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Il blog di Letizia Baglioni

Archivi della categoria: Dharma & meditazione

Spazio Aperto in autunno

29 sabato Nov 2025

Posted by Letizia Baglioni in Aggiornamenti, Dharma & meditazione, Pratica buddhista

≈ Commenti disabilitati su Spazio Aperto in autunno

Prossimi incontri di Spazio Aperto mercoledì 3 e 17 dicembre

Questi ultimi due incontri del ciclo autunnale saranno dedicati alla discussione degli insegnamenti di Achaan Sumedho contenuti nei volumi Consapevolezza intuitiva e Il suono del silenzio Calendario delle letture vedi QUI

In particolare, mercoledì 3 dicembre ci focalizzeremo sui discorsi intitolati La sofferenza va accolta, e La fine della sofferenza è adesso (Consapevolezza intuitiva, Astrolabio, pp. 61-76; pp. 86-98) mercoledì 17 dicembre su Osservare l’attaccamento (pp.139 segg).

Può essere utile, per meglio inquadrare il tema della ‘sofferenza’ nel contesto di questi insegnamenti, leggere anche il post Comprendere dukkha

Come sempre, il focus non è teorico ma presuppone la motivazione a esaminare, correggere e maturare il proprio approccio agli insegnamenti buddhisti e alla pratica meditativa come strumento di trasformazione ed evoluzione personale. Tutti gli interessati sono invitati a seguire le letture durante la settimana e a mettere a fuoco brani o insegnamenti da condividere a Spazio Aperto, come pure esperienze e domande su come integrarli nella pratica di consapevolezza.

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2025/09/leggere-achaan-sumedho.mp3
Leggere Achaan Sumedho

Comprendere dukkha

19 mercoledì Nov 2025

Posted by Letizia Baglioni in Dharma & meditazione

≈ 7 commenti

Tag

dukkha, khandha, quattro nobili verità

Illustrazione di Achaan Sucitto, The Dawn of the Dhamma

Come  sa chi studia e pratica il Dharma, il termine pali dukkha (scr duḥkha) è tanto ricorrente negli insegnamenti del Buddha quanto sfuggente, difficile da tradurre univocamente, fonte di fraintendimenti e di dubbi. Ma alla fine, quel che conta non è tanto trovare la perfetta traduzione (‘sofferenza’ è la più comune) quanto usare questo concetto come un dito che punta alla luna della nostra condizione. Nei Discorsi antichi appare come un segno stenografico che va esplicitato e interpretato dall’ascoltatore alla luce della propria esperienza di vita e della comprensione dell’intero insegnamento del Buddha. Di seguito traduco alcuni brani dal capitolo 5 di The Dawn of the Dhamma di Ajahn Sucitto (1). Vedrete come nel passaggio sulla Prima nobile verità la libera resa del termine da parte dell’Autore allevia la stereotipia della formula tradizionale, rilasciando un senso a cui tutti possiamo rapportarci con immediatezza.


Dukkha non è una realtà fisica oggettiva come la malattia o la carestia. A volte possedere poco va bene o è perfino rasserenante. Altre volte, ci angosciamo per una macchia sulla tovaglia. Entrare in contatto con quella sensazione è una via d’accesso alla spiritualità perché ci offre un indizio di dove e come le esperienze della vita ci toccano realmente. Possiamo credere di essere guidati da principi razionali, ma scegliamo di essere razionali solo quando un atteggiamento calmo e obiettivo ci conviene. Le nostre motivazioni, i parametri in base a cui qualcosa ci piace, ci ispira o ci sembra utile (come pure il contrario) risiedono in un’altra dimensione della psiche. Entrare in contatto con tale dimensione è essenziale, se vogliamo vivere in modo meno confuso.

Mettendo l’accento su dukkha il Buddha mette in risalto un fatto che spesso non notiamo o di cui abbiamo un assaggio solo in relazione a situazioni particolari. Non sta dicendo che la vita è dolorosa: la maggior parte delle cose presenta un misto di piacere, dolore e neutralità. Tuttavia, la qualità di fondo è una certa irrequieta ansietà, un sentimento di mancanza: “Non basta”, “C’è qualcosa che non va”. Nella felicità il retrogusto è il desiderio di averne di più, l’attaccamento o il tentativo di prolungare lo stimolo in quanto, di per sé, è destinato a cambiare. E quando la fonte della felicità svanisce, cominciamo a provare noia o insoddisfazione e a cercare qualcos’altro. Se non troviamo nulla, ci sentiamo peggio. […]

