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Il blog di Letizia Baglioni

Archivi autore: Letizia Baglioni

Lab online: i 4 satipaṭṭhāna

15 mercoledì Set 2021

Posted by Letizia Baglioni in Percorsi tematici

≈ 78 commenti

Tag

presenza mentale, satipatthana

MARGHERITE (3)

Il Lab online è concluso. Il materiale audio, gli appunti, i testi e la discussione nell’area dei Commenti restano a disposizione su questa pagina come riferimento per chi vuole continuare a praticare secondo questo approccio.  su specifiche contemplazioni satipatthana e aspetti correlati della pratica vedi altri post nella categoria PERCORSI TEMATICI


TESTO DI BASE 

SATIPAṬṬHĀNA SUTTA MN10

LETTURE PRELIMINARI

A. Sucitto, Kalyana: il sentiero graduale del Buddha, Astrolabio 2003

Gunaratana, La felicità in otto passi, Astrolabio 2004 (da consultare per i riferimenti all’ottuplice sentiero)

1. consapevolezza del corpo

preliminari, 4 posture, attività fisiche

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/09/preliminari-postura-seduta.mp3

Med. guid. preliminari, consapevolezza della postura seduta

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/09/contemplare-lordinario-posture-e-attivita-1.mp3

Contemplare l’ordinario

L’arte di sedersi, di Ajahn Kalyano  (consigli ed esercizi per la postura di meditazione)

2. consapevolezza del corpo

parti anatomiche

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2020/05/02-med.-guidata-consapevolezza-del-corpo.mp3

 

3. fare pace con l’esperienza del presente- quali atteggiamenti aiutano la presenza mentale?

  • Le 3 rette motivazioni/intenzioni: lasciar andare/rinuncia (la non avidità può manifestarsi come generosità, apprezzamento, gratitudine, appagamento ecc.)  benevolenza/amicizia/gentilezza; compassione/non violenza/dolcezza

vedi anche Gunaratana, La felicità in otto passi, Astrolabio 2004  – cap. 2,  p. 55 Il Pensiero appropriato

  • Fermarsi e sentire  –  inserire piccole pause consapevoli durante le attività della giornata (nell’orario di lavoro, prima di addormentarsi, quando sentiamo urgenza, paura, dovere o desiderio nella mente che spinge ad agire .. ecc. )

4.  consapevolezza della risonanza affettiva (vedanā)

esperienza spiacevole/dolorosa, piacevole, neutra

Vedi sezione   sulle sensazioni  SATIPAṬṬHĀNA SUTTA MN10

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/07/vedana-meditazione-guidata.mp3

Introduzione e breve meditazione guidata consapevolezza della sensazione

5.   Sulla gioia e felicità “non mondane” 

Come introduzione, si può ascoltare questo video (anche solo i primi 16 min circa)   e riferirsi alla Scheda del Seminario

Spunti di pratica:

  • Integrare nella seduta di meditazione quotidiana la consapevolezza della ‘sensazione piacevole non mondana’ associata alla presenza mentale e alla purezza delle intenzioni della mente (vedi 3 rette motivazioni/intenzioni).  Questa particolare forma di risonanza affettiva non dipende dallo stimolo sensoriale o dal contenuto della coscienza ma è associata al lasciar andare e al non afferrare e da ultimo alla saggezza.  E’ un oggetto di consapevolezza nella meditazione satipatthana e va  sperimentata direttamente riconoscendone chiaramente le cause.  E’ il piacere del momento presente senza avidità e avversione.
  • Nella seduta e nella consapevolezza delle attività fisiche durante la giornata (nelle 4 posture): Mettere a fuoco la sensazione piacevole mondana osservando il suo sorgere, cambiare e svanire (è necessario prima stabilizzare  la mente nel corpo o nel respiro altrimenti se l’attenzione divaga o la presenza mentale è debole non è possibile cogliere la sottile natura di vedana.
  • Contemplare con presenza mentale significa notarne il sorgere (non è sempre stata lì, ci sono cause) il permanere (occorre sentirla e osservarla silenziosamente nella sua durata, senza aggiungere commenti o reazioni) e soprattutto il CESSARE (come cambia, quando dura?) quello che in genere non notiamo perché nel frattempo la mente salta a qualcos’altro e non vediamo la dipendenza di quel piacere o dolore da fattori esterni o dai desideri e avversioni della mente.
  • La sensazione piacevole o spiacevole di tipo mondano emerge dal contatto alle 6 porte  sensoriali (deriva da percezioni interne, contatti con forme ecc. gradite o sgradite, dal venir meno di uno stimolo sgradevole o dal venir meno di uno stimolo gradevole) 
  • La sensazione neutra in meditazione  (come cambia quando diamo piena attenzione silenziosa e sostenuta a uno stato mentale o fisico né piacevole, né spiacevole)

6  Contemplare i cinque impedimenti

  • Vedi la sezione del SS sul quarto satipatṭhāna (contemplazione dei dhammā)
  • Alcune similitudini dai sutta sui cinque impedimenti  SCARICA PDF
  • Primo passo: riconoscere la presenza o l’assenza degli impedimenti  (discernere fra attività mentali salutari e non salutari)
https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2020/05/06-i-5-impedimenti.mp3

Meditazione guidata: contemplare i cinque impedimenti  (la presenza mentale è già stabilita sul corpo e sensazioni)

