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Colgo l’occasione delle festività per augurarvi ogni bene, felicità e appagamento, in linea con le migliori aspirazioni di ciascuno. Voglio anche ringraziare chi ha partecipato al Laboratorio di meditazione online e agli incontri Spazio Aperto di quest’anno; tutti coloro che hanno espresso apprezzamento e generosità donando qualcosa, in termini economici o di tempo, presenza, aiuto pratico o incoraggiamento; e tutti coloro che leggono questo blog e utilizzano gli spunti che trovano con discernimento. Nulla ci sarebbe, o sarebbe com’è, senza il concorso di tutti. Ringrazio dal profondo del cuore il Maestro e tutti gli insegnanti che sono la fonte di quanto apprendo e riesco a mettere in pratica. Mi impegno a migliorare nella comprensione del Dharma e nel mio carattere, per partecipare come posso al cammino e alla crescita comuni.
Il pinguino di Adelia è noto per essere combattivo e, proprio come noi umani, capace di comportamenti ‘egoisti’ o opportunisti
Spesso i pinguini di Adelia si ritrovano tutti insieme sulle scogliere a picco sul mare: generalmente gli individui optano per un tuffo sincronizzato di gruppo, in quanto la possibilità di essere afferrati da foche leopardo in agguato nell’acqua diminuisce all’aumentare del numero dei pinguini … ma ci sono alcuni che … inducono i compagni a saltare con delle finte, per poi affacciarsi giù dalla scogliera in modo tale da verificare la presenza di foche leopardo, oppure spingendoli da dietro, sacrificando così alcuni compagni (dalla voce Pygoscelis adeliae di Wikipedia).
Qui però, vediamo un esemplare adulto accorrere per proteggere i pulcini di un’altra specie (i pacifici e solidali pinguini Imperatore) mettendo in fuga la procellaria. Sarà uno di quei furbetti scampati alle foche? Un tipaccio con istinto materno? Un vigilantes? Un Adelia con un buon karma? Per la procellaria affamata, probabilmente è solo un guastafeste 😄
Si dice non tutto è oro quel che brilla. E viceversa, quel che appare sgradevole, rozzo, negativo o insignificante può essere necessario o d’aiuto. Un regalo impacchettato alla buona con carta riciclata può contenere un oggetto prezioso o un pensiero sincero. Una confezione graziosa e colorata può avere un contenuto futile. Imparando ad ascoltare il nostro corpo, i nostri pensieri, energie e sentimenti, osservando imparzialmente e in modo rilassato le nostre azioni e reazioni e le nostre reali circostanze, impariamo a leggere la trama cangiante delle nostre intenzioni e motivazioni. E pian piano anche quelle degli altri, al di la di giudizi, apparenze e stereotipi.
La libertà non è un ideale o un programma da perseguire, né il tentativo di proteggersi dalle luci e ombre del comune sentire umano: si scopre quando la mente non afferra e non teme ciò di cui fa esperienza.
Matthew Paul Miller, conosciuto con il nome d’arte Matisyahu, è un cantante reggae ebreo americano. Durante il suo ultimo concerto ad Haifa ha chiesto a 3.000 musulmani ed ebrei (nessuno dei quali si era mai incontrato prima) di riunirsi e imparare la canzone “One Day”, da lui composta, in meno di un’ora.
Non solo, ma hanno imparato a cantare e armonizzare il testo in tre lingue diverse. Il concerto che ne è scaturito, realizzato in collaborazione con Beit HaGefen, il Comune di Haifa e il Porto di Haifa, è uno spettacolo mozzafiato di unità e bellezza.
Un giorno
A volte mi sdraio sotto la luna
E ringrazio dio che respiro
Poi prego: “Non prendermi presto
perché sono qui per un motivo”
A volte annego nelle mie lacrime
Ma non mi faccio mai abbattere
Così quando la negatività mi circonda
So che un giorno tutto cambierà perché…
Per tutta la vita ho aspettato
Ho pregato
Che la gente dicesse:
Non vogliamo più combattere
Non ci saranno più guerre
E i nostri figli giocheranno
Un giorno (ripete in Arabo e Ebraico)
Un giorno tutto questo cambierà
Tratta tutti allo stesso modo
Ferma la violenza
Basta con l’odio
Un giorno saremo tutti liberi
E orgogliosi di vivere
sotto lo stesso sole
cantando un canto di libertà.
