Ritiro di ottobre a Tossignano Bologna

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La mente amichevole: introduzione alla meditazione di mettā

Tossignano (Bologna) 31 ottobre – 4 novembre 2018 

INFO QUI

Questo ritiro residenziale si rivolge preferenzialmente a chi già pratica la meditazione di consapevolezza e ha una conoscenza di base del Dhamma

Per facilitare l’organizzazione, chiediamo agli interessati di perfezionare l’iscrizione quanto prima e comunque entro il 17 ottobre Grazie!

thumbs_broussonetia-papyrifera-3L’accento è sulla coltivazione della benevolenza (mettā bhavanā) come base per lo sviluppo della concentrazione  e sostegno per la presenza mentale, con particolare riferimento agli insegnamenti contenuti nei Discorsi antichi sui 4 brahmavihāra o qualità espansive del cuore (benevolenza, compassione, apprezzamento, equanimità).  Oltre a esplorare la funzione della ‘mente amichevole’ nell’ottuplice sentiero, rifletteremo su come declinare questa virtù sociale e comunitaria nella  nostra realtà contemporanea.

LETTURE:

La tromba di conchiglia

Abbandonare i cinque impedimenti

Per chi è nuovo all’argomento dei 4 brahmavihara:

Emozioni mature

La via della benevolenza (discorso di Achaan Chandapalo)

 

 

 

 

 

 

La tromba di conchiglia

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L’uso di una grande conchiglia spiraliforme come strumento a fiato rappresenta uno dei modi più arcaici e naturali di produzione del suono, principalmente per assolvere a funzioni segnaletiche, in pace o in guerra, o anche in contesti rituali e festivi. In Sicilia, ad esempio, fino a 30-40 anni fa il suono della brogna (trumma o tromba di conchiglia) annunciava l’inizio di attività agricole come il trasporto delle olive nei frantoi o l’avvio dei mulini ad acqua utilizzati per la molitura del grano, e nelle battute di caccia serviva a stanare gli animali selvatici.Risultati immagini per turbinella pyrum trumpet ancient

Turbinella Pyrum

Nei testi del buddhismo antico il suono della conchiglia (saṅkha) – pieno, potente ed espansivo – ricorre come similitudine per la qualità inclusiva e pervasiva della mente che si sviluppa nella meditazione incentrata sui quattro illimitati” (appamāna) o “atteggiamenti sublimi” (brahmavihāra): la benevolenza (mettā) la compassione (karunā) la gioia partecipe o apprezzamento (muditā) e l’equanimità (upekkhā).

E’ come se vi fosse qualcuno che è abile nel suonare la conchiglia. Va in un posto dove nessuno l’ha mai udita prima. Sale sulla cima di un alto monte a mezzanotte e con tutte le forze soffia nella conchiglia. Ne esce un suono meraviglioso che pervade le quattro direzioni. (1)

La capacità del suono di estendersi nello spazio saturandolo con una specifica qualità percettiva rispecchia metaforicamente l’esperienza meditativa di un campo unificato e permeato da un singolo sentimento o sensazione significativa associata all’intento/pensiero di gentilezza, compassione, apprezzamento o equanimità. Questo particolare ‘suono’ tende non solo a colorare, per dir così, la coscienza come fosse un contenitore statico, ma ha un intrinseco dinamismo che tende a estendere la coscienza dissolvendo i contenuti  che generano misura e posizione: mente illimitata perché non misurabile attraverso concetti e intenzioni che reificano l’esperienza generando il confine fra soggetto e oggetto, interno ed esterno.

Così come il suono della tromba di conchiglia si diffonde senza ostacoli  dalla cima del monte ed è chiaramente udibile da chiunque nella notte, così l’irradiazione dei brahmavihāra non è circoscritta a qualcuno in particolare e presuppone la prospettiva ampia e non ostruita acquisita con il previo abbandono dei cinque impedimenti e dei pensieri distraenti (vedi post precedenti QUI e QUI) .