Un sentimento di mancanza permea le nostre vite. A volte abbiamo la sensazione che ci manchi qualcosa, o un’insoddisfazione che può andare da un lieve senso di stanchezza all’estrema disperazione. Può essere innescata da sensazioni fisiche o da impressioni mentali riguardanti noi stessi o gli altri. E’ caratterizzata dal sentire che quello che c’è non basta. Se siamo in salute fisicamente e mentalmente possiamo sentirci frustrati perché la vita non ci offre abbastanza, o non ne stiamo facendo buon uso, o non facciamo abbastanza. O perché non abbiamo tempo, spazio e libertà a sufficienza. Possiamo provare ansia per le condizioni del pianeta e dell’ambiente: la nostra percezione del presente e del futuro non è rassicurante e spensierata. Anche avere ‘troppo’ significa non avere spazio, futuro o tranquillità. La lista è interminabile. Provate a riflettere sulle vostre attività e i vostri progetti: notate che c’è uno sforzo costante per modificare o fronteggiare situazioni sgradevoli e ricercare il benessere. E’ una condizione universale.

Per molti di noi, la spinta a intraprendere un cammino spirituale è data dal prendere atto che questo è lo stato d’animo prevalente in tutto ciò che facciamo e ovunque andiamo, inclusa la pratica spirituale! L’ho constatato di persona. Vivere come monaco contemplativo in un luogo tranquillo senza dovermi preoccupare di nulla non mi impediva di irritarmi perché una rana gracidava: “Ma che avranno da gracidare ‘ste rane, perché non stanno zitte e non la smettono di disturbarmi!”. Non è una risposta intenzionale e deliberata, è una reazione istintiva. Crediamo di essere fatti così, e ogni possibilità di cambiamento, quand’anche desiderassimo cambiare, appare remota. Abitudini e istinti definiscono la nostra identità, ed è qui che dukkha ci rode dentro più profondamente.

Bhikkhu, c’è questa nobile verità dell’insoddisfazione. Nascere è problematico, invecchiare è duro e morire è difficile da accettare. Tristezza, rimpianto, dolore fisico, angoscia e disperazione sono egualmente dolorosi. Essere uniti a ciò che non piace è sgradevole; essere separati da ciò che piace è sgradevole; non ottenere ciò che vogliamo è frustrante. In breve, i cinque aggregati a cui ci si afferra sono insoddisfacenti.

‘Afferrare’ è un’efficace metafora di quello che altrove si definisce ‘attaccamento’. Significa trattare qualcosa come se fosse permanente o assoluto mentre in realtà non lo è. Quando sei attaccato alle sigarette, per esempio, le consideri assolutamente necessarie alla tua vita. Devi sempre averne un pacchetto a portata di mano. In realtà, però, le sigarette non sono necessarie. Quindi, in cosa consiste  l’attaccamento agli aggregati [i 5 khandha: forma, sensazioni, etichette/significati, intenzioni, coscienza] che li rende insoddisfacenti?

La sensazione di esistere come persone si basa interamente sull’afferrare i cinque aggregati come nucleo personale, come il nostro sé. Malgrado l’introvabilità di questo ‘nucleo’, che in realtà è solo uno stato d’animo generato dall’attaccamento agli khandha, gli attribuiamo la paternità di pensieri e sentimenti, il possesso e la responsabilità del corpo, la direzione e il controllo dei sensi. Avendo creato un’identità attorno agli khandha, ci aspettiamo che ci gratifichino. Partiamo dal presupposto istintivo che troveremo appagamento nel nostro corpo o in quello di un altro; in sensazioni piacevoli, stimolanti o calmanti; in opinioni e idee brillanti; o in una combinazione di tutte queste cose così come appaiono alla coscienza sensoriale. Malgrado le ripetute delusioni, crediamo che sia una disfunzione occasionale, un incidente di percorso, o che sia colpa nostra. In occidente, colpa e vergogna sono più comuni dell’orgoglio, come espressione della credenza in un io. Se il mondo sensoriale non ci appaga ci sentiamo in difetto, convinti come siamo che dovrebbe appagarci.

Quindi, è facile cadere nell’uno o l’altro dei due estremi: l’ottimismo dell’ingenuità (“alla fine tutto si aggiusta”) o il pessimismo della disperazione (“non ho avuto nulla dalla vita, sono un fallito”). Ed eccoci alla deriva fra due sponde: dare la colpa agli altri sentendoci dalla parte della ragione, condannare la società e giustificare noi stessi; o giudicarci severamente e mettere gli altri su un piedistallo. Forse vorremmo tirarci fuori da questa situazione, in un modo o nell’altro. Ma se la situazione sono io, come me ne tiro fuori? Questo girare a vuoto, questo samsara, sta appunto nell’afferrare i cinque aggregati come il nostro sé.