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2020/05/12-abbandonare-gli-impedimenti-digha-nikaya-2.mp3

Abbandonare i cinque impedimenti

  • Secondo passo: osservare e comprendere la condizionalità
https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/01/i-5-impedimenti.mp3

I cinque impedimenti come fenomeni condizionati

7. Energia o retto sforzo

  • Viriya  pdf  include la definizione di ‘retto sforzo’ e il brano del Satipatthana Sutta sulla contemplazione dei 7 fattori del risveglio
  • Spunti di pratica: nella seduta o consapevolezza in attività, sottolineare l’aspetto del retto sforzo connesso al ‘suscitare e nutrire’:  il primo scopo della meditazione è applicarsi per far sorgere le qualità salutari della mente (7 fattori del risveglio ) …
  • cominciando con la presenza mentale – riconoscere quando è presente (per sostenerla e rafforzarla) e quando viene persa (per ristabilirla). 
  • Il fattore energia nella meditazione è collegato alla comprensione di ciò che è salutare (chiarezza o esame) e al desiderio di applicarsi. 
  • Osservare in che modo questi primi 3 fattori si sostengono a vicenda, in qualunque contemplazione satipatthana. 
  • vivekanissita pdf  Il fine della pratica si sperimenta qui e ora 
https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/09/affamare-gli-impedimenti.mp3

Affamare gli impedimenti  (continua dall’audio: I 5 impedimenti come fenomeni condizionati)

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/01/7-fattori-del-risveglio-introd..mp3

Introduzione ai 7 fattori del risveglio

8. Contemplare la mente (citta)

  • Leggere le istruzioni sulla contemplazione della mente Cittanupassana SATIPAṬṬHĀNA SUTTA
  • Per ‘mente’ si intende ciò che conosce il corpo, le sensazioni, gli impedimenti ecc.
  • Delle diverse qualità elencate, integrare nella meditazione quotidiana le prime 3 coppie:  mente con o senza avidità; con o senza avversione; con o senza illusione
https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/09/mente-senza-avversione-e-brama.mp3

Contemplare la mente: mente senza avversione e brama (introduzione)

  • Riconoscere la qualità di una mente dotata di presenza mentale e chiaro conoscere e  il piacere che vi si associa: quello è il punto di partenza per la contemplazione della mente come processo impermanente 
  • Nella seduta: occorre aver stabilito la presenza mentale rispetto al corpo e alle sensazioni (di origine fisica o mentale) e aver considerato la presenza o assenza degli impedimenti, abbandonando o allentando l’identificazione con i pensieri distraenti e i concetti sul mondo ‘esterno’
  • La coppia mente grande/mente ristretta può essere esperita e contemplata con riferimento allo sviluppo meditativo dei brahmavihara (benevolenza, compassione, gioia apprezzante, equanimità)
https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/09/med.-guid.-metta.mp3

Meditazione guidata: benevolenza o amichevole gentilezza  (pratica preliminare)

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/09/brahmavihara_-compassione-1.mp3

Meditazione guidata: brahmavihara –  compassione

Le istruzioni del secondo audio presuppongono la familiarità con la pratica riassunta nelle meditazioni guidate: consapevolezza del corpo (preliminari e postura + parti anatomiche),  contemplare i 5 impedimenti, e abbandonare gli impedimenti  – 

  • sull’insegnamento relativo a come coltivare la mente ‘grande’ o ‘illimitata’  vedi La tromba di conchiglia 


Comprendere la sensazione (vedanā) 

26 giovedì Ago 2021

Posted by Letizia Baglioni in Percorsi tematici

≈ 40 commenti

Tag

consapevolezza della sensazione, Laboratorio Mestre, satipatthana, sensazione, tendenze latenti, vedana

"Immagina una bolla d’acqua che si forma e dissolve sull’acqua ... quale sostanza potrebbe esservi in una sensazione?"  (Saṃyutta Nikāya 22.95)

“Immagina una bolla d’acqua che si forma e dissolve sull’acqua … quale sostanza potrebbe esservi in una sensazione?”  (Saṃyutta Nikāya 22.95)

Questo post presenta una selezione di audio tratti dal Laboratorio di studio e pratica del Dhamma tenutosi a Venezia Mestre ottobre-dicembre 2018 e da altre occasioni di pratica. Le letture, i commenti e gli spunti di pratica del Laboratorio sono stati conservati su questa pagina per integrare l’ascolto con lo studio e la pratica relativi alla consapevolezza della sensazione (tonalità o risonanza affettiva del contatto) secondo le istruzioni satipaṭṭhāna. 

 

AUDIO

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/07/vedana-introduzione.mp3

Vedanā – introduzione  [Errata corrige: al min. 23.00 Rapporto annuale CENSIS 2018  invece di “Rapporto Istat”]

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/07/vedana-meditazione-guidata.mp3

Vedanā – meditazione guidata

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/07/vedana-tendenze-latenti.mp3

Vedanā – tendenze latenti

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/07/vedana-la-sfida-del-dolore.mp3

Vedanā – la sfida del dolore

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/07/vedana-7-quiete-e-visione-profonda.mp3

Vedanā – quiete e visione profonda

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/08/4-sallatha-sutta-le-due-frecce-2.mp3

Sallatha Sutta SN 36.2 – Le due frecce

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/07/04-consapevolezza-della-sensazione.mp3

Vedanā – meditazione guidata (2)