In questo senso, il metodo di meditazione attestato nella letteratura buddhista posteriore e insegnato in prevalenza anche oggi in occidente, consistente nello sviluppo sistematico della benevolenza, eccetera, verso di sé, la persona cara, la persona neutra e la persona non gradita od ostile, per poi estenderla a diverse classi di esseri e infine a tutti gli esseri senza esclusioni, si potrebbe forse intendere come un abile mezzo o addestramento preliminare volto a mettere in luce e superare i pregiudizi cognitivi ed emotivi per cui certi sentimenti e intenzioni positive sono evocati dalle caratteristiche attribuite a un particolare oggetto o comunque legati a una categoria di persone, più che essere l’espressione di un desiderio autonomo del cuore. Nei Discorsi antichi, d’altro canto, è a più riprese sottolineato il valore della benevolenza o compassione espressa con pensieri, parole e atti nei confronti di esseri o individui specifici (ad esempio i propri compagni di pratica, persone che agiscono scorrettamente, animali); ma ciò sembra riferirsi più a un contesto relazionale e allo sviluppo di qualità e intenzioni etiche nel quotidiano, che non a un metodo di meditazione formale.

Traduco di seguito la sezione del Saṅkhadhama Sutta Saṃyutta Nikāya 42.8 dove ricorre la formula che nei Discorsi descrive invariabilmente la meditazione sui brahmavihāra (evidenziata in grassetto) e che termina appunto con la similitudine del suonatore di conchiglia. Il contesto è una conversazione fra il Buddha e il giainista Asibandhakaputta circa le conseguenze delle azioni eticamente rilevanti sulla qualità della futura rinascita (2). Il Buddha confuta la nozione semplicistica del kamma enunciata dal suo interlocutore secondo cui la rinascita dipenderebbe dalle azioni che si compiono abitualmente, dicendo che se così fosse nessuno subirebbe le conseguenze negative dei propri atti nocivi, visto che anche un assassino passa più tempo a non uccidere, piuttosto che a uccidere. Tale conclusione paradossale, che nega il nesso di causa ed effetto e la responsabilità personale, è ritenuta insoddisfacente tanto dai buddhisti che dai giainisti, anche se con motivazioni diverse. Il Buddha, poi, mostra come sia possibile abbandonare qui e ora le azioni nocive e intraprendere azioni benefiche; e, oltre a ciò, sviluppare la mente e il cuore con la meditazione in modo da neutralizzare o indebolire gli effetti delle azioni compiute in passato sotto l’influsso di avidità, odio e illusione che limitano e condizionano la coscienza.

Il soggetto del brano seguente è qualcuno che ha ascoltato l’insegnamento del Buddha e ha fiducia di poter cambiare in meglio, superando il rammarico per i comportamenti e gli atteggiamenti non saggi del passato e impegnandosi giorno per giorno a vivere diversamente:

“Smette di uccidere e si astiene dall’uccidere. Smette di rubare e si astiene dal rubare. Smette di comportarsi irresponsabilmente in ambito sessuale e si astiene dal sesso irresponsabile. Smette di mentire e si astiene dal mentire. Smette di seminare zizzania e si astiene dal seminare zizzania. Smette di parlare in modo offensivo e si astiene da un linguaggio offensivo. Smette di chiacchierare inutilmente e si astiene dalle chiacchiere inutili. Abbandonando il desiderio invidioso, non nutre invidia. Abbandonando il rancore e l’odio, non nutre odio. Abbandonando le opinioni scorrette, adotta una prospettiva corretta. (3)

Quel discepolo dei nobili – senza avidità, senza malanimo, vigile, consapevole – pervade la prima direzione dello spazio con una mente colma di benevolenza; e così pure la seconda, la terza e la quarta direzione. In alto, in basso, in mezzo, ovunque, completamente: pervade tutto il mondo con una mente colma di benevolenza, vasta, magnanima, illimitata, non ostile e non aggressiva.   

