Il respiro è il luogo dell’unione (online)

PANO_20210416_133115 (4) Il secondo ciclo del Lab online si terrà dal 4 ottobre al 29 novembre


Per info sul primo ciclo (concluso) vedi qui


registrazioni dai 4 incontri del martedì  vedi qui


per meditazioni guidate sulle quattro quartine di ānāpānasati vedi AUDIO Tossignano 2020   e AUDIO Valeggio 2021 


testi

per il testo di base vedi ANAPANASATI Majjhima Nikaya 18 it

Samādhaṅga Sutta  (AN 5:28)  trad. ing. Thanissaro

in italiano vedi:  I quattro jhana  (Dīgha Nikāya2) 

vedi anche    Lab online: ānāpānasati


audio dall’intensivo 1-5 giugno

med. guid. preparare corpo e mente (rilassamento – preliminari)

Fattori della concentrazione (1) [errata corrige: il riferimento è a Majjhima Nikāya 117 , non 118]

Fattori della concentrazione (2)

 


Déjà vu

Nessuna guerra può essere vinta. E’ una bugia a cui non crediamo più!  – Sting (1985)

Perché non possiamo semplicemente vivere senza che la gente muoia sotto le bombe? Perché diamo più peso a interessi economici e giochi di potenza, che all’immenso dolore delle persone? Perché cadiamo tutti in questa logica guerresca? Non lo so, e cerco come tutti risposte, ma il clima di belligeranza che percepisco attorno a me, in cui vedere sofferenze ci spinge a sostenere la guerra, e chiamiamo «pace» l’inviare armi, mi preoccupa profondamente.  (Carlo Rovelli)

Leggi l’articolo di C. Rovelli su Corriere.it

È la paura degli altri la peggiore consigliera … È la paura la radice dell’aggressività.

E’ sempre il momento di coltivare benevolenza e compassione, equanimità e apprezzamento; poiché tutti soffriamo e in misura piccola o grande infliggiamo sofferenza agli altri, per ignoranza. E tutti sappiamo agire e pensare con intelligenza e buon cuore, in piccola o grande misura.

Per farlo, non occorre essere speciali, ma risolversi ad abbandonare anche per pochi attimi (più volte al giorno) le proprie opinioni ed emozioni ristrette, i pensieri inutili basati sulla paura, sull’abitudine e sull’auto-importanza, ed estendere a tutti e ovunque un augurio di bene con i pensieri, le parole o i gesti: che tutti possano scoprire le vere cause della pace, della sicurezza e del conforto, dentro e fuori di sé.

Un metodo di meditazione o di preghiera serve a sgombrare il campo e permettere al cuore di esprimere il proprio sincero desiderio e irradiare la propria forza. Usate ciò che aiuta: senza pregiudizi, presunzione, tecnicismi o sfiducia.

Cittadini per il clima

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La COP26  che si è conclusa a Glasgow nel novembre scorso è solo l’ultimo dei numerosi vertici internazionali susseguitisi negli anni senza risultati concreti: dichiarazioni non vincolanti, pochi e insufficienti impegni, nulla che corrisponda alla gravità dell’emergenza ecologica e climatica  Clima: meditare e agire(3)

Gli scienziati del IPCC (commissione dell’ONU sul cambiamento climatico) sono chiari e concordi sulla diagnosi, sull’urgenza di agire ora per mitigare e gestire l’impatto del cambiamento climatico, e sulle misure da implementare

Leggi il comunicato stampa IPCC 2022

Leggi Messaggi chiave sulla mitigazione del cambiamento climatico

Ma, ancora una volta, i governi parlano e non decidono. E come potrebbero, quando le misure utili a contenere l’innalzamento della temperatura sotto 1,5 gradi (obiettivo già definito nel 2015 dagli accordi di Parigi) minano gli interessi dei colossi dell’energia e della finanza e, soprattutto, sarebbero divisive e impopolari poiché chiamano in causa lo stile di vita e di produzione delle società industrializzate a cui ben pochi immaginano di poter rinunciare?