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/07/03-med.-guid.-elementi-vedana.mp3

Vedanā – meditazione guidata (3)

LETTURE

(vedi l’area dei Commenti per la trad. it. di alcuni brani degli articoli)

Contemplazione delle sensazioni nel satipatthana

Sallatha Sutta (Discorso sulla freccia) Saṃyutta Nikāya 36.6

L’abisso senza fondo Saṃyutta Nikāya 36, trad. Bhikkhu Bodhi

Bhikkhu Analayo, Insight-Journal-Neutral-Feelings

Bhikkhu Analayo, UnderlyingTendencies

Bhikkhu Analayo, The potential of pleasant feeling

Bhikkhu Analayo, The challenge of pain

SPUNTI DI PRATICA

1) Appunti1 

2) Appunti2

VEDI ANCHE

Un grumo di schiuma

Percezione e discernimento   AUDIO

Retto sforzo

02 lunedì Ago 2021

Posted by Letizia Baglioni in Percorsi tematici

≈ Commenti disabilitati su Retto sforzo

Tag

Etica buddhista, Laboratorio Mestre, ottuplice sentiero, retto sforzo, samma vayama, satipatthana, viriya

rettosforzoQuesto post presenta una selezione di audio tratti dal Laboratorio di studio e pratica del Dhamma tenutosi a Venezia Mestre dal 9 ottobre al 27 novembre 2017: Sammā vāyāma – Il retto sforzo  nell’ottuplice sentiero.  Le Letture e gli Appunti con le definizioni tratte dai sutta e gli spunti di pratica sono stati conservati su questa pagina come indispensabile complemento all’ascolto. Le registrazioni integrali degli incontri del Laboratorio sono disponibili alla pagina Audio

Letture

  • H. Gunaratana, La felicità in otto passi, Astrolabio, Roma 2004  – cap. 6 “Lo sforzo appropriato”; “Fattori dell’illuminazione” (vedi indice analitico)
  • Le fonti delle azioni salutari e non salutari sono nella mente Paṭhamanidānasutta AN 3.11  trad. it.
  • Perché abbandonare attrazione, avversione e illusione? Channa Sutta AN 3.71 trad. it

Appunti

  1. APPUNTI
  2. APPUNTI
  3. APPUNTI
  4. URAGA SUTTA (Sutta Nipata 1-17; trad. it. C. Cicuzza, La rivelazione del Buddha, vol. 1, Mondadori 2001)  vedi anche trad. Nyanaponika Thera

Audio

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2017/10/retto-sforzo-kusala-e-akusala.mp3

Retto sforzo – kusala e akusala

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/08/retto-sforzo-prevenire.mp3

Retto sforzo – prevenire il sorgere del non salutare

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/08/retto-sforzo-meditazione-e-vita-quotidiana.mp3

Retto sforzo – vita quotidiana e meditazione

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2020/10/retto-sforzo-la-similitudine-del-serpente.mp3

Retto sforzo – la similitudine del serpente

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/08/retto-sforzo-sfidare-i-5-impedimenti-2-mp3cut.net_.mp3

Retto sforzo – sfidare i cinque impedimenti

VEDI ANCHE I SEGUENTI POST:

Pāramī   (Energia e discernimento, audio)

Lab online: 5 indriya (La facoltà dell’energia)

La chioccia

La chioccia

08 giovedì Lug 2021

Posted by Letizia Baglioni in Sutta

≈ 2 commenti

Tag

cetana sutta, condizionalità, dhammata, metafora, retta concentrazione, retto sforzo, volontà

Immaginate una chioccia con otto … o dodici uova che ha ben covato, ben riscaldato, ben accudito. Anche se non desidera espressamente: “O, se i miei pulcini uscissero sani e salvi, rompendo il guscio con gli artigli e il becco!”, si dà il caso che i pulcini escano sani e salvi, rompendo il guscio con gli artigli e il becco. E perché? Ma perché la chioccia ha ben covato, ben riscaldato, ben accudito le sue otto … o dodici uova. (Saṃyutta Nikāya 22.101)

pulciniChiunque abbia un minimo di dimestichezza con i Discorsi del Buddha avrà incontrato una o più immagini che presentano i vari aspetti della pratica come artigianato del cuore o come messa a frutto di risorse naturali attraverso i sapienti, deliberati gesti di chi esercita un mestiere (dal macellaio, al tornitore, all’agricoltore, all’addestratore di elefanti o cavalli, all’acrobata, all’orafo).  E avrà incontrato ripetuti accenni allo sforzo e alla determinazione necessari a contrastare l’inerzia della ‘materia grezza’ o le ‘abitudini selvatiche’ di un cuore non lavorato, non educato, che sembra produrre sofferenza anche contro le nostre migliori intenzioni. Se abbiamo provato a meditare, o comunque a gettare uno sguardo non superficiale ai variegati moti del cuore che pretendiamo ‘nostro’, conosciamo lo stallone imbizzarrito, il puledro ombroso, il brocco sonnolento, la cavallina che prende la mano, il purosangue sussiegoso, il “cavallo stramazzato” del montaliano male di vivere. Conosciamo la inquietante sensazione di dualismo o straniamento, quel “io e la mia (?) mente” a cui parla la metafora del rapporto con “l’animale”, sia esso il cavallo delle fonti pāli o il bue delle famose “10 vignette” dello zen.