 [come sopra]  pervade tutto il mondo con una mente colma di compassione: vasta, magnanima, illimitata, non ostile e non aggressiva.

[come sopra] pervade tutto il mondo con una mente colma di apprezzamento: vasta, magnanima, illimitata, non ostile e non aggressiva.

[come sopra] pervade tutto il mondo con una mente colma di equanimità: vasta, magnanima, illimitata, non ostile e non aggressiva.

Come una persona vigorosa che soffia nella tromba di conchiglia si fa sentire senza sforzo in tutte le direzioni, allo stesso modo, quando la liberazione del cuore tramite la benevolenza [la compassione, l’apprezzamento, l’equanimità] è stata coltivata e realizzata in questo modo, qualunque azione limitante del passato non lascia traccia né perdura. “

 

La temporanea liberazione del cuore (cetovimutti) tramite la benevolenza o le altre tre qualità/intenzioni illimitate è dunque una potente esperienza trasformativa che

‘Imita’ e precorre, esperienzialmente, la condizione ideale di una mente libera che esprime solo risposte sane ed evita intenzioni e reazioni non salutari. Con questo tipo di addestramento, le radici delle tendenze della mente a generare karma basato sull’ignoranza si depotenziano dall’interno.(4) 

Una similitudine contenuta in un altro discorso (Aṅguttara Nikāya 3.100) paragona gli effetti di un’azione nociva di poco conto compiuta da qualcuno che ha sviluppato la virtù e ha una mente aperta e incline agli illimitati a un granello di sale disciolto nell’acqua del Gange: essendo l’acqua abbondante, non diventerà salata e inadatta a essere bevuta. Al contrario, un granello di sale disciolto in un bicchier d’acqua (in una mente ristretta) avrà il potere di renderla imbevibile.

Allora il nobile discepolo riflette così: ‘Prima, la mia mente era ristretta e sottosviluppata; ora è illimitata e ben sviluppata’.

A questo punto, secondo la logica dei Discorsi, il praticante che ha maturato una corretta prospettiva circa la sofferenza, le sue cause, la cessazione e il sentiero (ossia le quattro nobili verità) può compiere un ulteriore passo verso la liberazione ‘incrollabile’ esaminando l’esperienza meditativa del brahmavihāra alla luce della visione profonda o vipassanā, che mina il desiderio e la possibilità di aderire, identificarsi o aggrapparsi a un qualunque stato mentale o condizione di esistenza: (5)

‘Questa liberazione della mente tramite la benevolenza (ecc.) è condizionata e prodotta intenzionalmente; ma tutto ciò che è condizionato e prodotto intenzionalmente è impermanente, soggetto a cessazione’. Se persiste in ciò, ottiene l’esaurimento degli influssi [o se non l’ottiene, consegue come minimo il non-ritorno a un’esistenza sul piano sensoriale] Majjhima Nikāya 52

