso. Non è giusto, non è buono. Ma per quanto provi rimorso, non posso disfare quel che ho fatto’. Riflettendo così, smette di uccidere le creature viventi, e in futuro si astiene dall’uccidere. Ecco come abbandona quella cattiva azione e la trascende. [Lo stesso si ripete per le altre azioni nocive].

Smette di uccidere e si astiene dall’uccidere. Smette di rubare e si astiene dal rubare. Smette di avere una cattiva condotta sessuale e si astiene dalla cattiva condotta sessuale. Smette di mentire e si astiene dal mentire. Smette di seminare zizzania e si astiene dal seminare zizzania. Smette di parlare in modo offensivo e si astiene dal linguaggio offensivo. Smette di chiacchierare inutilmente e si astiene dalle chiacchiere inutili. Abbandonando il desiderio invidioso, non nutre invidia. Abbandonando il rancore e l’odio, non nutre rancore. Abbandonando le opinioni scorrette, adotta una prospettiva corretta.

Quel discepolo dei nobili –senza avidità, senza malanimo, vigile, consapevole – pervade la prima direzione dello spazio con una mente colma di benevolenza; e così pure la seconda, la terza e la quarta direzione dello spazio. In alto, in basso, in mezzo, ovunque, completamente; pervade tutto il mondo con una mente colma di benevolenza: ricca, grande, illimitata, non ostile e non aggressiva

[come sopra] pervade tutto il mondo con una mente colma di compassione: ricca, grande, illimitata, non ostile e non aggressiva. [come sopra] pervade tutto il mondo con una mente colma di apprezzamento: ricca, grande, illimitata, non ostile e non aggressiva. [come sopra] pervade tutto il mondo con una mente colma di equanimità: ricca, grande, illimitata, non ostile e non aggressiva.

Come una persona vigorosa che suona la conchiglia si fa sentire senza sforzo in tutte le direzioni, allo stesso modo, quando la liberazione del cuore tramite la benevolenza [la compassione, l’apprezzamento, l’equanimità] è coltivata e realizzata in questo modo, qualunque azione limitante del passato non lascia traccia né perdura”.

A queste parole Asibandhakaputta il capovillaggio disse al Maestro: “Splendido, signore, splendido! Da oggi in poi, il Buddha mi ricordi come un discepolo laico che ha preso rifugio per la vita”.

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  • Per i concetti di KAMMA E RINASCITA nel buddhismo antico e relativa bibliografia rinvio alla scheda del seminario Letture dai Sutta 2020: Kamma  
  • Sulle 10 CONDOTTE MORALI E IMMORALI secondo il buddhismo antico in rapporto a kamma e rinascita vedi un estratto da Majjhima Nikāya 41 Sāleyyaka Sutta (I cittadini di Sālā)  TRAD IT

La mente amichevole: insegnamenti dai Discorsi del buddhismo antico (online)

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IMG_0622 (5)Il ritiro è concluso. La pagina è stata aggiornata con Altri materiali dal ritiro (vedi in fondo)

Meditazioni, letture e riflessioni sulla qualità della benevolenza (mettā) nell’ottuplice sentiero. Guidati dal “Discorso sulla benevolenza”Karaṇīya mettasutta (Sutta Nipata 1.8) esploreremo il ruolo della mettā nella meditazione e le sue espressioni etiche e sociali.   INFO E PROGRAMMA QUI

questo week-end di ritiro in casa è adatto a meditanti con  più o meno esperienza

che hanno una conoscenza di base dell’ottuplice sentiero e sono già stati introdotti alla pratica della presenza mentale secondo il buddhismo antico, avendo fatto almeno un ritiro (preferibilmente in presenza) o un corso specifico  – per i dettagli leggi il programma qui

le sessioni online su Zoom

sono un supporto per la pratica individuale nel resto della giornata: vi chiediamo di iscrivervi solo se pensate di potervi dedicare al programma sospendendo altri impegni e attività (salvo quelle domestiche essenziali) e se vi sentite a vostro agio con questo approccio alla meditazione (vedi Materiali per prepararsi al ritiro).

per chi non vive da sola/o

avrete bisogno di uno spazio tranquillo per meditare e seguire le sessioni su Zoom senza interferenze. Se i vostri cari sono ‘distrazioni’ o ‘ispirazioni’ dipende dalla qualità del rapporto e della vostra pratica, oltre che dalle condizioni oggettive del vostro ambiente. Consigliamo il silenzio durante il ritiro per aiutare il raccoglimento, ma va benissimo accordarsi prima per limitare gli scambi a ciò che è essenziale per convivere in armonia durante il ritiro.