Il cambiamento necessario non può essere atteso o imposto dall’alto, ma deve provenire dai cittadini stessi, da una consapevolezza sempre più estesa di fasce della popolazione che si attivano all’interno delle proprie comunità, delle organizzazioni dei lavoratori, del mondo dell’impresa, dell’educazione, della ricerca scientifica, dell’informazione, eccetera. 

A complemento e supporto di questa direzione programmatica va la Proposta di Legge di iniziativa popolare promossa dal comitato Politici per Caso: l’istituzione di un’Assemblea nazionale di Cittadini/e, sorteggiati in base a specifici criteri e supportati da esperti, che abbia al centro la crisi ecoclimatica e le misure da adottare per contrastarla. Le informazioni di base su questo strumento, già adottato con successo in altri paesi su questioni di rilevante impatto sociopolitico sono riassunte in un video sul sito dei promotori

Ma perché le Assemblee di Cittadini dovrebbero essere efficienti o utili nel proporre e deliberare in materie di enorme portata come quella del clima e della distruzione della biodiversità? GUARDA IL VIDEO

Se sei in sintonia con questi obiettivi e vuoi dare un contributo

Firma per sostenere la proposta di legge popolare Cittadini per il Clima

Sīla: i fattori etici dell’ottuplice sentiero

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fiore

15 febbraio al 29 marzo – martedì 18.30 – 19.30  (online)     Leggi il programma


Quando un discepolo dei nobili discerne ciò che è salutare e la radice di ciò che è salutare, discerne ciò che non è salutare e la radice di ciò che non è salutare, in quella misura è qualcuno che ha una retta visione, che ha corretto il proprio punto di vista, che ha una fondata fiducia nel Dhamma e ha avuto accesso al vero Dhamma (Sammādiṭṭhisutta, Majjhima Nikāya 9)


La pagina verrà aggiornata via via con i link ai testi citati o altri materiali

APPUNTI

Innocenza o saggezza?

SalaMN41  Le dieci condotte salutari e non salutari (definizioni)

Sikkhā Sutta  (AN 4:99) I quattro tipi di praticante


Retta parola (citazioni, vedi anche MN41)  Abhaya Sutta MN 58  (Criteri per un linguaggio etico)

Aṅguttara Nikāya 10.1  (A che scopo?) vedi anche  Cetana sutta (con note)

Sīlasutta—trad. Bhikkhu Bodhi


APPUNTIsammajiva  citazioni e link su retti mezzi di sussistenza


APPUNTI5 precetti

rifugi-e-precetti versione theravada


APPUNTI22 marzo  link ai sutta citati


https://letiziabaglioni.com/2021/03/31/il-suonatore-di-conchiglia/

A questo link: Saṅkhadhamasutta (SN 42.8) trad. it.  e Anguttara Nikāya 3.100 (trad. it. e commento nel video)


Scarica gli audio delle sessioni da QUI

Lab online: i 4 satipaṭṭhāna

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MARGHERITE (3)

Il Lab online è concluso. Il materiale audio, gli appunti, i testi e la discussione nell’area dei Commenti restano a disposizione su questa pagina come riferimento per chi vuole continuare a praticare secondo questo approccio.  su specifiche contemplazioni satipatthana e aspetti correlati della pratica vedi altri post nella categoria PERCORSI TEMATICI


TESTO DI BASE 

SATIPAṬṬHĀNA SUTTA MN10

LETTURE PRELIMINARI

A. Sucitto, Kalyana: il sentiero graduale del Buddha, Astrolabio 2003

Gunaratana, La felicità in otto passi, Astrolabio 2004 (da consultare per i riferimenti all’ottuplice sentiero)

1. consapevolezza del corpo

preliminari, 4 posture, attività fisiche

Med. guid. preliminari, consapevolezza della postura seduta

Contemplare l’ordinario

L’arte di sedersi, di Ajahn Kalyano  (consigli ed esercizi per la postura di meditazione)

2. consapevolezza del corpo

parti anatomiche

 

3. fare pace con l’esperienza del presente- quali atteggiamenti aiutano la presenza mentale?