NOTE

  1.  Rendo in italiano un brano del Madhyama-āgama 152 tradotto dall’originale cinese dal ven. Anālayo in: Compassion and Emptiness in Early Buddhist Meditation pp. 23-24 (clicca sul link per scaricare il pdf del volume, nel quale l’autore mette a confronto testi appartenenti a diverse linee di trasmissione e redazione dei discorsi del Buddha – in particolare gli Āgama cinesi e i Sutta pali – per offrire un quadro dettagliato, coerente, ma anche ricco di sfumature, degli insegnamenti originari circa la pratica meditativa in oggetto). Cfr Majjhima Nikāya 99 (Subha Sutta) dove però la similitudine si limita a menzionare un vigoroso trombettiere che si fa udire senza sforzo nelle quattro direzioni  Clicca qui per leggere una trad. it del sutta o la versione inglese di Bhante Sujato.
  2. La prima parte del Discorso che non ho tradotto si può leggere in inglese  QUI
  3. Sulle dieci condotte non salutari e salutari cfr. il Saleyyaka Sutta (Majjhima Nikāya 41) qui una trad. it.  per quanto un po’ obsoleta nel linguaggio e con qualche inesattezza. Ad esempio: “le etère adorne di fiori” fa pensare a prostitute, in realtà il testo parla di donne fidanzate, la seduzione delle quali è un esempio fra gli altri di kāmesu micchācāra, ossia di comportamento scorretto o irresponsabile in materia sessuale. Quanto alla parola “non conforme alla dottrina e all’ordine” , il tono vagamente autoritario dell’espressione non rispecchia la locuzione pali che allude al Dhamma e al Vinaya, e che significa semplicemente “discorsi coerenti o non coerenti con gli insegnamenti e la disciplina”, ossia con i fini e la pratica dell’ottuplice sentiero).  Ma non vi sono al momento traduzioni migliori dei testi canonici in italiano disponibili in rete, sul sito suttacentral.net o altrove. Da quella pagina del sito si può però  accedere alla  versione inglese di questo e altri sutta a cura di Bhikkhu Bodhi.  SCARICA UN DOCUMENTO SU ETICA E RETTA INTENZIONE  QUI 
  4. Bhikkhuni Dhammadinnā, “Semantics of Wholesomeness: Purification of Intention and the Soteriological Function of the Immeasurables
    (appamāṇas) in Early Buddhist Thought”, 2014, p. 73.
  5. Per un esame dettagliato della coltivazione degli illimitati nel contesto del triplice addestramento superiore delineato nei testi del buddhismo antico  (etica, concentrazione e saggezza) rimando al saggio di Giuliana Martini (alias Bhikkhuni Dhammadinna), The Meditative Dynamics of the Early Buddhist Appamānas , 2011

Aggiornamenti

La pagina Calendario è stata aggiornata con i dettagli delle iniziative in programma per l’autunno 2018, e le date di quelle previste a oggi  per il 2019 (i particolari di quest’ultime sono in definizione, in ottobre dovrei aggiungere le informazioni necessarie).

  • il 27 AGOSTO si aprono le iscrizioni per il prossimo ritiro residenziale a TOSSIGNANO (BOLOGNA) che inizia il 31 ottobre ed è aperto anche a un numero limitato di principianti. Come sempre farò un post dedicato con informazioni supplementari in prossimità del ritiro.
  • Dal 1 SETTEMBRE è possibile iscriversi al Laboratorio di studio & pratica del Dhamma a VENEZIA MESTRE che inizia il secondo lunedì di ottobre –  ci aiuterebbe molto nell’organizzazione se chi intende partecipare lo comunicasse tempestivamente ai recapiti indicati  (anche se le iscrizioni restano aperte tutto il mese).
  • In OTTOBRE e DICEMBRE segnalo poi due intensivi di meditazione non residenziali, per praticanti non principianti, rispettivamente a BOLOGNA e a TORINO. Per info e iscrizioni rivolgetevi esclusivamente ai recapiti indicati in Calendario.

Ingigliofine … Per chi vuole approfondire le contemplazioni satipatṭhāna secondo i testi del buddhismo antico, e conosce l’inglese, ho aggiornato la pagina LINK con il link all’AUDIO di un ciclo di meditazioni guidate del venerabile Anālayo  e il PDF di un’eccellente opera dello stesso autore su vuoto e compassione nella meditazione del buddhismo delle origini.  Dalla stessa pagina potete anche scaricare due libretti tradotti in italiano che introducono ai principali temi dei sutta.

Vi auguro un buonissimo Ferragosto, buon riposo e buona pratica!