Condivido qui il testo della canzone e vi invito ad ascoltarla con me con profondo apprezzamento e gioia.
Vi invito a dedicare anche pochi minuti della seduta quotidiana a suscitare ed estendere l’energia del canto verso i popoli in conflitto e le zone di guerra, con gratitudine per i costruttori e le costruttrici di speranza e di pace in medio oriente e in tutto il mondo.
Abbracciando e superando ogni barriera e negatività dentro di noi, irradiamo protezione e pace per i più deboli e per chi è armato, pregando che siano toccati, insieme a noi, dal potere del canto.
Non è facile, ma ogni sforzo di liberare la mente dalle pastoie per irradiarla verso il mondo con buona volontà e completa presenza è una goccia della libertà che vorremmo.
video a cura di Scientist Rebellion – dal canale Telegram di Extinction Rebellion Bologna
Portiamo nel cuore le persone che in questi giorni soffrono privazioni disagi lutti e paura e sono preoccupate per la devastazione del loro territorio e per il futuro. Ci attiviamo per diminuire la sofferenza e le sue cause, dentro e fuori di noi. Chi può aiutare materialmente o moralmente le persone nei luoghi colpiti, ora è il momento. Chi, senza odio o presunzione, vuole andare al nocciolo del problema e sostenere chi suona l’allarme sulla crisi ecologica e climatica, chi sfida il potere e si organizza per spingere al cambiamento necessario, ora è il momento.
A chi ci esorta a rassegnarci ai cambiamenti “naturali” o allo strapotere di un sistema economico che uccide, ignorando ciò che possiamo fare per invertire la rotta a beneficio delle future generazioni, opponiamo conoscenza, competenza, coraggio, amore per la vita e solidarietà.
Puoi informarti, cercare un gruppo attivo nella tua città, o supportare economicamente chi, anche in questi giorni, compie azioni di disobbedienza civile non violenta e subisce repressione, denunce e biasimo dal pubblico e dalla stampa perché esprime l’angoscia e la speranza di tutti.
Come dono d’estate e augurio di buone vacanze (o buon lavoro per chi è impegnata/o) condivido un piccolo canto – i versi sono tratti dal Karaṇīya Mettā SuttaSutta Nipāta 1.8
la melodia e lo stile sono miei, spero che vi piaccia … e che qualcuno lo voglia imparare, in vista di una prossima performance corale al ritiro!
Come molti di voi sapranno, alla recitazione e al canto di questo discorso del Buddha sono attribuiti valori di protezione e benedizione (provare per credere!) Diversi anni fa per esempio avevo l’abitudine di recitarlo guidando e una volta uscii indenne da un pericoloso testacoda su strada ghiacciata – attribuitelo al caso se volete!
Ma il vero potere è nello stato mentale della benevolenza, focalizzato attraverso l’energia del respiro e della voce che fanno del corpo uno strumento espressivo che comunica con l’ambiente circostante. Respirar cantando è un modo per lavorare dolcemente sulla postura, sull’incontrare e rilasciare blocchi somatici e tensioni emotive, accantonare il chiacchiericcio mentale e l’immagine di sé (“sono stonato, non ricordo le parole”, ecc.) e donarsi completamente al ritmo, al senso dell’offerta, al ricordo delle sillabe e del significato, all’esperienza tattile e alla risonanza gioiosa in cui pian piano il respiro si amplia e si modula per permettere il fluire del suono.
Per chi pratica la presenza mentale, e soprattutto per chi predilige la consapevolezza del respiro, il canto/recitazione può essere un’eccellente pratica preliminare per stabilire la presenza mentale, allineare corpo, voce e mente e innalzare l’umore. Soprattutto, è divertente! Tutte le tradizioni buddhiste offrono un’ampia gamma di bei canti e mantra che si possono integrare nella pratica.
Alcuni esempi di semplici testi in pali e relativi audio si trovano su questo blog (omaggio al buddha rifugi e precettibrahmavihara (per i testi VEDI QUI) dieci parami, metta, 16 passi anapanasati – in appendice). Per orientarvi con il pali e lo stile di recitazione theravada guardate qui (esistono diversi stili, questo è piuttosto austero ma facile) ; e nulla toglie che possiate creare la vostra melodia o il vostro stile, o memorizzare piccoli brani e frasi da recitare durante il giorno per rallegrare il cuore o aiutare la presenza mentale!