  • Le 3 rette motivazioni/intenzioni: lasciar andare/rinuncia (la non avidità può manifestarsi come generosità, apprezzamento, gratitudine, appagamento ecc.)  benevolenza/amicizia/gentilezza; compassione/non violenza/dolcezza

vedi anche Gunaratana, La felicità in otto passi, Astrolabio 2004  – cap. 2,  p. 55 Il Pensiero appropriato

  • Fermarsi e sentire  –  inserire piccole pause consapevoli durante le attività della giornata (nell’orario di lavoro, prima di addormentarsi, quando sentiamo urgenza, paura, dovere o desiderio nella mente che spinge ad agire .. ecc. )

4.  consapevolezza della risonanza affettiva (vedanā)

esperienza spiacevole/dolorosa, piacevole, neutra

Vedi sezione   sulle sensazioni  SATIPAṬṬHĀNA SUTTA MN10

Introduzione e breve meditazione guidata consapevolezza della sensazione

5.   Sulla gioia e felicità “non mondane” 

Come introduzione, si può ascoltare questo video (anche solo i primi 16 min circa)   e riferirsi alla Scheda del Seminario

Spunti di pratica:

  • Integrare nella seduta di meditazione quotidiana la consapevolezza della ‘sensazione piacevole non mondana’ associata alla presenza mentale e alla purezza delle intenzioni della mente (vedi 3 rette motivazioni/intenzioni).  Questa particolare forma di risonanza affettiva non dipende dallo stimolo sensoriale o dal contenuto della coscienza ma è associata al lasciar andare e al non afferrare e da ultimo alla saggezza.  E’ un oggetto di consapevolezza nella meditazione satipatthana e va  sperimentata direttamente riconoscendone chiaramente le cause.  E’ il piacere del momento presente senza avidità e avversione.
  • Nella seduta e nella consapevolezza delle attività fisiche durante la giornata (nelle 4 posture): Mettere a fuoco la sensazione piacevole mondana osservando il suo sorgere, cambiare e svanire (è necessario prima stabilizzare  la mente nel corpo o nel respiro altrimenti se l’attenzione divaga o la presenza mentale è debole non è possibile cogliere la sottile natura di vedana.
  • Contemplare con presenza mentale significa notarne il sorgere (non è sempre stata lì, ci sono cause) il permanere (occorre sentirla e osservarla silenziosamente nella sua durata, senza aggiungere commenti o reazioni) e soprattutto il CESSARE (come cambia, quando dura?) quello che in genere non notiamo perché nel frattempo la mente salta a qualcos’altro e non vediamo la dipendenza di quel piacere o dolore da fattori esterni o dai desideri e avversioni della mente.
  • La sensazione piacevole o spiacevole di tipo mondano emerge dal contatto alle 6 porte  sensoriali (deriva da percezioni interne, contatti con forme ecc. gradite o sgradite, dal venir meno di uno stimolo sgradevole o dal venir meno di uno stimolo gradevole) 
  • La sensazione neutra in meditazione  (come cambia quando diamo piena attenzione silenziosa e sostenuta a uno stato mentale o fisico né piacevole, né spiacevole)

6  Contemplare i cinque impedimenti

  • Vedi la sezione del SS sul quarto satipatṭhāna (contemplazione dei dhammā)
  • Alcune similitudini dai sutta sui cinque impedimenti  SCARICA PDF
  • Primo passo: riconoscere la presenza o l’assenza degli impedimenti  (discernere fra attività mentali salutari e non salutari)

Meditazione guidata: contemplare i cinque impedimenti  (la presenza mentale è già stabilita sul corpo e sensazioni)