Ritiro di Agosto a Tossignano Bologna

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Quiete e Visione profonda

Ritiro di meditazione a Tossignano (Bo)

Villa Santa Maria  18-26 agosto 2018

INFO QUI thumbs_broussonetia-papyrifera-3.jpg

Questo ritiro residenziale è adatto a meditanti con precedente esperienza e una conoscenza di base del Dhamma. Come sempre, per aiutare l’organizzazione chiediamo a chi è interessato di confermare l’iscrizione quanto prima e comunque ENTRO IL 31 LUGLIO scrivendo a inforitiri@gmail.com

In questo approccio, samatha e vipassanā (quiete e investigazione o visione profonda) sono integrate e complementari fin dai primi passi della coltivazione mentale, e applicate in modo organico tenendo presente gli insegnamenti del Buddha degli strati canonici più antichi (sutta) e in particolare quelli sulla pratica della consapevolezza dell’inspirare ed espirare (ānāpānasati).

Come introduzione ai concetti essenziali e alle basi testuali della pratica che svolgeremo nel corso dei ritiro consigliamo a tutti i partecipanti alcune

LETTURE:

Samatha e vipassana

Consapevolezza del respiro

Un grumo di schiuma

Il cuoco (Saṃyutta Nikāya 47.8) Nota: Il link riniva alla versione inglese di Bhikkhu Bodhi. Cliccando  in alto a destra sul menu a tendina si accede a traduzioni in altre lingue disponibili sul sito suttacentral.net, con l’avvertenza che non tutte le versioni sono egualmente attendibili o condotte sul testo pali originale.

Sui temi trattati al ritiro vedi anche citazioni e riferimenti alla pagina: 

https://letiziabaglioni.com/2017/06/17/ritiro-di-agosto-a-tossignano-bologna/

LE REGISTRAZIONI DEI DISCORSI TENUTI DURANTE IL RITIRO SONO DISPONIBILI ALLA PAGINA AUDIO

 

 

 

 

 

La buona fortuna

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Traduco di seguito il famoso Maṅgalasutta Sutta Nipāta 2.4 (vedi anche  Khuddakapāṭha 5) Esistono numerose traduzioni in lingua inglese, alcune corredate da commenti, disponibili online VEDI QUI.  A parte le piccole differenze di resa o interpretazione, dovute anche al fatto che il testo pali è in versi ed è molto stringato, il senso generale è chiaro: l’approccio del Buddha alla buona sorte, alla prosperità e alla protezione non implica il ricorso a cerimonie, segni, formule, talismani, riti e benedizioni, ma è basato essenzialmente sull’impegno personale a vivere in modo tale da piantare i semi della reale prosperità.

Ho reso il testo in un linguaggio semplice e immediato che non richiede note o spiegazioni. Per cui ad esempio la devatā che interloquisce con il Buddha diventa una ‘dea’, anche se i deva del buddhismo non sono immortali e, per quanto a volte un po’ frivoli o vanesi, amano la virtù e hanno un carattere più benevolo degli dèi della mitologia classica o induista. Maṅgala sta per tutto ciò che è presagio di fortuna (cfr l’augurio o portento che è segno del favore degli dèi) o che ha il potere di impartire o propiziare fortuna, protezione o benessere (un esempio contemporaneo è il rito del matrimonio, religioso o laico; ma pensiamo al ruolo della benedizione paterna nell’Antico Testamento).

In fondo al post trovate un video dove Bhikkhu Bodhi offre un bel commento a questo insegnamento, sottolineandone il valore soprattutto per chi pratica il Dhamma nella vita laica. Il testo è organizzato secondo la logica dell'”esposizione graduale” (ānupubbīkathā VEDI POST PRECEDENTE

Nei paesi del sud-est asiatico dove prevale il buddhismo theravada anche i bambini lo imparano a scuola e sanno recitarlo. E’ incluso fra i canti di protezione (Paritta) che i monaci e monache eseguono a beneficio dei laici – ascoltate un bell’esempio in stile srilankese qui sotto:


HO UDITO che in una certa occasione il Beato viveva a Sāvatthī nella Selva di Jeta, il parco di Anāthapiṇḍika. Allora, nel cuor della notte, una dea di eccezionale bellezza che rischiarava l’intera Selva di Jeta con la sua luce si accostò al Beato. Dopo essersi accostata si inchinò al Beato e restò in piedi da un canto. Poi si rivolse al Beato parlando in versi:

Il pensier di quelle cose
Che propiziano l’agognata buona sorte
E’ caro a molti fra gli uomini e gli dèi.
Ti chiedo: quale benedizione reputi la migliore?