Però, qui il praticante è l’animale. Una gallina, per la precisione, che divenuta chioccia esibisce la sua innata intelligenza facendo “bene” – il termine pāli è sammā, lo stesso usato per i fattori del nobile ottuplice sentiero – (1) il suo mestiere di gallina. Il bhikkhu dedito alla coltivazione, alla bhāvanā (2) con l’assidua, istintiva dedizione della chioccia che cova non ha bisogno di desiderare la liberazione, né di sorvegliare ansiosamente (narcisisticamente) i propri progressi: tutto avviene per naturale conseguenza, poiché vi sono le condizioni giuste. A parte il lieve umorismo della chioccia sospirosa (soprattutto se immaginiamo i monaci a cui il discorso originariamente si rivolge) mi colpisce il calore, la vividezza sensoriale dei pulcini che sgusciano sani e salvi rompendo il guscio con gli artigli e il becco. Li vediamo aggirarsi per l’aia pigolando, pronti a muoversi nel mondo oltre i confini della mente-chioccia.

Le cose nuove e vitali e tenere e buone e non ancora formate vanno dapprima riscaldate e protette, perché la gestazione non è esente da rischi. La gallina distratta o incostante, che il discorso citato evoca inizialmente, si augura un felice esito della cova ma inutilmente: tanti sono i pericoli cui vanno incontro le uova trascurate (furto, rottura, predatori) ed esse rischiano di marcire se il delicato processo di maturazione si interrompe. Addirittura, leggevo che una gallina d’allevamento in condizioni malsane può sviluppare l’abitudine di mangiare le proprie uova, distruggendo il potenziale pulcino (3).

Il tema della “naturalezza” (dhammatā) dello sviluppo spirituale in quanto processo che segue la regola generale della contingenza o condizionalità (“se c’è questo, quello viene in essere, se non c’è questo, quello non viene in essere o viene meno”) attraversa come un fil rouge i Discorsi, introducendo un’altra prospettiva, più impersonale e distesa, meno volontaristica o tecnicistica accanto alle metafore educative o artigianali, senza per altro contrapporvisi o negarla (cfr questo post).

Penso ad esempio al Cetanā Sutta dell’Aṅguttara Nikāya (trad. it. QUI ) dove si osserva che una persona dotata di genuina integrità morale non ha bisogno della volontà per sentirsi in pace con la propria coscienza e quindi tendenzialmente fiduciosa. Lo stesso concetto si ripete per una serie di fattori e stati mentali che si implicano e condizionano a vicenda, rendendo superfluo un “agente” esterno che imponga al processo una propria “agenda” o sentimenti come la speranza, l’aspettativa, il desiderio di diventare qualcosa. Dalla gioia, alla tranquillità fisica, all’agio, al raccoglimento (samādhi), al conoscere e vedere in accordo con la realtà (yathābhūtaṃ), la sequenza sfocia nella visione e conoscenza della liberazione, passando per la disillusione (nibbidā) e l’affievolirsi della brama (virāga) riguardo a ogni tipo di esperienza sensoriale e costruzione mentale.

Notate che,  secondo il Cetanā Sutta (ma il concetto è ribadito in vari altri luoghi) “è naturale che la mente di una persona a proprio agio si raccolga [e] che una persona con una mente raccolta conosca e veda le cose così come sono”. Siamo lontani dallo sforzo velleitario e controllante che spesso connota l’idea ordinaria di ‘concentrazione’. La chiave sembra essere una sensibilità seminale al buono che frequentata, alimentata, custodita e incarnata nel quotidiano porta a scoprire e poi a ritrovare dentro di sé con sempre maggiore sicurezza il giusto nido per la cova.

Oltre alla similitudine della chioccia, il discorso citato contiene altre due belle immagini dei risultati organici e graduali della coltivazione del sentiero: quella dell’ascia del falegname, il cui manico si consuma impercettibilmente con l’uso fino a mostrare l’impronta delle dita, e quella della barca in secca esposta alle intemperie, il cui sartiame si corrode facilmente. In questo caso l’accento è sull’esaurirsi o consumarsi dei condizionamenti profondi – gli ‘influssi’ (āsava) o i ‘ceppi’ saṃyojana – che qualifica l’esperienza della liberazione.

Potete leggere il Vāsijaṭasutta SN 22.101 nella trad. inglese di Bhikkhu Bodhi QUI  e troverete il rinvio al testo pāli (PTS SN III p. 153) che ho consultato per la mia citazione. Una traduzione italiana del  Saṁyutta Nikāya: Discorsi in gruppi, a cura di V. Talamo, è edita da Astrolabio, Roma 1998.

Note
(1) In riferimento all’ottuplice sentiero il termine è tradotto spesso con “retto” , “appropriato”. In altri contesti ha il senso di “completo”, “integrale” oppure “opportuno”, nel senso che arriva al momento giusto o è adatto alla circostanza.