Abbandonare i cinque impedimenti

  • Secondo passo: osservare e comprendere la condizionalità

I cinque impedimenti come fenomeni condizionati

7. Energia o retto sforzo

  • Viriya  pdf  include la definizione di ‘retto sforzo’ e il brano del Satipatthana Sutta sulla contemplazione dei 7 fattori del risveglio
  • Spunti di pratica: nella seduta o consapevolezza in attività, sottolineare l’aspetto del retto sforzo connesso al ‘suscitare e nutrire’:  il primo scopo della meditazione è applicarsi per far sorgere le qualità salutari della mente (7 fattori del risveglio ) …
  • cominciando con la presenza mentale – riconoscere quando è presente (per sostenerla e rafforzarla) e quando viene persa (per ristabilirla). 
  • Il fattore energia nella meditazione è collegato alla comprensione di ciò che è salutare (chiarezza o esame) e al desiderio di applicarsi. 
  • Osservare in che modo questi primi 3 fattori si sostengono a vicenda, in qualunque contemplazione satipatthana. 
  • vivekanissita pdf  Il fine della pratica si sperimenta qui e ora 

Affamare gli impedimenti  (continua dall’audio: I 5 impedimenti come fenomeni condizionati)

Introduzione ai 7 fattori del risveglio

8. Contemplare la mente (citta)

  • Leggere le istruzioni sulla contemplazione della mente Cittanupassana SATIPAṬṬHĀNA SUTTA
  • Per ‘mente’ si intende ciò che conosce il corpo, le sensazioni, gli impedimenti ecc.
  • Delle diverse qualità elencate, integrare nella meditazione quotidiana le prime 3 coppie:  mente con o senza avidità; con o senza avversione; con o senza illusione

Contemplare la mente: mente senza avversione e brama (introduzione)

  • Riconoscere la qualità di una mente dotata di presenza mentale e chiaro conoscere e  il piacere che vi si associa: quello è il punto di partenza per la contemplazione della mente come processo impermanente 
  • Nella seduta: occorre aver stabilito la presenza mentale rispetto al corpo e alle sensazioni (di origine fisica o mentale) e aver considerato la presenza o assenza degli impedimenti, abbandonando o allentando l’identificazione con i pensieri distraenti e i concetti sul mondo ‘esterno’
  • La coppia mente grande/mente ristretta può essere esperita e contemplata con riferimento allo sviluppo meditativo dei brahmavihara (benevolenza, compassione, gioia apprezzante, equanimità)

Meditazione guidata: benevolenza o amichevole gentilezza  (pratica preliminare)

Meditazione guidata: brahmavihara –  compassione

Le istruzioni del secondo audio presuppongono la familiarità con la pratica riassunta nelle meditazioni guidate: consapevolezza del corpo (preliminari e postura + parti anatomiche),  contemplare i 5 impedimenti, e abbandonare gli impedimenti  – 

  • sull’insegnamento relativo a come coltivare la mente ‘grande’ o ‘illimitata’  vedi La tromba di conchiglia 


Comprendere la sensazione (vedanā) 

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"Immagina una bolla d’acqua che si forma e dissolve sull’acqua ... quale sostanza potrebbe esservi in una sensazione?"  (Saṃyutta Nikāya 22.95)

“Immagina una bolla d’acqua che si forma e dissolve sull’acqua … quale sostanza potrebbe esservi in una sensazione?”  (Saṃyutta Nikāya 22.95)

Questo post presenta una selezione di audio tratti dal Laboratorio di studio e pratica del Dhamma tenutosi a Venezia Mestre ottobre-dicembre 2018 e da altre occasioni di pratica. Le letture, i commenti e gli spunti di pratica del Laboratorio sono stati conservati su questa pagina per integrare l’ascolto con lo studio e la pratica relativi alla consapevolezza della sensazione (tonalità o risonanza affettiva del contatto) secondo le istruzioni satipaṭṭhāna. 