(1) The Dawn of the Dhamma: Illuminations from the Buddha’s First Discourse, by Sucitto Bhikkhu, Buddhadhamma Foundation, Bangkok 1995. Al momento, l’edizione digitale del volume risulta introvabile. E’ però disponibile una pubblicazione illustrata che rielabora lo stesso materiale, dal titolo Turning the wheel of Dhamma, al seguente link

https://www.amaravati.org/dhamma-books/turning-the-wheel-of-dhamma/

Fai clic per accedere a Turning-the-Wheel-of-Dhamma-Ajahn-Sucitto.pdf

Aggiornamento

21 martedì Ott 2025

Posted by Letizia Baglioni in Aggiornamenti, Dharma & meditazione, Pratica buddhista

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Tag

meditazione di consapevolezza

Questo autunno alcuni di noi sono impegnati nel Laboratorio di meditazione del lunedì e nella lettura degli insegnamenti di Achaan Sumedho, usando gli spazi di incontro e discussione per riflettere su come integrarli nella propria pratica meditativa e, più in generale, nella propria comprensione del cammino del Dharma.

Sulla pagina AUDIO vengono rese disponibili, temporaneamente, le registrazioni parziali delle sessioni del Lab online, per facilitare i partecipanti che saltassero un incontro nel seguire la conversazione, e per tutti gli interessati.

Occasionalmente, potrete trovare nella cartella Laboratorio online del lunedì autunno anche altro materiale che integra le indicazioni per la pratica settimanale, o che costituisce un commento ai temi emersi dalla lettura dei discorsi di Achaan Sumedho, dalla prospettiva di una praticante che ha tratto beneficio per molti anni dagli insegnamenti del maestro.

Condivido qui una riflessione sul tema della fiducia che credo possa fornire qualche spunto a chi desidera gettare le basi per una pratica del Dharma che vada oltre la ‘seduta’ e sostenga la crescita personale nella vita e nelle relazioni. Se avete domande, usate l’area dei commenti sulla pagina Spazio Aperto (se richiedono una risposta articolata, verrete invitati a partecipare all’incontro)

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2025/10/fiducia-ritiro-tossignano-2016.mp3
Fiducia (dal ritiro Circoli virtuosi, 2016)

Prossimi incontri di Spazio Aperto 5 novembre, 3 e 17 dicembre

Calendario delle letture QUI Il 5 novembre avremo letto i capitoli suggeriti da introduzione a quarta settimana – Leggi il post per tutte le info sul ciclo autunnale.

Aggiornamenti

05 venerdì Set 2025

Posted by Letizia Baglioni in Aggiornamenti, Dharma & meditazione, Pratica buddhista

≈ Commenti disabilitati su Aggiornamenti

Lab online del lunedì ore 18:30-20:00

il ciclo autunnale del laboratorio di meditazione partirà il 29 settembre Leggi integralmente il programma

ll filo conduttore del laboratorio sarà l’esplorazione e integrazione nella propria esperienza dei temi proposti nel volume Consapevolezza Intuitiva di Achaan Sumedho (si può ordinare QUI o presso la Casa editrice Astrolabio).

Come introduzione (prima del primo incontro) leggere il capitolo “Senza scampo” in Il suono del silenzio pagg. 68-77 e “Non cercare risposte, non chiedere favori” in Consapevolezza intuitiva, pagg 145 segg.

Leggere Achaan Sumedho – un consiglio di Letizia

Questo ciclo è pensato prioritariamente per chi ha frequentato i cicli precedenti e pratica con regolarità secondo l’approccio proposto vedi Lab online del lunedì si possono inserire anche praticanti con esperienza consolidata formati con altri insegnanti.

Le registrazioni parziali degli incontri del Lab online del lunedì verranno rese disponibili temporaneamente sulla pagina AUDIO


Prossimi incontri di Spazio Aperto da mercoledì 17 settembre

da settembre a dicembre lettura e discussione degli insegnamenti di Achaan Sumedho contenuti nei volumi Consapevolezza intuitiva e Il suono del silenzio. Come sempre, il focus non è teorico ma presuppone la motivazione a esaminare, correggere e maturare il proprio approccio agli insegnamenti buddhisti e alla pratica meditativa come strumento di reale trasformazione ed evoluzione personale.