(2) Bhāvanā (dal verbo bhāveti, causativo di bhū = far essere, generare, produrre, coltivare, sviluppare) è il termine che designa la meditazione nel senso di sviluppare un tema, applicare il pensiero a qualcosa, coltivare una certa qualità o percezione, come p. es. la benevolenza, l’impermanenza o gli aspetti non attraenti del corpo. E’ anche un modo di parlare, in generale, della “pratica”.  Il sutta citato la presenta nel modo più inclusivo e analitico possibile elencando le 7 intestazioni – dai quattro modi di stabilire la presenza mentale (satipaṭṭhāna) al nobile ottuplice sentiero – sotto cui il Buddha espone gli elementi da coltivare, i fattori costitutivi del risveglio. Vedi l’elenco dei 36 bodhipakkiyā QUI

(3) www.biozootec.it/gallina_mangia_uovo.aspx

La foto dei pulcini è tratta dal sito http://www.lacasanettarina.iit

I 4 elementi

08 sabato Mag 2021

Posted by Letizia Baglioni in Percorsi tematici, Sutta

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Tag

4 elementi, consapevolezza del corpo, meditazione di consapevolezza, nome e forma, satipatthana, vipassana

fiori

AUDIO

Una selezione delle registrazioni dal ritiro I quattro elementi: internamente, esternamente – maggio 2021 con le meditazioni guidate e le istruzioni per la pratica è disponibile alla pagina AUDIO

LETTURE

SATIPAṬṬHĀNA SUTTA Majjhima Nikāya 10 Consapevolezza del corpo: gli elementi

Anālayo, Satipatthana Il cammino diretto  (Edizioni Santacittarama) capitolo VI.6 

Nome e forma (APPUNTI )

“Il discorso lungo sull’impronta dell’elefante” Mahāhatthipadopamasutta MN28 Sugli elementi interni ed esterni 

“Istruzioni a Rāhula” Mahārāhulovādasutta   MN62  Rendere la mente come i 4 elementi

 

 

Il suonatore di conchiglia

31 mercoledì Mar 2021

Posted by Letizia Baglioni in Sutta

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Tag

brahmavihara, Etica buddhista, kamma

A integrazione del post La tromba di conchiglia  e relative note traduco di seguito il Saṅkhadhamasutta (Saṃyutta Nikāya 42.8) in cui ricorre la similitudine del suonare la conchiglia come immagine della meditazione incentrata su uno dei quattro stati illimitati o brahmavihāra. Qui la funzione trasformativa e salvifica di qualità come la benevolenza, la compassione, l’apprezzamento e l’equanimità, sviluppate e coltivate fino a divenire una attitudine o dimora del cuore, è chiamata in causa dal Buddha per evidenziare la natura non deterministica del kamma e la possibilità di cancellare o depotenziare gli effetti delle azioni e delle abitudini distruttive del passato. Leggi anche la Similitudine della manciata di sale (Anguttara Nikāya 3.100) menzionata in quel post,  nella traduzione di Bhikkhu Bodhi (trad. it. nel video qui sotto al minuto 51:35)

Per un’introduzione, lettura e commento ad entrambi i testi (SN 42.8 e AN 3.100) rimando al video: una sessione del seminario online Letture dai Sutta 2020: Kamma 

Potete cominciare l’ascolto dal minuto 14.44 – La lettura dei testi è preceduta da un’introduzione. La traduzione in italiano del sutta “Una manciata di sale” comincia al minuto 51.35

Il Suonatore di Conchiglia (Saṃyutta Nikāya 42.8)

A quel tempo il Maestro risedeva presso Nālandā, nel boschetto di manghi di Pāvārika. Allora il capovillaggio Asibandhakaputta, un discepolo dei giainisti, si recò dal Maestro e si sedette da un canto. Il Maestro gli disse: “Capo, che cosa insegna Nigaṇṭha Nātaputta ai suoi seguaci?” “Signore, Nigaṇṭha Nātaputta insegna questo: ‘Chiunque uccida è destinato alla perdizione, è destinato all’inferno. Chiunque rubi, chiunque abbia una cattiva condotta sessuale, chiunque dica il falso è destinato alla perdizione, è destinato all’inferno. Sei condotto [alla rinascita] dal modo in cui vivi abitualmente’.”

“Sei condotto[alla rinascita] dal modo in cui vivi abitualmente: se ciò fosse vero, allora, stando a Nigaṇṭha Nātaputta nessuno sarebbe destinato a un luogo di perdizione, nessuno sarebbe destinato all’inferno. Cosa ne pensi, capo? Considera qualcuno che uccide. Se confronti le occasioni, di giorno o di notte, in cui è intento a uccidere piuttosto che a non uccidere, quali sono più numerose? ” “Le occasioni in cui non uccide sono più numerose”. “Cosa ne pensi, capo? Considera uno che ruba, che ha una cattiva condotta sessuale, o che dice il falso. Se confronti le occasioni, di giorno o di notte, in cui ruba, o ha una cattiva condotta sessuale, o dice il falso, con quelle in cui non ruba, non ha una cattiva condotta sessuale, o non dice il falso, quali sono più numerose?”“Le occasioni in cui non ruba, non ha una cattiva condotta sessuale o non dice il falso sono più numerose di quelle in cui ruba, ha una cattiva condotta sessuale o dice il falso”.