 

AUDIO

Vedanā – introduzione  [Errata corrige: al min. 23.00 Rapporto annuale CENSIS 2018  invece di “Rapporto Istat”]

Vedanā – meditazione guidata

Vedanā – tendenze latenti

Vedanā – la sfida del dolore

Vedanā – quiete e visione profonda

Sallatha Sutta SN 36.2 – Le due frecce

Vedanā – meditazione guidata (2)

Vedanā – meditazione guidata (3)

LETTURE

(vedi l’area dei Commenti per la trad. it. di alcuni brani degli articoli)

Contemplazione delle sensazioni nel satipatthana

Sallatha Sutta (Discorso sulla freccia) Saṃyutta Nikāya 36.6

L’abisso senza fondo Saṃyutta Nikāya 36, trad. Bhikkhu Bodhi

Bhikkhu Analayo, Insight-Journal-Neutral-Feelings

Bhikkhu Analayo, UnderlyingTendencies

Bhikkhu Analayo, The potential of pleasant feeling

Bhikkhu Analayo, The challenge of pain

SPUNTI DI PRATICA

1) Appunti1 

2) Appunti2

VEDI ANCHE

Un grumo di schiuma

Percezione e discernimento   AUDIO

Aggiornamenti

IMG_1252 (2)Programma autunno 2021

Il CALENDARIO è stato aggiornato con i dettagli delle prossime iniziative di pratica: 

  • Lab online: i 4 satipaṭṭhāna – introduzione alla presenza mentale secondo il buddhismo antico (ottobre-novembre)

     Questo Laboratorio è strutturato in modo da facilitare un primo approccio  sistematico e graduale allo sviluppo della presenza mentale & consapevolezza situazionale (in pāli: sati/sampajañña). È adatto a chi ha poca o nessuna esperienza di meditazione o proviene da altri metodi o tradizioni. È adatto anche a chi già conosce le contemplazioni satipaṭṭhāna e vuole un’occasione per dedicare 8 settimane a ‘rivisitare le basi’ della pratica.  Per chi è nuovo al buddhismo antico è richiesto un minimo di preparazione preliminare  PER INFO E ISCRIZIONI VEDI CALENDARIO

  •  A questo Laboratorio online è ‘abbinato’ un Ritiro residenziale su i 4 satipaṭṭhāna in programma a dicembre. Completare il percorso (Lab online + ritiro) è un requisito per partecipare a successivi Laboratori online o ritiri residenziali con Letizia che si basano su questo approccio alla meditazione.
  • La vitalità del cuore: ritiro di meditazione online  (29 ottobre – 1 novembre)   Questo week-end lungo è adatto a chi ha esperienza di ritiri e ha familiarità con gli insegnamenti del buddhismo antico e il modello dei 4 satipaṭṭhāna.  PER INFO E ISCRIZIONI VEDI CALENDARIO

L’APERTURA DELLE ISCRIZIONI AGLI EVENTI ONLINE SARA’ ANNUNCIATA DA NUOVI POST (date in Calendario)


Percorsi tematici 

  • IMG_1252 (2)Ho creato una nuova Categoria che si chiama Percorsi tematici. Contiene nuovi post o post rielaborati che presentano AUDIO e TESTI centrati su uno specifico argomento o una specifica pratica. Talvolta contengono rinvii ad altri articoli collegati. L’ultimo pubblicato è dedicato al Retto sforzo come fattore dell’ottuplice sentiero. Gli audio sono editati (con risultati tecnicamente non sempre impeccabili!) titolati e organizzati in modo da essere ascoltati in sequenza. Di quando in quando metterò in evidenza sulla Home del blog un Percorso tematico o ne creerò di nuovi.  Per sapere quali Percorsi sono disponibili basta cliccare su Percorsi tematici sotto CATEGORIE sulla colonna di sinistra.
  • Le CATEGORIE (se le avete notate!) consentono una rapida ricerca dei post collegati per genere.  Se, ad esempio, cercate traduzioni di sutta pubblicati su questo blog cliccate sulla categoria Sutta visualizzata sulla colonna di sinistra nella versione Desktop (cioè se usate un computer). Su un dispositivo mobile normalmente non appare la lista delle Categorie: dovete scorrere fino in fondo la pagina HOME e cliccare su VISUALIZZA TUTTO IL SITO.
  • Già che ci sono, ricordo che potete cercare un argomento o parola chiave cliccando sulla nuvola dei TAG (sempre sulla colonna di sinistra) o inserendo il termine o la frase nella finestrella della RICERCA in alto a destra sotto il menu. Tenete presente però che l’indicizzazione è un po’ imprecisa e non gestisce i caratteri speciali (i diacritici del pali ad esempio) per cui potreste non trovare tutti i riferimenti a un certo concetto o tema presenti negli articoli. Quindi dovete pensare voi a eventuali sinonimi: ad esempio sotto “retta concentrazione” trovate i post sui jhāna, ma samādhi è menzionato in altri articoli sotto altre intestazioni (ad esempio come facoltà spirituale o indriya).