Invitiamo chi partecipa a Spazio Aperto a procurarsi i due volumi (si possono ordinare QUI o dall’editore Astrolabio) e a leggere i capitoli suggeriti ogni mese PRIMA degli incontri online

Mercoledì 17 settembre l’incontro sarà dedicato alle “quattro nobili verità” come pratica contemplativa – leggere il capitolo “Senza scampo” in Il suono del silenzio pagg. 68-77 e il capitolo “Non cercare risposte, non chiedere favori” in Consapevolezza intuitiva, pagg 145 segg.

Crisi climatica: meditare e agire

08 sabato Giu 2024

Posted by Letizia Baglioni in Aggiornamenti, Dharma & meditazione, Pratica buddhista

≈ 1 Commento

Tag

cambiamento climatico, crisi climatica, Etica buddhista, meditazione e impegno sociale, psicologia

 

rettosforzo

 Crisi climatica: meditare e agire  (ritiro online)

il ritiro in programma 28-30 giugno è rimandato a nuova data (segui Aggiornamenti) 

Il primo di una possibile serie di ritiri e laboratori per porre disagi, dilemmi, speranze e risorse nel crogiolo del BuddhaDharma – una visione trasformativa che ricompone la dicotomia fra esterno e interno e invita ciascuno di noi a sviluppare il potenziale di resilienza e libertà insito nella mente.

Spesso la meditazione viene vissuta come una pausa (non sempre facile o gradevole!) fra gli alti e bassi di una vita ordinaria fatta di successi e fallimenti, guadagni e perdite, eventi graditi e sgraditi. O come un modo per alleviare il peso di preoccupazioni e afflizioni che imputiamo agli eventi, ai comportamenti degli altri, al sistema sociale o a problematiche personali con cui tutt’al più impariamo a convivere.  O come un momento per ascoltarsi e centrarsi prima di intraprendere qualcosa.

Però, di fronte a eventi catastrofici e alla instabilità sociale che si prevede in aumento, di fronte ai cambiamenti epocali che ci attendono, volontari o forzati, la meditazione così intesa può aiutare ben poco. E non ha impatto sul mondo esterno perché, di fatto, accetta le regole, i presupposti e i valori su cui si fondano le ingiustizie e le sofferenze del mondo.  Come altro possiamo intendere la meditazione? Qual è la proposta del Buddha?

Il primo passo è vedere in pratica, non in teoria, come costruiamo il mondo della nostra esperienza attraverso i concetti e le emozioni e opinioni a cui crediamo e ci aggrappiamo, un mondo soggettivo che però consideriamo reale, oggettivo e separato da noi.  Secondo il buddhismo, azioni, parole e idee che scaturiscono da una visione parziale e autoreferenziale o da tensioni emotive non elaborate tendono a contribuire al problema, anche quando in buona fede si propongono di risolverlo

Desiderio di piacere sensoriale … ostilità o rabbia …  indolenza e torpore … irrequietezza e rimorso … dubbio o sfiducia …  Sono cinque ostacoli che sopraffanno la consapevolezza e indeboliscono il discernimento. E se uno non li abbandona non può capire cosa è bene per sé, cosa è bene per gli altri, cosa è bene per sé e per gli altri ( Aṅguttara Nikāya 5.51)

Ma allora, il buddhismo dice che per agire bene bisogna prima essere calmi, equilibrati e praticamente superumani? Che occorre avere solo emozioni positive? E cosa significa abbandonare? Devi scoprirlo di persona.

Ma per scoprirlo, devi sospendere certe domande, portare nel cuore e nel corpo quelle davvero urgenti, e non cercare risposte intellettuali. La mente deve imparare a essere disciplinata, focalizzata, stabile e lucida. Deve imparare a non fare affidamento su pensieri e sensazioni, ma sulla propria innata capacità di illuminare ciò che esperisce qui e ora in modo fresco e indipendente.

La sfida posta dalla crisi climatica ed ecologica, nella sua complessità, è forse la massima espressione dell’incertezza nella storia individuale, sociale e della specie umana. Chi pratica il Dharma e chi ha a cuore il cambiamento sociale devono darsi la mano e superare le barriere ideologiche ed emotive che ci fanno sentire al sicuro o nel giusto, ma anche divisi e inefficaci.

Questo ritiro online è dedicato a chi pratica la meditazione di consapevolezza o altre forme di meditazione buddhista  o mindfulness. A chi studia il Dharma, e a chi cerca una prospettiva radicale per fare dell’incertezza occasione di crescita, liberazione, gioia e solidarietà.