Quando l’umore è basso e la mente ingombra, quando c’è torpore o l’idea di sedersi in meditazione sembra remota o difficile, il canto o la recitazione massaggiano il corpo e l’intenzione e li portano dolcemente nel presente e fuori dalle ossessioni. Quando c’è gioia o la mente è aperta alla gratitudine, il canto o la recitazione è un mezzo per stabilizzare e irradiare l’energia positiva invece di disperderla in pensieri distraenti o chiuderla dentro. E’ una forma di preghiera disponibile anche ai non credenti.
Si può cominciare anche solo inspirando profondamente e rilasciando sull’espirazione il suono della vocale A. Rilassando tutto il corpo, senza forzare, l’attenzione segue le sensazioni tattili e il movimento interno e ascolta il suono e la pausa di silenzio prima del nuovo inspiro. Gradualmente, il volume e la durata del suono possono aumentare spontaneamente con l’alleggerirsi delle tensioni. Si può ripetere con le altre vocali, sempre ascoltando con presenza mentale le sensazioni interne e la vibrazione del suono.
Anche il semplice ascolto di un canto o recitazione meditativa è di beneficio e dispone alla calma e alla fiducia. Questo video contiene un bell’esempio di canto e danza integrati in una pratica di consapevolezza nella tradizione tibetana dzogchen.
Nessuna guerra può essere vinta. E’ una bugia a cui non crediamo più! – Sting (1985)
Perché non possiamo semplicemente vivere senza che la gente muoia sotto le bombe? Perché diamo più peso a interessi economici e giochi di potenza, che all’immenso dolore delle persone? Perché cadiamo tutti in questa logica guerresca? Non lo so, e cerco come tutti risposte, ma il clima di belligeranza che percepisco attorno a me, in cui vedere sofferenze ci spinge a sostenere la guerra, e chiamiamo «pace» l’inviare armi, mi preoccupa profondamente. (Carlo Rovelli)
È la paura degli altri la peggiore consigliera … È la paura la radice dell’aggressività.
E’ sempre il momento di coltivare benevolenza e compassione, equanimità e apprezzamento; poiché tutti soffriamo e in misura piccola o grande infliggiamo sofferenza agli altri, per ignoranza. E tutti sappiamo agire e pensare con intelligenza e buon cuore, in piccola o grande misura.
Per farlo, non occorre essere speciali, ma risolversi ad abbandonare anche per pochi attimi (più volte al giorno) le proprie opinioni ed emozioni ristrette, i pensieri inutili basati sulla paura, sull’abitudine e sull’auto-importanza, ed estendere a tutti e ovunque un augurio di bene con i pensieri, le parole o i gesti: che tutti possano scoprire le vere cause della pace, della sicurezza e del conforto, dentro e fuori di sé.
Un metodo di meditazione o di preghiera serve a sgombrare il campo e permettere al cuore di esprimere il proprio sincero desiderio e irradiare la propria forza. Usate ciò che aiuta: senza pregiudizi, presunzione, tecnicismi o sfiducia.
La COP26 che si è conclusa a Glasgow nel novembre scorso è solo l’ultimo dei numerosi vertici internazionali susseguitisi negli anni senza risultati concreti: dichiarazioni non vincolanti, pochi e insufficienti impegni, nulla che corrisponda alla gravità dell’emergenza ecologica e climatica Clima: meditare e agire(3)
Gli scienziati del IPCC (commissione dell’ONU sul cambiamento climatico) sono chiari e concordi sulla diagnosi, sull’urgenza di agire ora per mitigare e gestire l’impatto del cambiamento climatico, e sulle misure da implementare
Ma, ancora una volta, i governi parlano e non decidono. E come potrebbero, quando le misure utili a contenere l’innalzamento della temperatura sotto 1,5 gradi (obiettivo già definito nel 2015 dagli accordi di Parigi) minano gli interessi dei colossi dell’energia e della finanza e, soprattutto, sarebbero divisive e impopolari poiché chiamano in causa lo stile di vita e di produzione delle società industrializzate a cui ben pochi immaginano di poter rinunciare?
Il cambiamento necessario non può essere atteso o imposto dall’alto, ma deve provenire dai cittadini stessi, da una consapevolezza sempre più estesa di fasce della popolazione che si attivano all’interno delle proprie comunità, delle organizzazioni dei lavoratori, del mondo dell’impresa, dell’educazione, della ricerca scientifica, dell’informazione, eccetera.