    AudioIMG_1252 (2)

  • La pagina AUDIO (stando alle statistiche la più popolare fra i lettori di questo blog) è stata ripensata di conseguenza. Contiene ancora il materiale non editato dei vecchi ritiri o laboratori (come una specie di archivio) però dal 2020 non troverete le registrazioni degli insegnamenti dati in occasione di tutti gli eventi online o in presenza, né tutte le registrazioni da un ritiro. Questo perché il mio interesse è sostenere un uso più sistematico e consapevole di questa sezione (e del blog in generale) e mettere a disposizione solo meditazioni guidate e/o istruzioni e riflessioni per chi voglia praticare e studiare anche a casa e individualmente, eliminando quello che potrebbe essere superfluo, mal riuscito, o perfino motivo di confusione per chi non ha partecipato a un certo ritiro o conosce poco l’argomento.
  • Sulla pagina AUDIO trovate ora il link alle registrazioni dal RITIRO A VALEGGIO (VR) di luglio “Consapevole inspira, consapevole espira …”  Consiglio, ove necessario, di integrare l’ascolto (e la pratica!) con gli audio dal ritiro Tossignano 2020 e consultare i materiali a disposizione nel Percorso tematico  Lab online: ānāpānasati

Buon proseguimento di estate, e molta mettā

 

Retto sforzo

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rettosforzoQuesto post presenta una selezione di audio tratti dal Laboratorio di studio e pratica del Dhamma tenutosi a Venezia Mestre dal 9 ottobre al 27 novembre 2017: Sammā vāyāma – Il retto sforzo  nell’ottuplice sentiero.  Le Letture e gli Appunti con le definizioni tratte dai sutta e gli spunti di pratica sono stati conservati su questa pagina come indispensabile complemento all’ascolto. Le registrazioni integrali degli incontri del Laboratorio sono disponibili alla pagina Audio

Letture

  • H. Gunaratana, La felicità in otto passi, Astrolabio, Roma 2004  – cap. 6 “Lo sforzo appropriato”; “Fattori dell’illuminazione” (vedi indice analitico)
  • Le fonti delle azioni salutari e non salutari sono nella mente Paṭhamanidānasutta AN 3.11  trad. it.
  • Perché abbandonare attrazione, avversione e illusione? Channa Sutta AN 3.71 trad. it

Appunti

  1. APPUNTI
  2. APPUNTI
  3. APPUNTI
  4. URAGA SUTTA (Sutta Nipata 1-17; trad. it. C. Cicuzza, La rivelazione del Buddha, vol. 1, Mondadori 2001)  vedi anche trad. Nyanaponika Thera

Audio

Retto sforzo – kusala e akusala

Retto sforzo – prevenire il sorgere del non salutare

Retto sforzo – vita quotidiana e meditazione

Retto sforzo – la similitudine del serpente

Retto sforzo – sfidare i cinque impedimenti

VEDI ANCHE I SEGUENTI POST:

Pāramī   (Energia e discernimento, audio)

Lab online: 5 indriya (La facoltà dell’energia)