A chi vuole agire senza isolarsi, ma senza produrre o raccattare altra spazzatura (psichica e materiale) strada facendo. A chi si sente vulnerabile in un mondo ingiusto, ma vorrebbe danzare in mezzo al caos e dare una mano dove serve. A chi non sa che fare, ma è pronto a riconoscere e trasformare paura, rabbia, dolore, indifferenza, pregiudizi e illusioni dentro di sé. A chi non vuole più avere nemici.

A chi accetta la ‘mission impossible’ e si prepara al futuro che è già qui. A chi vuole dare ai propri progetti la solida base di una mente impavida, perché sorda alle sirene dell’ambizione, del paragone e dell’avidità.

Il programma inizia la sera del venerdì e termina la domenica a ora di pranzo. Alterna sessioni in gruppo su Zoom a periodi da gestire individualmente. E’ concepito in modo da accomodare e sostenere diverse esigenze e gradi di esperienza dei partecipanti.

Favorisce la dimensione del classico ritiro di meditazione per chi ha già esperienza di pratica intensiva centrata sugli insegnamenti buddhisti. Per chi convive o non può sospendere tutti gli impegni, incoraggia l’esplorazione del silenzio e della semplificazione della giornata.

LEGGI IL PROGRAMMA  QUI   la nuova data verrà pubblicata in Calendario


Scarica gli appunti del seminario di marzo “Psicologia della crisi climatica” qui

Link utili per informarsi sulla crisi climatica

Rapporto di sintesi IPCC 2023

Organizzazione mondiale della sanita ++

Crisi climatica in Italia Legambiente 2023++

Il respiro è il luogo dell’unione

19 lunedì Set 2022

Posted by Letizia Baglioni in Percorsi tematici

≈ 30 commenti

kwan yin

Il Lab online 2022 è concluso  Info


registrazioni dal primo e secondo ciclo vedi qui


testi

ANAPANASATI Majjhima Nikaya 18

SATIPAṬṬHĀNA SUTTA Majjhima Nikāya 10

Samādhaṅga Sutta  (AN 5:28) sui 5 fattori della concentrazione cfr audio intensivo giugno

vedi anche I quattro jhana  (Dīgha Nikāya2) 

altri materiali vai a Lab online: ānāpānasati


meditazioni guidate

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2022/05/rilassamento-preliminari.mp3

1) rilassare corpo e mente

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2022/05/anapanasati-i-quartina.mp3

2) anapanasati  (prima quartina) 

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2022/05/anapanasati-i-iii-quartina.mp3

3) anapanasati (prima-terza quartina)

per istruzioni e altre meditazioni guidate su ānāpānasati vedi

AUDIO Tossignano 2020   e AUDIO Valeggio 2021 


Sīla: i fattori etici dell’ottuplice sentiero

30 domenica Gen 2022

Posted by Letizia Baglioni in Percorsi tematici

≈ 27 commenti

Tag

Etica buddhista, ottuplice sentiero

fiore

15 febbraio – 29 marzo 2022 (online)  Leggi il programma (concluso)


Quando un discepolo dei nobili discerne ciò che è salutare e la radice di ciò che è salutare, discerne ciò che non è salutare e la radice di ciò che non è salutare, in quella misura è qualcuno che ha una retta visione, che ha corretto il proprio punto di vista, che ha una fondata fiducia nel Dhamma e ha avuto accesso al vero Dhamma (Sammādiṭṭhisutta, Majjhima Nikāya 9)


Testi citati e appunti dal seminario

APPUNTI

Innocenza o saggezza?

SalaMN41  Le dieci condotte salutari e non salutari (definizioni)

Sikkhā Sutta  (AN 4:99) I quattro tipi di praticante


Retta parola (citazioni, vedi anche MN41)  Abhaya Sutta MN 58  (Criteri per un linguaggio etico)

Aṅguttara Nikāya 10.1  (A che scopo?) vedi anche  Cetana sutta (con note)

Sīlasutta—trad. Bhikkhu Bodhi


APPUNTIsammajiva  citazioni e link su retti mezzi di sussistenza


APPUNTI5 precetti

rifugi-e-precetti versione theravada


APPUNTI22 marzo  link ai sutta citati


https://letiziabaglioni.com/2021/03/31/il-suonatore-di-conchiglia/

A questo link: Saṅkhadhamasutta (SN 42.8) trad. it.  e Anguttara Nikāya 3.100 (trad. it. e commento nel video)


Scarica gli audio delle sessioni da QUI

Lab online: i 4 satipaṭṭhāna

15 mercoledì Set 2021

Posted by Letizia Baglioni in Percorsi tematici

≈ 78 commenti

Tag

presenza mentale, satipatthana

MARGHERITE (3)