“Sei condotto[alla rinascita] dal modo in cui vivi abitualmente: se ciò fosse vero, allora, stando a Nigaṇṭha Nātaputta, nessuno sarebbe destinato a un luogo di perdizione, o all’inferno. Considera un maestro che propugna questa dottrina, questa opinione: ‘Chiunque uccida, rubi, abbia una cattiva condotta sessuale, o dica il falso, è destinato alla perdizione, destinato all’inferno’. E c’è un discepolo che ha fiducia in quel maestro e pensa: ‘Il mio maestro dice che chiunque uccida, rubi, abbia una cattivacondotta sessuale, o dica il falso,è destinato alla perdizione, è destinato all’inferno. Ma io ho ucciso, ho rubato, ho avuto una cattiva condotta sessuale, o ho detto il falso; quindi anch’io sono destinato alla perdizione, sono destinato all’inferno’. Così adotta quel punto di vista. A meno che non rinunci a quell’affermazione, a quella credenza, e non abbandoni quel punto di vista, sarà gettato, per così dire, all’inferno.

Ora considera: compare nel mondo un realizzato, un arahant, un Buddha pienamente rivegliato, maturo in sapienza e condotta, felice, conoscitore del mondo, guida eccellente di coloro che vogliono addestrarsi, maestro di dèi e di uomini, sveglio, benedetto. In molti modi egli critica e denuncia il togliere la vita, e dice ‘Smettete di uccidere!’. Critica e denuncia il furto, la cattiva condotta sessuale, la menzogna, e dice ‘Smettete di rubare!’[eccetera].

E c’è un discepolo che ha fiducia in quel maestro e pensa: ‘In molti modi il Buddha critica e denuncia il togliere la vita, e dice ‘Smettete di uccidere!’. Io, in piccola o grande misura, ho ucciso. Non è giusto, non è buono. Ma per quanto provi rimorso, non posso disfare quel che ho fatto’. Riflettendo così, smette di uccidere le creature viventi, e in futuro si astiene dall’uccidere. Ecco come abbandona quella cattiva azione e la trascende. [Lo stesso si ripete per le altre azioni nocive].

Smette di uccidere e si astiene dall’uccidere. Smette di rubare e si astiene dal rubare. Smette di avere una cattiva condotta sessuale e si astiene dalla cattiva condotta sessuale. Smette di mentire e si astiene dal mentire. Smette di seminare zizzania e si astiene dal seminare zizzania. Smette di parlare in modo offensivo e si astiene dal linguaggio offensivo. Smette di chiacchierare inutilmente e si astiene dalle chiacchiere inutili. Abbandonando il desiderio invidioso, non nutre invidia. Abbandonando il rancore e l’odio, non nutre rancore. Abbandonando le opinioni scorrette, adotta una prospettiva corretta.

Quel discepolo dei nobili –senza avidità, senza malanimo, vigile, consapevole – pervade la prima direzione dello spazio con una mente colma di benevolenza; e così pure la seconda, la terza e la quarta direzione dello spazio. In alto, in basso, in mezzo, ovunque, completamente; pervade tutto il mondo con una mente colma di benevolenza: ricca, grande, illimitata, non ostile e non aggressiva

[come sopra] pervade tutto il mondo con una mente colma di compassione: ricca, grande, illimitata, non ostile e non aggressiva. [come sopra] pervade tutto il mondo con una mente colma di apprezzamento: ricca, grande, illimitata, non ostile e non aggressiva. [come sopra] pervade tutto il mondo con una mente colma di equanimità: ricca, grande, illimitata, non ostile e non aggressiva.

Come una persona vigorosa che suona la conchiglia si fa sentire senza sforzo in tutte le direzioni, allo stesso modo, quando la liberazione del cuore tramite la benevolenza [la compassione, l’apprezzamento, l’equanimità] è coltivata e realizzata in questo modo, qualunque azione limitante del passato non lascia traccia né perdura”.

A queste parole Asibandhakaputta il capovillaggio disse al Maestro: “Splendido, signore, splendido! Da oggi in poi, il Buddha mi ricordi come un discepolo laico che ha preso rifugio per la vita”.

____________________________________________________________________________________________________

  • Per i concetti di KAMMA E RINASCITA nel buddhismo antico e relativa bibliografia rinvio alla scheda del seminario Letture dai Sutta 2020: Kamma  
  • Sulle 10 CONDOTTE MORALI E IMMORALI secondo il buddhismo antico in rapporto a kamma e rinascita vedi un estratto da Majjhima Nikāya 41 Sāleyyaka Sutta (I cittadini di Sālā)  TRAD IT

La mente amichevole: insegnamenti dai Discorsi del buddhismo antico

18 giovedì Feb 2021

Posted by Letizia Baglioni in Percorsi tematici, Pratica buddhista

≈ Commenti disabilitati su La mente amichevole: insegnamenti dai Discorsi del buddhismo antico

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benevolenza, brahmavihara, metta, motivazione e intenzione, retta intenzione

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Meditazioni, letture e riflessioni sulla qualità della benevolenza (mettā) nell’ottuplice sentiero. Guidati dal “Discorso sulla benevolenza” (Sutta Nipata 1.8) esploreremo il ruolo della mettā nella meditazione e le sue espressioni etiche e sociali  INFO E PROGRAMMA

Il ritiro online è concluso. Su questa pagina i materiali di studio e pratica

Introduzione 

Retta intenzione retto sforzo nell’ottuplice sentiero

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/02/mente-amichevole-come-relazione.mp3

Metta come relazione (d&r, discorso, parabola degli acrobati: Sedaka Sutta, SN 47.19)

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2020/05/02-med.-guidata-consapevolezza-del-corpo.mp3

Meditazione guidata: consapevolezza del corpo

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/09/med.-guid.-metta.mp3

Meditazione guidata: benevolenza o amichevole gentilezza  (pratica preliminare)

VEDI ANCHE gli audio dal ritiro ‘Mente amichevole’ Tossignano 2018

Altri materiali utili

La tromba di conchiglia 

Metta Sutta canto in pali (e foto di Ajahn Chah con la gazzella) 

Discorso del Buddha sulla benevolenza (mia trad. it.  del Metta Sutta Sn 1.8)

METTĀ nei discorsi antichi

Citazioni dai sutta

Amici

Lab online: ānāpānasati

08 venerdì Gen 2021

Posted by Letizia Baglioni in Percorsi tematici

≈ 73 commenti

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anapanasati, consapevolezza del respiro, satipatthana

buddho

Il Laboratorio di studio e pratica del Dhamma  gennaio-maggio 2021 è concluso.