La chioccia

La chioccia

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Immaginate una chioccia con otto … o dodici uova che ha ben covato, ben riscaldato, ben accudito. Anche se non desidera espressamente: “O, se i miei pulcini uscissero sani e salvi, rompendo il guscio con gli artigli e il becco!”, si dà il caso che i pulcini escano sani e salvi, rompendo il guscio con gli artigli e il becco. E perché? Ma perché la chioccia ha ben covato, ben riscaldato, ben accudito le sue otto … o dodici uova. (Saṃyutta Nikāya 22.101)

pulciniChiunque abbia un minimo di dimestichezza con i Discorsi del Buddha avrà incontrato una o più immagini che presentano i vari aspetti della pratica come artigianato del cuore o come messa a frutto di risorse naturali attraverso i sapienti, deliberati gesti di chi esercita un mestiere (dal macellaio, al tornitore, all’agricoltore, all’addestratore di elefanti o cavalli, all’acrobata, all’orafo).  E avrà incontrato ripetuti accenni allo sforzo e alla determinazione necessari a contrastare l’inerzia della ‘materia grezza’ o le ‘abitudini selvatiche’ di un cuore non lavorato, non educato, che sembra produrre sofferenza anche contro le nostre migliori intenzioni. Se abbiamo provato a meditare, o comunque a gettare uno sguardo non superficiale ai variegati moti del cuore che pretendiamo ‘nostro’, conosciamo lo stallone imbizzarrito, il puledro ombroso, il brocco sonnolento, la cavallina che prende la mano, il purosangue sussiegoso, il “cavallo stramazzato” del montaliano male di vivere. Conosciamo la inquietante sensazione di dualismo o straniamento, quel “io e la mia (?) mente” a cui parla la metafora del rapporto con “l’animale”, sia esso il cavallo delle fonti pāli o il bue delle famose “10 vignette” dello zen.

Però, qui il praticante è l’animale. Una gallina, per la precisione, che divenuta chioccia esibisce la sua innata intelligenza facendo “bene” – il termine pāli è sammā, lo stesso usato per i fattori del nobile ottuplice sentiero – (1) il suo mestiere di gallina. Il bhikkhu dedito alla coltivazione, alla bhāvanā (2) con l’assidua, istintiva dedizione della chioccia che cova non ha bisogno di desiderare la liberazione, né di sorvegliare ansiosamente (narcisisticamente) i propri progressi: tutto avviene per naturale conseguenza, poiché vi sono le condizioni giuste. A parte il lieve umorismo della chioccia sospirosa (soprattutto se immaginiamo i monaci a cui il discorso originariamente si rivolge) mi colpisce il calore, la vividezza sensoriale dei pulcini che sgusciano sani e salvi rompendo il guscio con gli artigli e il becco. Li vediamo aggirarsi per l’aia pigolando, pronti a muoversi nel mondo oltre i confini della mente-chioccia.

Le cose nuove e vitali e tenere e buone e non ancora formate vanno dapprima riscaldate e protette, perché la gestazione non è esente da rischi. La gallina distratta o incostante, che il discorso citato evoca inizialmente, si augura un felice esito della cova ma inutilmente: tanti sono i pericoli cui vanno incontro le uova trascurate (furto, rottura, predatori) ed esse rischiano di marcire se il delicato processo di maturazione si interrompe. Addirittura, leggevo che una gallina d’allevamento in condizioni malsane può sviluppare l’abitudine di mangiare le proprie uova, distruggendo il potenziale pulcino (3).

Il tema della “naturalezza” (dhammatā) dello sviluppo spirituale in quanto processo che segue la regola generale della contingenza o condizionalità (“se c’è questo, quello viene in essere, se non c’è questo, quello non viene in essere o viene meno”) attraversa come un fil rouge i Discorsi, introducendo un’altra prospettiva, più impersonale e distesa, meno volontaristica o tecnicistica accanto alle metafore educative o artigianali, senza per altro contrapporvisi o negarla (cfr questo post).

Penso ad esempio al Cetanā Sutta dell’Aṅguttara Nikāya (trad. it. QUI ) dove si osserva che una persona dotata di genuina integrità morale non ha bisogno della volontà per sentirsi in pace con la propria coscienza e quindi tendenzialmente fiduciosa. Lo stesso concetto si ripete per una serie di fattori e stati mentali che si implicano e condizionano a vicenda, rendendo superfluo un “agente” esterno che imponga al processo una propria “agenda” o sentimenti come la speranza, l’aspettativa, il desiderio di diventare qualcosa. Dalla gioia, alla tranquillità fisica, all’agio, al raccoglimento (samādhi), al conoscere e vedere in accordo con la realtà (yathābhūtaṃ), la sequenza sfocia nella visione e conoscenza della liberazione, passando per la disillusione (nibbidā) e l’affievolirsi della brama (virāga) riguardo a ogni tipo di esperienza sensoriale e costruzione mentale.