Il Lab online è concluso. Il materiale audio, gli appunti, i testi e la discussione nell’area dei Commenti restano a disposizione su questa pagina come riferimento per chi vuole continuare a praticare secondo questo approccio.  su specifiche contemplazioni satipatthana e aspetti correlati della pratica vedi altri post nella categoria PERCORSI TEMATICI


TESTO DI BASE 

SATIPAṬṬHĀNA SUTTA MN10

LETTURE PRELIMINARI

A. Sucitto, Kalyana: il sentiero graduale del Buddha, Astrolabio 2003

Gunaratana, La felicità in otto passi, Astrolabio 2004 (da consultare per i riferimenti all’ottuplice sentiero)

1. consapevolezza del corpo

preliminari, 4 posture, attività fisiche

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/09/preliminari-postura-seduta.mp3

Med. guid. preliminari, consapevolezza della postura seduta

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/09/contemplare-lordinario-posture-e-attivita-1.mp3

Contemplare l’ordinario

L’arte di sedersi, di Ajahn Kalyano  (consigli ed esercizi per la postura di meditazione)

2. consapevolezza del corpo

parti anatomiche

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2020/05/02-med.-guidata-consapevolezza-del-corpo.mp3

 

3. fare pace con l’esperienza del presente- quali atteggiamenti aiutano la presenza mentale?

  • Le 3 rette motivazioni/intenzioni: lasciar andare/rinuncia (la non avidità può manifestarsi come generosità, apprezzamento, gratitudine, appagamento ecc.)  benevolenza/amicizia/gentilezza; compassione/non violenza/dolcezza

vedi anche Gunaratana, La felicità in otto passi, Astrolabio 2004  – cap. 2,  p. 55 Il Pensiero appropriato

  • Fermarsi e sentire  –  inserire piccole pause consapevoli durante le attività della giornata (nell’orario di lavoro, prima di addormentarsi, quando sentiamo urgenza, paura, dovere o desiderio nella mente che spinge ad agire .. ecc. )

4.  consapevolezza della risonanza affettiva (vedanā)

esperienza spiacevole/dolorosa, piacevole, neutra

Vedi sezione   sulle sensazioni  SATIPAṬṬHĀNA SUTTA MN10

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/07/vedana-meditazione-guidata.mp3

Introduzione e breve meditazione guidata consapevolezza della sensazione

5.   Sulla gioia e felicità “non mondane” 

Come introduzione, si può ascoltare questo video (anche solo i primi 16 min circa)   e riferirsi alla Scheda del Seminario

Spunti di pratica:

  • Integrare nella seduta di meditazione quotidiana la consapevolezza della ‘sensazione piacevole non mondana’ associata alla presenza mentale e alla purezza delle intenzioni della mente (vedi 3 rette motivazioni/intenzioni).  Questa particolare forma di risonanza affettiva non dipende dallo stimolo sensoriale o dal contenuto della coscienza ma è associata al lasciar andare e al non afferrare e da ultimo alla saggezza.  E’ un oggetto di consapevolezza nella meditazione satipatthana e va  sperimentata direttamente riconoscendone chiaramente le cause.  E’ il piacere del momento presente senza avidità e avversione.
  • Nella seduta e nella consapevolezza delle attività fisiche durante la giornata (nelle 4 posture): Mettere a fuoco la sensazione piacevole mondana osservando il suo sorgere, cambiare e svanire (è necessario prima stabilizzare  la mente nel corpo o nel respiro altrimenti se l’attenzione divaga o la presenza mentale è debole non è possibile cogliere la sottile natura di vedana.
  • Contemplare con presenza mentale significa notarne il sorgere (non è sempre stata lì, ci sono cause) il permanere (occorre sentirla e osservarla silenziosamente nella sua durata, senza aggiungere commenti o reazioni) e soprattutto il CESSARE (come cambia, quando dura?) quello che in genere non notiamo perché nel frattempo la mente salta a qualcos’altro e non vediamo la dipendenza di quel piacere o dolore da fattori esterni o dai desideri e avversioni della mente.
  • La sensazione piacevole o spiacevole di tipo mondano emerge dal contatto alle 6 porte  sensoriali (deriva da percezioni interne, contatti con forme ecc. gradite o sgradite, dal venir meno di uno stimolo sgradevole o dal venir meno di uno stimolo gradevole) 
  • La sensazione neutra in meditazione  (come cambia quando diamo piena attenzione silenziosa e sostenuta a uno stato mentale o fisico né piacevole, né spiacevole)