NOTA TECNICA SULLA CONNESSIONE A ZOOM: Se temete che la vostra connessione internet non sia sufficiente, considerate di partecipare al ritiro senza attivare la videocamera e il microfono (basta che udiate e vediate bene, che siate riconoscibili con il vostro nome e usiate la chat per partecipare alla sessioni D&R) Prima di scoraggiarvi, fate il test! https://zoom.us/test

Materiali per prepararsi al ritiro

La tromba di conchiglia 

Retta intenzione retto sforzo nell’ottuplice sentiero

Meditazione guidata: consapevolezza del corpo

Meditazione  guidata: i cinque impedimenti

Meditazione guidata: libertà dai cinque impedimenti

Altri materiali dal ritiro

Metta Sutta canto in pali (e foto di Ajahn Chah con la gazzella) Nota: il link nel pdf è stato corretto 15/03

Discorso del Buddha sulla benevolenza (mia trad. it  del Metta Sutta Sn 1.8)

METTĀ nei discorsi antichi

Citazioni dai sutta

Amici

Il setacciatore

Lab online: ānāpānasati

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Il Laboratorio di studio e pratica del Dhamma  gennaio-maggio 2021 è concluso.

Qui trovate i materiali su cui abbiamo lavorato nel primo e secondo ciclo: insieme alle meditazioni guidate e alle letture suggerite per la preparazione restano a disposizione come un possibile percorso integrato e graduale per chi vuole esplorare o continuare a esplorare questa pratica nel contesto degli insegnamenti del buddhismo antico su come coltivare la mente-cuore verso il risveglio.

Riferimenti testuali: Ānāpānasati Sutta MN 118 ; Saṃyutta Nikāya 54 ;  Kāyagatāsati Sutta MN 119

Preparazione al primo ciclo:  E’ opportuno familiarizzarsi con il  testo di base (MN 118) e applicare nella seduta quotidiana per un certo periodo di tempo le istruzioni dal ritiro Anapanasati Tossignano agosto 2020   (in particolare quelle relative alla postura, ai passi preliminari e alle prime due ‘quartine’ di ānāpānasati (AUDIO 2, 5, 6, 8, 12).  

Primo ciclo: “il respiro è il luogo dell’unione”

Felice sobrietà (Tossignano 2019)

Testi e appunti

Kāyagatāsati Sutta MN 119  trad. Sujato  (Nota: per la prima quartina di AS fate riferimento alla traduzione italiana di MN 118 scaricabile da questa pagina.  La trad. di Sujato reca respiro ‘pesante’ e ‘leggero’ , invece di ‘lungo’ e ‘breve’ , ma è una sua interpretazione che non trova, che io sappia, conferma in altre traduzioni del testo pali e del suo parallelo cinese (MA 81).  Cfr trad. di Bhikkhu Nanamoli e Bhikkhu Bodhi  in The Middle Length Discourses of the Buddha, Wisdom.

Cfr sezione sulle contemplazioni relative al corpo in SATIPAṬṬHĀNA SUTTA Majjhima Nikāya 10

Trad. it. similitudini su Mara e la presenza mentale del corpo contenute in MN119  

MA81  Approfondimenti sul testo “Discorso sulla consapevolezza del corpo”

Parabola della quaglia e il falco SN 47 (L’habitat del meditante sono i 4 satipatthana)

Similitudine dell’uomo che corre MN 20 (Calmare l’attività della mente)

Similitudine del cuoco SN 47.8 (Registrare la risposta della mente rende fruttuosa la meditazione) VEDI trad. it nell’area dei Commenti

Sul setacciatore e l’orafo Aṅguttara Nikāya 3.101

Gli impedimenti sono sofferenza (Tossignano 2018)

I cinque impedimenti (Tossignano 2019)

Meditazione equilibrata (Nimitta Sutta AN 3:103 L’orafo, Aggi Sutta SN 46:53)

per i testi citati vedi QUI

La facoltà del samadhi (Lab online 2020)  

per il testo citato (Similitudine della Cittadella) https://suttacentral.net/an7.67/en/sujato

Sui 4 jhana https://letiziabaglioni.com/2017/04/27/i-quattro-jhana/


Secondo ciclo: “il respiro è il luogo dell’abbandono”