[Il Buddha:]

Non associarsi agli stolti
Ma associarsi ai saggi
E rendere onore a chi è dovuto:
E’ la benedizione migliore.

Vivere in luoghi adatti
Le buone azioni fatte in passato
Fare le giuste scelte:  
E’ la benedizione migliore.

Una buona istruzione e abilità pratiche  
Essere esperti nel proprio campo
Parlare con proprietà:
E’ la benedizione migliore.

Assistere madre e padre
Amare il coniuge e i figli
Un lavoro che non crea conflitto:
E’ la benedizione migliore.

Essere generosi e giusti
Aiutare i parenti
Comportarsi onestamente:
E’ la benedizione migliore.

Non fare mai del male
Mantenersi sobri
Prendersi cura della mente:
E’ la benedizione migliore.

Essere rispettosi e modesti
Sentirsi paghi e grati
Avere tempo per ascoltare il Dhamma:
E’ la benedizione migliore.

Essere pazienti e lasciarsi correggere
Incontrare veri contemplativi
Avere tempo per discutere il Dhamma:
E’ la benedizione migliore.

L’ardore e la rinuncia
Comprendere le nobili verità
L’esperienza  della liberazione:
E’ la benedizione migliore.

Un cuore che non è scosso
Dagli alti e bassi della vita
Sereno, terso, al sicuro:
E’ la benedizione migliore.

Poiché così facendo
Si va ovunque vittoriosi
Si va ovunque in sicurezza
Questa è la benedizione migliore.

 

Aggiornamenti

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Il Calendario del blog è stato aggiornato con le informazioni relative al prossimo ritiro residenziale dedicato ai meditanti esperti, che si terrà ad Agosto a Tossignano Bologna. Le iscrizioni si prendono entro il 31 luglio. Come sempre chiediamo agli interessati di prenotarsi quanto prima per facilitare l’organizzazione. Più in là pubblicherò la consueta pagina sul ritiro con informazioni supplementari, letture consigliate, eccetera. thumbs_broussonetia-papyrifera-3

Il secondo ciclo del Laboratorio Mestre  si è appena concluso, e ringrazio vivamente tutti i partecipanti e chi ha generosamente contribuito a organizzare gli incontri e tenere i contatti. L’area Commenti sulla pagina dedicata al Laboratorio resta aperta ai partecipanti (ed eventuali interessati) che vogliono condividere commenti e riflessioni e proseguire la conversazione sugli argomenti trattati. Le registrazioni sono disponibili alla pagina AUDIO (tranne quella del primo incontro, che non è stato registrato); nell’area Commenti si trovano anche link a video e materiali aggiuntivi.  thumbs_broussonetia-papyrifera-3

Informo i partecipanti alle passate e recenti edizioni del Laboratorio Mestre che in futuro per restare al corrente di eventuali iniziative dovranno consultare il Calendario e non riceveranno più il consueto reminder per email. Ciò consentirà a me e agli organizzatori di non archiviare dati e gestire liste, con conseguente semplificazione dei compiti amministrativi e delle eventuali procedure privacy.  E già che siamo in argomento …  

 

Ritiro di aprile a Tossignano Bologna

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I cinque impedimenti

Tossignano (Bologna) 27 aprile – 1 maggio 2018

Sono disponibili posti per questo ritiro residenziale INFO QUI

L’accento è sulla coltivazione della consapevolezza meditativa secondo l’approccio sistematico dei “quattro satipatthāna” o modi di stabilire la presenza mentale illustrati nelle fonti buddhiste più antiche. E’ necessario aver già qualche esperienza di meditazione e aver letto i testi consigliati.