6  Contemplare i cinque impedimenti

  • Vedi la sezione del SS sul quarto satipatṭhāna (contemplazione dei dhammā)
  • Alcune similitudini dai sutta sui cinque impedimenti  SCARICA PDF
  • Primo passo: riconoscere la presenza o l’assenza degli impedimenti  (discernere fra attività mentali salutari e non salutari)
https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2020/05/06-i-5-impedimenti.mp3

Meditazione guidata: contemplare i cinque impedimenti  (la presenza mentale è già stabilita sul corpo e sensazioni)

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2020/05/12-abbandonare-gli-impedimenti-digha-nikaya-2.mp3

Abbandonare i cinque impedimenti

  • Secondo passo: osservare e comprendere la condizionalità
https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/01/i-5-impedimenti.mp3

I cinque impedimenti come fenomeni condizionati

7. Energia o retto sforzo

  • Viriya  pdf  include la definizione di ‘retto sforzo’ e il brano del Satipatthana Sutta sulla contemplazione dei 7 fattori del risveglio
  • Spunti di pratica: nella seduta o consapevolezza in attività, sottolineare l’aspetto del retto sforzo connesso al ‘suscitare e nutrire’:  il primo scopo della meditazione è applicarsi per far sorgere le qualità salutari della mente (7 fattori del risveglio ) …
  • cominciando con la presenza mentale – riconoscere quando è presente (per sostenerla e rafforzarla) e quando viene persa (per ristabilirla). 
  • Il fattore energia nella meditazione è collegato alla comprensione di ciò che è salutare (chiarezza o esame) e al desiderio di applicarsi. 
  • Osservare in che modo questi primi 3 fattori si sostengono a vicenda, in qualunque contemplazione satipatthana. 
  • vivekanissita pdf  Il fine della pratica si sperimenta qui e ora 
https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/09/affamare-gli-impedimenti.mp3

Affamare gli impedimenti  (continua dall’audio: I 5 impedimenti come fenomeni condizionati)

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/01/7-fattori-del-risveglio-introd..mp3

Introduzione ai 7 fattori del risveglio

8. Contemplare la mente (citta)

  • Leggere le istruzioni sulla contemplazione della mente Cittanupassana SATIPAṬṬHĀNA SUTTA
  • Per ‘mente’ si intende ciò che conosce il corpo, le sensazioni, gli impedimenti ecc.
  • Delle diverse qualità elencate, integrare nella meditazione quotidiana le prime 3 coppie:  mente con o senza avidità; con o senza avversione; con o senza illusione
https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/09/mente-senza-avversione-e-brama.mp3

Contemplare la mente: mente senza avversione e brama (introduzione)

  • Riconoscere la qualità di una mente dotata di presenza mentale e chiaro conoscere e  il piacere che vi si associa: quello è il punto di partenza per la contemplazione della mente come processo impermanente 
  • Nella seduta: occorre aver stabilito la presenza mentale rispetto al corpo e alle sensazioni (di origine fisica o mentale) e aver considerato la presenza o assenza degli impedimenti, abbandonando o allentando l’identificazione con i pensieri distraenti e i concetti sul mondo ‘esterno’
  • La coppia mente grande/mente ristretta può essere esperita e contemplata con riferimento allo sviluppo meditativo dei brahmavihara (benevolenza, compassione, gioia apprezzante, equanimità)
https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/09/med.-guid.-metta.mp3

Meditazione guidata: benevolenza o amichevole gentilezza  (pratica preliminare)

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/09/brahmavihara_-compassione-1.mp3

Meditazione guidata: brahmavihara –  compassione

Le istruzioni del secondo audio presuppongono la familiarità con la pratica riassunta nelle meditazioni guidate: consapevolezza del corpo (preliminari e postura + parti anatomiche),  contemplare i 5 impedimenti, e abbandonare gli impedimenti  – 

  • sull’insegnamento relativo a come coltivare la mente ‘grande’ o ‘illimitata’  vedi La tromba di conchiglia 


Comprendere la sensazione (vedanā) 

26 giovedì Ago 2021

Posted by Letizia Baglioni in Percorsi tematici

≈ 40 commenti

Tag

consapevolezza della sensazione, Laboratorio Mestre, satipatthana, sensazione, tendenze latenti, vedana

"Immagina una bolla d’acqua che si forma e dissolve sull’acqua ... quale sostanza potrebbe esservi in una sensazione?"  (Saṃyutta Nikāya 22.95)

“Immagina una bolla d’acqua che si forma e dissolve sull’acqua … quale sostanza potrebbe esservi in una sensazione?”  (Saṃyutta Nikāya 22.95)

Questo post presenta una selezione di audio tratti dal Laboratorio di studio e pratica del Dhamma tenutosi a Venezia Mestre ottobre-dicembre 2018 e da altre occasioni di pratica. Le letture, i commenti e gli spunti di pratica del Laboratorio sono stati conservati su questa pagina per integrare l’ascolto con lo studio e la pratica relativi alla consapevolezza della sensazione (tonalità o risonanza affettiva del contatto) secondo le istruzioni satipaṭṭhāna. 