A complemento e supporto di questa direzione programmatica va la Proposta di Legge di iniziativa popolare promossa dal comitato Politici per Caso: l’istituzione di un’Assemblea nazionale di Cittadini/e, sorteggiati in base a specifici criteri e supportati da esperti, che abbia al centro la crisi ecoclimatica e le misure da adottare per contrastarla. Le informazioni di base su questo strumento, già adottato con successo in altri paesi su questioni di rilevante impatto sociopolitico sono riassunte in un video sul sito dei promotori
Ma perché le Assemblee di Cittadini dovrebbero essere efficienti o utili nel proporre e deliberare in materie di enorme portata come quella del clima e della distruzione della biodiversità? GUARDA IL VIDEO
Se sei in sintonia con questi obiettivi e vuoi dare un contributo
Nei due post precedenti con lo stesso titolo Clima: meditare e agireClima: meditare e agire (2) ho condiviso la prospettiva di autorevoli voci del mondo buddhista che richiamano l’attenzione sul tema della crisi climatica ed ecologica e suggeriscono che, lungi dall’essere due vocazioni contrapposte, la coltivazione della mente può aiutare a rispondere in modo più maturo all’immane impatto emotivo, materiale e sociale che consegue alla crisi e circolarmente la alimenta. Avevo anche fornito alcuni riferimenti per informarsi sul tema.
Nel frattempo, il Covid19 e tutto ciò che comporta sul piano sociale, politico e psicologico è salito alla ribalta, e nell’immaginario della maggioranza delle persone e dei governi questo è uno shock globale a cui fare fronte in attesa di tornare al ‘business as usual’, oppure una piaga d’Egitto che fa da spartiacque fra un prima e un dopo. Ci sono poi le varie ‘teorie del complotto’. Ma c’è un’altra prospettiva, più accorta, secondo cui questo fenomeno, così come le migrazioni di massa e altri aspetti inquietanti dell’attualità che catalizzano l’attenzione collettiva, è in continuità con il ‘normale’ ma catastrofico trend imposto al pianeta dalle scelte dissennate dell’1 per cento della popolazione umana ‘privilegiata’, più forte economicamente, tecnologicamente o militarmente. E le politiche neocapitaliste, neocolonialiste e razziste di sfruttamento delle risorse a puri fini di lucro, spesso ai danni dei popoli indigeni più legati alla Terra, sono in primo piano. Il nostro stile di vita e di consumi è direttamente o indirettamente legato a quelle scelte.
Questa è la prospettiva della stragrande maggioranza degli studiosi seri e dei cittadini impegnati fin dagli anni ’70 a investigare i danni, analizzare le conseguenze e produrre anticipazioni statistiche di ciò che ora vediamo accadere o paventiamo per le prossime generazioni. Ma non abbiamo invertito la rotta, anzi. Nel report pubblicato il 6 luglio scorso le Nazioni Unite hanno inserito l’allevamento intensivo tra i fattori di rischio che provocano l’insorgenza di pandemie (oltre all’impatto ambientale già noto). Nel caso specifico del Covid 19, una riprova recente è il caso dei visoni danesi e italiani .
Ma non è compito di questo blog riverberare fatti di cronaca, report scientifici o denunce animaliste. Con questo post vorrei fare un altro piccolo passo rispetto ai due precedenti, proponendovi due video. Vi invito a guardarli e ascoltarli con calma (nell’ordine che preferite) non solo come fonte di informazione ma come pratica di consapevolezza, stabilendo sati ricettiva verso l’esterno, come pure verso l’interno. Li condivido come parte della ricerca e dell’impegno che affianco alla meditazione.
PARTE 1: Una spiegazione della crisi climatica ed ecologica senza giri di parole, riportando la voce inascoltata della comunità scientifica. A cura del Prof. Francesco Gonella, docente di Fisica e Sostenibilità presso l’università Ca’ Foscari di Venezia e attivista di Extinction Rebellion.
Questi scenari sono così terribili che si preferirebbe non pensarci. Tuttavia evitare di pensarci è un fattore che contribuisce alla crisi attuale. È necessario uno strumento per contrastare sia questa forma di fuga sia la resa allo “stress da catastrofe”, che tende a impedire una azione significativa.