Ithumbs_broussonetia-papyrifera-3n particolare esploreremo le istruzioni sulla consapevolezza dei “cinque impedimenti” –  schemi mentali ed energetici che ostacolano la chiarezza e la concentrazione – e le appropriate strategie per superarli. 

Per facilitare l’organizzazione, chiediamo agli interessati di perfezionare l’iscrizione quanto prima, e comunque entro il 15 aprile. Grazie!

LETTURE PRELIMINARI

Satipatthanasutta

Abbandonare i cinque impedimenti

I cinque impedimenti

Le registrazioni dei discorsi dal ritiro saranno pubblicate sulla pagina AUDIO

meditation

“Sto meditando sulla mia incapacità di meditare dovuta al fatto che quando medito non riesco a smettere di pensare che non posso meditare perché penso alla mia incapacità di meditare. E’ giusto?”

 

 

 

 

 

 

Laboratorio Mestre 2017-18 (2)

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E’ iniziato il SECONDO CICLO del Laboratorio di studio e pratica del Dhamma che si terrà a Venezia Mestre dal 5 MARZO al 28 MAGGIO Le 10 pāramī: traversare la corrente del quotidiano  INFO

Negli undici incontri esploreremo attivamente le 10 virtù o ‘perfezioni’ che secondo la tradizione hanno donato al  futuro Buddha  la forza, la fiducia e la chiarezza per intraprendere con successo il cammino del risveglio: Generosità  — Dāna, Moralità — Sīla, Rinuncia  — Nekkhamma, Discernimento/Saggezza – Paññā, Energia —Viriya, Pazienza  — Khanti, Onestà  — Sacca, Determinazione — Adhiṭṭhāna, Gentilezza  — Mettā, Equanimità  — Upekkhā

thumbs_broussonetia-papyrifera-3Pur essendo un insegnamento più tardo, collegato ai racconti  edificanti sulle vite precedenti di Gotama (Jātaka) il valore attribuito a queste qualità spirituali nel sostenere il cammino contemplativo e generare effetti positivi per se stessi e per gli altri è già implicito nei Discorsi antichi.   

Questa pagina verrà aggiornata con gli APPUNTI relativi al seminario. Riflessioni e materiali supplementari nei COMMENTI. Le registrazioni degli incontri verranno rese via via disponibili alla pagina AUDIO

LETTURE

Achaan Sucitto Kalyana: il sentiero graduale del Buddha, Astrolabio, Roma 2003.

Achaan Sucitto Parami – Ways to Cross Lifes Floods

Utile aver lavorato con i temi e gli spunti di pratica del Laboratorio Mestre primo ciclo

APPUNTI

  1. SĪLA – Moralità. Sulla funzione dei cinque precetti  ; Citazioni dai Sutta (in particolare sul linguaggio – vedi anche: SACCA – Onestà)  Commenti
  2. NEKKHAMMA – Lasciar andare Appunti
  3. Dasa Pāramī  (canto) AUDIO  TESTO
  4. KHANTI – Pazienza  Citazioni
  5. SACCA – Onestà Appunti    Vedi anche il documento su Retta parola – Sammavaca
  6. METTĀ – Benevolenza  Appunti
  7. UPEKKHĀ – Equanimità Appunti

 

 

Perdono

Di recente ho avuto modo di rivedere il bellissimo Mission (1986)  e fra i tanti aspetti notevoli di quel film c’è un pensiero profondo sulla colpa e sul perdono affidato dal regista al personaggio del mercenario e cacciatore di schiavi Rodrigo Mendoza (Robert De Niro).

La scena clou è così eloquente che merita di essere condivisa senza altro commento (e grazie a chi l’ha postata su Youtube). Non serve neppure aver visto il film. Basta lasciarla risuonare liberamente, senza interpretazioni a senso unico (storiche o metaforiche, etiche, sociali o intrapsichiche).

