
Crisi climatica: meditare e agire (ritiro online)
il ritiro in programma 28-30 giugno è rimandato a nuova data (segui Aggiornamenti)
Il primo di una possibile serie di ritiri e laboratori per porre disagi, dilemmi, speranze e risorse nel crogiolo del BuddhaDharma – una visione trasformativa che ricompone la dicotomia fra esterno e interno e invita ciascuno di noi a sviluppare il potenziale di resilienza e libertà insito nella mente.
Spesso la meditazione viene vissuta come una pausa (non sempre facile o gradevole!) fra gli alti e bassi di una vita ordinaria fatta di successi e fallimenti, guadagni e perdite, eventi graditi e sgraditi. O come un modo per alleviare il peso di preoccupazioni e afflizioni che imputiamo agli eventi, ai comportamenti degli altri, al sistema sociale o a problematiche personali con cui tutt’al più impariamo a convivere. O come un momento per ascoltarsi e centrarsi prima di intraprendere qualcosa.
Però, di fronte a eventi catastrofici e alla instabilità sociale che si prevede in aumento, di fronte ai cambiamenti epocali che ci attendono, volontari o forzati, la meditazione così intesa può aiutare ben poco. E non ha impatto sul mondo esterno perché, di fatto, accetta le regole, i presupposti e i valori su cui si fondano le ingiustizie e le sofferenze del mondo. Come altro possiamo intendere la meditazione? Qual è la proposta del Buddha?
Il primo passo è vedere in pratica, non in teoria, come costruiamo il mondo della nostra esperienza attraverso i concetti e le emozioni e opinioni a cui crediamo e ci aggrappiamo, un mondo soggettivo che però consideriamo reale, oggettivo e separato da noi. Secondo il buddhismo, azioni, parole e idee che scaturiscono da una visione parziale e autoreferenziale o da tensioni emotive non elaborate tendono a contribuire al problema, anche quando in buona fede si propongono di risolverlo
Desiderio di piacere sensoriale … ostilità o rabbia … indolenza e torpore … irrequietezza e rimorso … dubbio o sfiducia … Sono cinque ostacoli che sopraffanno la consapevolezza e indeboliscono il discernimento. E se uno non li abbandona non può capire cosa è bene per sé, cosa è bene per gli altri, cosa è bene per sé e per gli altri ( Aṅguttara Nikāya 5.51)
Ma allora, il buddhismo dice che per agire bene bisogna prima essere calmi, equilibrati e praticamente superumani? Che occorre avere solo emozioni positive? E cosa significa abbandonare? Devi scoprirlo di persona.
Ma per scoprirlo, devi sospendere certe domande, portare nel cuore e nel corpo quelle davvero urgenti, e non cercare risposte intellettuali. La mente deve imparare a essere disciplinata, focalizzata, stabile e lucida. Deve imparare a non fare affidamento su pensieri e sensazioni, ma sulla propria innata capacità di illuminare ciò che esperisce qui e ora in modo fresco e indipendente.
La sfida posta dalla crisi climatica ed ecologica, nella sua complessità, è forse la massima espressione dell’incertezza nella storia individuale, sociale e della specie umana. Chi pratica il Dharma e chi ha a cuore il cambiamento sociale devono darsi la mano e superare le barriere ideologiche ed emotive che ci fanno sentire al sicuro o nel giusto, ma anche divisi e inefficaci.
Questo ritiro online è dedicato a chi pratica la meditazione di consapevolezza o altre forme di meditazione buddhista o mindfulness. A chi studia il Dharma, e a chi cerca una prospettiva radicale per fare dell’incertezza occasione di crescita, liberazione, gioia e solidarietà.
A chi vuole agire senza isolarsi, ma senza produrre o raccattare altra spazzatura (psichica e materiale) strada facendo. A chi si sente vulnerabile in un mondo ingiusto, ma vorrebbe danzare in mezzo al caos e dare una mano dove serve. A chi non sa che fare, ma è pronto a riconoscere e trasformare paura, rabbia, dolore, indifferenza, pregiudizi e illusioni dentro di sé. A chi non vuole più avere nemici.
A chi accetta la ‘mission impossible’ e si prepara al futuro che è già qui. A chi vuole dare ai propri progetti la solida base di una mente impavida, perché sorda alle sirene dell’ambizione, del paragone e dell’avidità.
Il programma inizia la sera del venerdì e termina la domenica a ora di pranzo. Alterna sessioni in gruppo su Zoom a periodi da gestire individualmente. E’ concepito in modo da accomodare e sostenere diverse esigenze e gradi di esperienza dei partecipanti.
Favorisce la dimensione del classico ritiro di meditazione per chi ha già esperienza di pratica intensiva centrata sugli insegnamenti buddhisti. Per chi convive o non può sospendere tutti gli impegni, incoraggia l’esplorazione del silenzio e della semplificazione della giornata.
LEGGI IL PROGRAMMA QUI la nuova data verrà pubblicata in Calendario
Scarica gli appunti del seminario di marzo “Psicologia della crisi climatica” qui
Link utili per informarsi sulla crisi climatica
Rapporto di sintesi IPCC 2023
Organizzazione mondiale della sanita ++
Crisi climatica in Italia Legambiente 2023++