Preparazione:  Il focus è l’esplorazione della quarta quartina di istruzioni sulla consapevolezza inspirando ed espirando. Il riferimento  principale è il testo di base MN 118  in particolare la sezione dedicata alla quarta quartina e ai 7 fattori del risveglio.  Le meditazioni proposte nel secondo ciclo presuppongono che i partecipanti abbiano lavorato e continuino a lavorare nella seduta quotidiana con le istruzioni preliminari e le prime tre quartine (vedi meditazioni guidate Anapanasati Tossignano agosto 2020  AUDIO 2, 5, 6, 8, 12, 14)  altri suggerimenti per la meditazione https://letiziabaglioni.com/2021/01/08/lab-online-anapanasati/#comment-2459

Appunti e materiali:

I fattori del risveglio: introduzione

i 7 fattori del risveglio vivekanissita

Tossignano AUDIO n. 15 meditazione guidata I sette fattori del risveglio

La sezione sui fattori del risveglio del SATIPAṬṬHĀNA SUTTA Majjhima Nikāya 10 : contemplazione dei dhamma (cfr. la sezione sulla contemplazione dei cinque impedimenti: vale lo stesso principio cioè esplorare direttamente la condizionalità attraverso i gesti dell’alimentare (i fattori salutari) e l’affamare (i fattori non salutari).

La presunzione/finzione ‘sono’  mana

Il desiderio/aspirazione chanda

La citazione da Saṃyutta Nikāya 22.102 Aniccasaññā-sutta  la trovi QUI

APPUNTI E MEDITAZIONE : CONTEMPLANDO L’IMPERMANENZA NEI CINQUE KHANDHA

Su sakkāya diṭṭhi  e la retta visione liberante riguardo ai cinque khandha ascolta la 7.  puntata del webinar

Letture dai Sutta 2019

Viveka: il ritiro, il quotidiano (online)

Ritiro di meditazione:  da venerdì 15 a domenica 17 gennaio 2021 INFO

Il termine pāli viveka (‘ritiro’ o ‘separazione’) si riferisce all’essere fisicamente ‘appartati’ ma anche alla felice solitudine di una mente distaccata dagli stimoli sensoriali, dalle preoccupazioni dell’identità personale e dalle qualità o reazioni non salutari. Nei sutta, il praticante “si reca nella foresta, ai piedi di un albero o in un alloggio vuoto” per meditare.  Ma per fare buon uso della quiete esterna dovrà contare su una comprensione interna che permette di sviluppare la presenza mentale e gli altri fattori chiave della meditazione in ogni condizione, nelle attività ordinarie e fra gli stimoli ambientali ed emotivi. Il piacere e gioia nati da viveka introducono agli stati di quiete e meditazione profonda, che non si basano sullo sforzo ma sull’appagamento, sulla benevolenza e sulla compassione che generiamo nel momento presente. 

questo week-end di ritiro in casa è adatto a meditanti con più o meno esperienza

si basa sugli insegnamenti del buddhismo antico su come coltivare la mente e il cuore organicamente, in armonia con i valori e gli scopi dell’ottuplice sentiero.

le sessioni online su Zoom

sono un supporto per la pratica individuale nel resto della giornata: vi chiediamo di iscrivervi solo se pensate di potervi dedicare all’intero programma sospendendo altri impegni e attività (salvo quelle domestiche essenziali) e se vi sentite a vostro agio con questo approccio alla meditazione (vedi sotto Materiali per prepararsi al ritiro).

per chi non vive da sola/o

avrete bisogno di uno spazio tranquillo per meditare e seguire le sessioni su Zoom senza interferenze. Se i vostri cari sono ‘distrazioni’ o ‘ispirazioni’ dipende dalla qualità del rapporto e della vostra pratica, oltre che dalle condizioni oggettive del vostro ambiente. Consigliamo il silenzio durante il ritiro per aiutare il raccoglimento, ma va benissimo accordarsi prima per limitare gli scambi a ciò che è essenziale per convivere in armonia durante il ritiro.

NOTA TECNICA SULLA CONNESSIONE A ZOOM: Se temete che la vostra connessione internet non sia sufficiente, considerate di partecipare al ritiro senza attivare la videocamera e il microfono (basta che udiate e vediate bene, che siate riconoscibili con il vostro nome e usiate la chat per partecipare alla sessioni D&R) Prima di scoraggiarvi, fate il test! https://zoom.us/test

Materiali utili per prepararsi al ritiro

Meditazione guidata: consapevolezza del corpo

Meditazione  guidata: i cinque impedimenti

Abbandonare i cinque impedimenti: Digha Nikaya 2

Le iscrizioni sono chiuse.

Citazioni dai Sutta

parabola dei seianimali   (sul contenimento dei sensi)

pamada   (custodire il cuore/citta)

SN 47.7: A Monkey —Bhikkhu Sujato  (La scimmia)