Immagina che un uomo serio e affidabile ti dicesse: ‘Vengo dall’est. Ho visto una grande montagna, alta come le nubi, che sta arrivando qui schiacciando gli esseri viventi sul suo cammino. Fai quel che devi.’ E che dall’ovest, dal nord, dal sud ne arrivassero altri a dirti la stessa cosa. Di fronte a un così grande pericolo, a una minaccia per l’esistenza umana, che è così difficile da ottenersi, cosa faresti? SN 3.25
Il testo si riferisce all’inevitabilità della vecchiaia e della morte, e alla risposta etica e spirituale che può scaturire da questa consapevolezza. Ma l’avanzata delle montagne su cui ‘uomini seri e affidabili’ da tutte le parti richiamano l’attenzione del re (dei governi) e di noi tutti è di portata globale. Accettereste un omicidio, un suicidio o un genocidio come naturale manifestazione dell’impermanenza? Il Buddha non ci invita al fatalismo o al conformismo ma ad andare controcorrente rispetto alle forze dell’avidità, dell’avversione e dell’illusione, che sono dentro e fuori di noi. La sua era una comunità “ribelle” di individui autodisciplinati che interagivano con la società, incoraggiando certi valori e scoraggiandone altri con le proprie scelte e il proprio comportamento, non un gruppo autoreferenziale o una setta di predicatori.
Frugalità, umiltà ed empatia possono ispirare un nuovo stile di vita e nuovi modelli di relazione e di sviluppo, gli esempi virtuosi sono ovunque. Ma per migliaia di persone in tutto il mondo la risposta individuale non basta più e l’attivismo tradizionale serve solo a ridurre il senso di colpa incolpando altri (cosa che a me non è mai minimamente interessato fare). Il futuro è qui. Non è rassicurante. Nessuno ha la ricetta. Ma incontrarlo con gli occhi aperti e un cuore solidale e creativo si può.
Non guardare le notizie, sii la notizia!
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Come sempre, se avete reazioni, riflessioni o domande riguardo all’articolo, ai video o alla pratica di consapevolezza, apprezzo che vengano condivise o indirizzate a me tramite l’area dei Commenti su questa pagina.
Un cortometraggio di 4 minuti della giovane regista egiziana Sarah Rozik che nel 2014 ha vinto il premio speciale della giuria al Luxor Egyptian and European Film Festival. Ispirato a un annedoto sul Mahatma Gandhi.
Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fin tanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo. M.K. Gandhi
Mi segnalano e volentieri condivido questo documentario realizzato da Andrea Fenoglio,il primo di una serie in cui si propone di raccontare l’emergenza coronavirus attraverso le vite di alcuni abitanti del comune di Pinerolo (TO): “Persone che, nella fissità di questi giorni, hanno mantenuto il dinamismo del pensiero”.
Ecco: la generosità come dinamismo del pensiero invece della paralisi e del ripiegamento del cuore nella paura e nell’inerzia. Sono certa che avrete trovato tanti piccoli e grandi modi in questi giorni per alimentare con gesti quotidiani ovunque vi troviate e con chiunque siate questo prezioso fondamento che è la generosità. Per chi pratica il Dhamma, spesso non si tratta di fare qualcosa di più o di speciale, ma di tener viva l’inclinazione a dare come “ornamento ed equipaggiamento della mente” (Aṅguttara Nikāya 8.33, vedi anche QUI)
Per parte mia mi permetto di ricordare qui uno dei modi facili e immediati con cui chiunque di noi anche se ha poco può contribuire allo sforzo del nostro sistema sanitario pubblico: DONARE AGLI OSPEDALI DELLA VOSTRA REGIONE guardate la lista e i dettagli QUI Per il Veneto suggerisco di utilizzare il CC istituito dalla Regione Veneto
Per me è un vero piacere e fonte di fiducia riflettere sui buoni esempi e le buone qualità degli altri e metterle in evidenza, soprattutto quando i protagonisti sono persone non eroiche o speciali o famose come Davide Petenzi , che di giorno fa il fattorino e di notte stampa in 3D, e ha messo la sua passione al servizio della collettività. Buona visione!
Sempre sul filo della parola d’ordine #Insiemeadistanza stiamo pensando a come incontrarci per meditare via internet, stante l’incertezza del programma di ritiri già concordato. A breve farò un post di AGGIORNAMENTO con i dettagli; ma controllate ancheilCALENDARIOper comunicazioni da parte del gruppo degli organizzatori dei ritiri di Tossignano BO (alias Kalyana APS). A presto.