Qui trovate i materiali su cui abbiamo lavorato nel primo e secondo ciclo: insieme alle meditazioni guidate e alle letture suggerite per la preparazione restano a disposizione come un possibile percorso integrato e graduale per chi vuole esplorare o continuare a esplorare questa pratica nel contesto degli insegnamenti del buddhismo antico su come coltivare la mente-cuore verso il risveglio.

Riferimenti testuali: Ānāpānasati Sutta MN 118 ; Saṃyutta Nikāya 54 ;  Kāyagatāsati Sutta MN 119

Preparazione al primo ciclo:  E’ opportuno familiarizzarsi con il  testo di base (MN 118) e applicare nella seduta quotidiana per un certo periodo di tempo le istruzioni dal ritiro Anapanasati Tossignano agosto 2020   (in particolare quelle relative alla postura, ai passi preliminari e alle prime due ‘quartine’ di ānāpānasati (AUDIO 2, 5, 6, 8, 12).  

Primo ciclo: “il respiro è il luogo dell’unione”

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/01/felice-sobrieta.mp3

Felice sobrietà (Tossignano 2019)

Testi e appunti

Kāyagatāsati Sutta MN 119  trad. Sujato  (Nota: per la prima quartina di AS fate riferimento alla traduzione italiana di MN 118 scaricabile da questa pagina.  La trad. di Sujato reca respiro ‘pesante’ e ‘leggero’ , invece di ‘lungo’ e ‘breve’ , ma è una sua interpretazione che non trova, che io sappia, conferma in altre traduzioni del testo pali e del suo parallelo cinese (MA 81).  Cfr trad. di Bhikkhu Nanamoli e Bhikkhu Bodhi  in The Middle Length Discourses of the Buddha, Wisdom.

Cfr sezione sulle contemplazioni relative al corpo in SATIPAṬṬHĀNA SUTTA Majjhima Nikāya 10

Trad. it. similitudini su Mara e la presenza mentale del corpo contenute in MN119  

MA81  Approfondimenti sul testo “Discorso sulla consapevolezza del corpo”

Parabola della quaglia e il falco SN 47 (L’habitat del meditante sono i 4 satipatthana)

Similitudine dell’uomo che corre MN 20 (Calmare l’attività della mente)

Similitudine del cuoco SN 47.8 (Registrare la risposta della mente rende fruttuosa la meditazione) VEDI trad. it nell’area dei Commenti

Sul setacciatore e l’orafo Aṅguttara Nikāya 3.101

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/01/gli-impedimenti-sono-sofferenza.mp3

Gli impedimenti sono sofferenza (Tossignano 2018)

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/01/i-5-impedimenti.mp3

I cinque impedimenti (Tossignano 2019)

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/01/meditazione-equilibrata.mp3

Meditazione equilibrata (Nimitta Sutta AN 3:103 L’orafo, Aggi Sutta SN 46:53)

per i testi citati vedi QUI

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/01/la-facolta-del-samadhi.mp3

La facoltà del samadhi (Lab online 2020)  

per il testo citato (Similitudine della Cittadella) https://suttacentral.net/an7.67/en/sujato

Sui 4 jhana https://letiziabaglioni.com/2017/04/27/i-quattro-jhana/


Secondo ciclo: “il respiro è il luogo dell’abbandono”

Preparazione:  Il focus è l’esplorazione della quarta quartina di istruzioni sulla consapevolezza inspirando ed espirando. Il riferimento  principale è il testo di base MN 118  in particolare la sezione dedicata alla quarta quartina e ai 7 fattori del risveglio.  Le meditazioni proposte nel secondo ciclo presuppongono che i partecipanti abbiano lavorato e continuino a lavorare nella seduta quotidiana con le istruzioni preliminari e le prime tre quartine (vedi meditazioni guidate Anapanasati Tossignano agosto 2020  AUDIO 2, 5, 6, 8, 12, 14)  altri suggerimenti per la meditazione https://letiziabaglioni.com/2021/01/08/lab-online-anapanasati/#comment-2459

Appunti e materiali:

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2021/01/7-fattori-del-risveglio-introd..mp3

I fattori del risveglio: introduzione

i 7 fattori del risveglio vivekanissita

Tossignano AUDIO n. 15 meditazione guidata I sette fattori del risveglio

La sezione sui fattori del risveglio del SATIPAṬṬHĀNA SUTTA Majjhima Nikāya 10 : contemplazione dei dhamma (cfr. la sezione sulla contemplazione dei cinque impedimenti: vale lo stesso principio cioè esplorare direttamente la condizionalità attraverso i gesti dell’alimentare (i fattori salutari) e l’affamare (i fattori non salutari).