Notate che,  secondo il Cetanā Sutta (ma il concetto è ribadito in vari altri luoghi) “è naturale che la mente di una persona a proprio agio si raccolga [e] che una persona con una mente raccolta conosca e veda le cose così come sono”. Siamo lontani dallo sforzo velleitario e controllante che spesso connota l’idea ordinaria di ‘concentrazione’. La chiave sembra essere una sensibilità seminale al buono che frequentata, alimentata, custodita e incarnata nel quotidiano porta a scoprire e poi a ritrovare dentro di sé con sempre maggiore sicurezza il giusto nido per la cova.

Oltre alla similitudine della chioccia, il discorso citato contiene altre due belle immagini dei risultati organici e graduali della coltivazione del sentiero: quella dell’ascia del falegname, il cui manico si consuma impercettibilmente con l’uso fino a mostrare l’impronta delle dita, e quella della barca in secca esposta alle intemperie, il cui sartiame si corrode facilmente. In questo caso l’accento è sull’esaurirsi o consumarsi dei condizionamenti profondi – gli ‘influssi’ (āsava) o i ‘ceppi’ saṃyojana – che qualifica l’esperienza della liberazione.

Potete leggere il Vāsijaṭasutta SN 22.101 nella trad. inglese di Bhikkhu Bodhi QUI  e troverete il rinvio al testo pāli (PTS SN III p. 153) che ho consultato per la mia citazione. Una traduzione italiana del  Saṁyutta Nikāya: Discorsi in gruppi, a cura di V. Talamo, è edita da Astrolabio, Roma 1998.

Note
(1) In riferimento all’ottuplice sentiero il termine è tradotto spesso con “retto” , “appropriato”. In altri contesti ha il senso di “completo”, “integrale” oppure “opportuno”, nel senso che arriva al momento giusto o è adatto alla circostanza.

(2) Bhāvanā (dal verbo bhāveti, causativo di bhū = far essere, generare, produrre, coltivare, sviluppare) è il termine che designa la meditazione nel senso di sviluppare un tema, applicare il pensiero a qualcosa, coltivare una certa qualità o percezione, come p. es. la benevolenza, l’impermanenza o gli aspetti non attraenti del corpo. E’ anche un modo di parlare, in generale, della “pratica”.  Il sutta citato la presenta nel modo più inclusivo e analitico possibile elencando le 7 intestazioni – dai quattro modi di stabilire la presenza mentale (satipaṭṭhāna) al nobile ottuplice sentiero – sotto cui il Buddha espone gli elementi da coltivare, i fattori costitutivi del risveglio. Vedi l’elenco dei 36 bodhipakkiyā QUI

(3) www.biozootec.it/gallina_mangia_uovo.aspx

La foto dei pulcini è tratta dal sito http://www.lacasanettarina.iit

I 4 elementi

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AUDIO

Una selezione delle registrazioni dal ritiro I quattro elementi: internamente, esternamente – maggio 2021 con le meditazioni guidate e le istruzioni per la pratica è disponibile alla pagina AUDIO

LETTURE

SATIPAṬṬHĀNA SUTTA Majjhima Nikāya 10 Consapevolezza del corpo: gli elementi

Anālayo, Satipatthana Il cammino diretto  (Edizioni Santacittarama) capitolo VI.6 

Nome e forma (APPUNTI )

“Il discorso lungo sull’impronta dell’elefante” Mahāhatthipadopamasutta MN28 Sugli elementi interni ed esterni 

“Istruzioni a Rāhula” Mahārāhulovādasutta   MN62  Rendere la mente come i 4 elementi