 

AUDIO

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/07/vedana-introduzione.mp3

Vedanā – introduzione  [Errata corrige: al min. 23.00 Rapporto annuale CENSIS 2018  invece di “Rapporto Istat”]

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/07/vedana-meditazione-guidata.mp3

Vedanā – meditazione guidata

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/07/vedana-tendenze-latenti.mp3

Vedanā – tendenze latenti

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/07/vedana-la-sfida-del-dolore.mp3

Vedanā – la sfida del dolore

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/07/vedana-7-quiete-e-visione-profonda.mp3

Vedanā – quiete e visione profonda

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/08/4-sallatha-sutta-le-due-frecce-2.mp3

Sallatha Sutta SN 36.2 – Le due frecce

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/07/04-consapevolezza-della-sensazione.mp3

Vedanā – meditazione guidata (2)

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/07/03-med.-guid.-elementi-vedana.mp3

Vedanā – meditazione guidata (3)

LETTURE

(vedi l’area dei Commenti per la trad. it. di alcuni brani degli articoli)

Contemplazione delle sensazioni nel satipatthana

Sallatha Sutta (Discorso sulla freccia) Saṃyutta Nikāya 36.6

L’abisso senza fondo Saṃyutta Nikāya 36, trad. Bhikkhu Bodhi

Bhikkhu Analayo, Insight-Journal-Neutral-Feelings

Bhikkhu Analayo, UnderlyingTendencies

Bhikkhu Analayo, The potential of pleasant feeling

Bhikkhu Analayo, The challenge of pain

SPUNTI DI PRATICA

1) Appunti1 

2) Appunti2

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Un grumo di schiuma

Percezione e discernimento   AUDIO

Retto sforzo

02 lunedì Ago 2021

Posted by Letizia Baglioni in Percorsi tematici

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Tag

Etica buddhista, Laboratorio Mestre, ottuplice sentiero, retto sforzo, samma vayama, satipatthana, viriya

rettosforzoQuesto post presenta una selezione di audio tratti dal Laboratorio di studio e pratica del Dhamma tenutosi a Venezia Mestre dal 9 ottobre al 27 novembre 2017: Sammā vāyāma – Il retto sforzo  nell’ottuplice sentiero.  Le Letture e gli Appunti con le definizioni tratte dai sutta e gli spunti di pratica sono stati conservati su questa pagina come indispensabile complemento all’ascolto. Le registrazioni integrali degli incontri del Laboratorio sono disponibili alla pagina Audio

Letture

  • H. Gunaratana, La felicità in otto passi, Astrolabio, Roma 2004  – cap. 6 “Lo sforzo appropriato”; “Fattori dell’illuminazione” (vedi indice analitico)
  • Le fonti delle azioni salutari e non salutari sono nella mente Paṭhamanidānasutta AN 3.11  trad. it.
  • Perché abbandonare attrazione, avversione e illusione? Channa Sutta AN 3.71 trad. it

Appunti

  1. APPUNTI
  2. APPUNTI
  3. APPUNTI
  4. URAGA SUTTA (Sutta Nipata 1-17; trad. it. C. Cicuzza, La rivelazione del Buddha, vol. 1, Mondadori 2001)  vedi anche trad. Nyanaponika Thera

Audio

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2017/10/retto-sforzo-kusala-e-akusala.mp3

Retto sforzo – kusala e akusala

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/08/retto-sforzo-prevenire.mp3

Retto sforzo – prevenire il sorgere del non salutare

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/08/retto-sforzo-meditazione-e-vita-quotidiana.mp3

Retto sforzo – vita quotidiana e meditazione

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2020/10/retto-sforzo-la-similitudine-del-serpente.mp3

Retto sforzo – la similitudine del serpente

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/08/retto-sforzo-sfidare-i-5-impedimenti-2-mp3cut.net_.mp3

Retto sforzo – sfidare i cinque impedimenti

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