Al di là dei dettagli biografici con cui ci identifichiamo e della parte che ci troviamo a giocare al momento – oppressore, oppresso, nessuno dei due, un pochino di entrambi – nascere alla dimensione umana implica avere dentro questa storia e la scomoda eredità di un oscuro passato di violenza e di colpa, rivendicazione e riscatto che ci portiamo dietro e riperpetuandosi ci intralcia.

Dedicato a chi aspira a comprendere il dolore e le sue cause, e a concedere e ricevere compassione e perdono.

Passato e presente

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Il Giorno della Memoria è celebrato ogni 27 gennaio perché in quel giorno del 1945 le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.

C’è un vistoso paradosso quest’anno dietro il giorno della memoria: la data corre un pesante rischio di assuefazione e di ritualizzazione retorica proprio mentre i disvalori che si proponeva di combattere trovano nel nostro discorso pubblico uno spazio che non avevano mai avuto.

Marino Sinibaldi, Il dovere della memoria nel 2018, leggi l’articolo su Internazionale

Credo sia essenziale, per la salute nostra e della società di domani, da un lato riconoscere l’unicità della shoah e mantenerne nitida la percezione nel tessuto della nostra coscienza storica, politica e morale di italiani ed europei. Dall’altro,  generare connessioni significative fra passato e presente che ci aiutino a riconoscere e denunciare i disvalori come tali, e a cogliere per tempo i segni di dinamiche sociali,  modalità di pensiero, slogan e orientamenti politici che fanno rientrare dalla finestra ciò che speravamo di aver messo alla porta.  Questo duplice intento mi sembra ben espresso dallo schietto antifascismo del nostro Presidente Mattarella  e dalla recente nomina di Liliana Segre come senatrice a vita.

Vi segnalo qui una puntata della trasmissione Passato e Presente, su Rai Storia  (occorre registrarsi gratuitamente al sito RAI per vederla) Nell’estate del 1939 le norme antiebraiche sono ormai entrate nell’ordinamento giuridico di molti paesi europei, oltre la Germania: l’Ungheria, la Romania, la Slovacchia, la Polonia, l’Italia, l’Austria annessa al Terzo Reich. Per centinaia di migliaia di ebrei l’unica via di salvezza, malgrado le incognite e le difficoltà di un trasferimento all’estero, è abbandonare il proprio paese d’origine.infuga

Il conduttore Paolo Mieli e gli storici suoi ospiti, coadiuvati da belle immagini di repertorio,  raccontano le storie di chi tentò di emigrare o di mettere in salvo altri ebrei in fuga dalle persecuzioni razziali. Sono storie che hanno echi profondi nel nostro presente. Sono Gustav Schroeder, capitano del Transatlantico St. Louis, che riesce a salvare i 937 passeggeri, per la maggior parte ebrei, respinti dagli Stati Uniti e dal Canada; l’allenatore di calcio Arpad Weisz, ungherese, che trova riparo in Italia ma poi, costretto a trasferirsi in Olanda dopo la promulgazione delle leggi razziali, viene deportato ad Auschwitz; Oskar Tanzer, ebreo tedesco che si stabilisce in Italia e che, dopo il varo delle norme antisemite, sarà aiutato a mettersi in salvo da Don Primo Mazzolari; Paul Grninger, capo della polizia del cantone svizzero di San Gallo, che dopo la chiusura delle frontiere aiuta oltre tremila ebrei ad oltrepassare il confine, un “dovere umano”, come lo definisce egli stesso, che gli causerà la perdita del lavoro e lo ridurrà in povertà.

I nomi, i volti, le circostanze precise e puntuali. Mi fa piacere condividerli qui, perché rivivano nel nostro cuore e nei nostri pensieri e ci insegnino qualcosa su noi stessi e il nostro presente.