La presunzione/finzione ‘sono’  mana

Il desiderio/aspirazione chanda

La citazione da Saṃyutta Nikāya 22.102 Aniccasaññā-sutta  la trovi QUI

APPUNTI E MEDITAZIONE : CONTEMPLANDO L’IMPERMANENZA NEI CINQUE KHANDHA

Su sakkāya diṭṭhi  e la retta visione liberante riguardo ai cinque khandha ascolta la 7.  puntata del webinar

Letture dai Sutta 2019

 

Clima: meditare e agire (3)

05 sabato Dic 2020

Posted by Letizia Baglioni in Senza categoria

≈ 11 commenti

Tag

cambiamento climatico, consapevolezza del presente, crisi climatica, Etica buddhista

Nei due post precedenti con lo stesso titolo  Clima: meditare e agire   Clima: meditare e agire (2)  ho condiviso la prospettiva di autorevoli voci del mondo buddhista che richiamano l’attenzione sul tema della crisi climatica ed ecologica e suggeriscono che, lungi dall’essere due vocazioni contrapposte, la coltivazione della mente può aiutare a rispondere in modo più maturo all’immane impatto emotivo, materiale e sociale che consegue alla crisi e circolarmente la alimenta. Avevo anche fornito alcuni riferimenti per informarsi sul tema. 

Nel frattempo, il Covid19 e tutto ciò che comporta sul piano sociale, politico e psicologico è salito alla ribalta, e nell’immaginario della maggioranza delle persone e dei governi questo è uno shock globale a cui fare fronte in attesa di tornare al ‘business as usual’, oppure una piaga d’Egitto che fa da spartiacque fra un prima e un dopo. Ci sono poi le varie ‘teorie del complotto’. Ma c’è un’altra prospettiva, più accorta, secondo cui questo fenomeno, così come le migrazioni di massa e altri aspetti inquietanti dell’attualità che catalizzano l’attenzione collettiva, è in continuità con il ‘normale’ ma catastrofico trend imposto al pianeta dalle scelte dissennate dell’1 per cento della popolazione umana ‘privilegiata’,  più forte economicamente, tecnologicamente o militarmente. E le politiche neocapitaliste, neocolonialiste e razziste di sfruttamento delle risorse a puri fini di lucro, spesso ai danni dei popoli indigeni più legati alla Terra, sono in primo piano. Il nostro stile di vita e di consumi è direttamente o indirettamente legato a quelle scelte.

Questa è la prospettiva della stragrande maggioranza degli studiosi seri e dei cittadini impegnati fin dagli anni ’70  a investigare i danni, analizzare le conseguenze e produrre anticipazioni statistiche di ciò che ora vediamo accadere o paventiamo per le prossime generazioni.  Ma non abbiamo invertito la rotta, anzi. Nel report pubblicato il 6 luglio scorso le Nazioni Unite hanno inserito l’allevamento intensivo tra i fattori di rischio che provocano l’insorgenza di pandemie (oltre all’impatto ambientale già noto). Nel caso specifico del Covid 19, una riprova recente è il caso dei visoni danesi e italiani .

Ma non è compito di questo blog riverberare fatti di cronaca, report scientifici o denunce animaliste. Con questo post vorrei fare un altro piccolo passo rispetto ai due precedenti, proponendovi due video. Vi invito a guardarli e ascoltarli con calma (nell’ordine che preferite) non solo come fonte di informazione ma come  pratica di consapevolezza, stabilendo sati ricettiva verso l’esterno, come pure verso l’interno. Li condivido come parte della ricerca e dell’impegno che affianco alla meditazione.

PARTE 1:
Una spiegazione della crisi climatica ed ecologica senza giri di parole, riportando la voce inascoltata della comunità scientifica.
A cura del Prof. Francesco Gonella, docente di Fisica e Sostenibilità presso l’università Ca’ Foscari di Venezia e attivista di Extinction Rebellion.

Questi scenari sono così terribili che si preferirebbe non pensarci. Tuttavia evitare di pensarci è un fattore che contribuisce alla crisi attuale. È necessario uno strumento per contrastare sia questa forma di fuga sia la resa allo “stress da catastrofe”, che tende a impedire una azione significativa.

Bhikkhu Anālayo, Un compito per la presenza mentale: affrontare il cambiamento climatico 

Immagina che un uomo serio e affidabile ti dicesse: ‘Vengo dall’est. Ho visto una grande montagna, alta come le nubi, che sta arrivando qui schiacciando gli esseri viventi sul suo cammino. Fai quel che devi.’ E che dall’ovest, dal nord, dal sud ne arrivassero altri a dirti la stessa cosa.  Di fronte a un così grande pericolo, a una minaccia per l’esistenza umana, che è così difficile da ottenersi, cosa faresti? SN 3.25

Il testo si riferisce all’inevitabilità della vecchiaia e della morte, e alla risposta etica e spirituale che può scaturire da questa consapevolezza. Ma l’avanzata delle montagne su cui ‘uomini seri e affidabili’ da tutte le parti richiamano l’attenzione del re (dei governi) e di noi tutti è di portata globale. Accettereste un omicidio, un suicidio o un genocidio come naturale manifestazione dell’impermanenza?  Il Buddha non ci invita al fatalismo o al conformismo ma ad andare controcorrente rispetto alle forze dell’avidità, dell’avversione e dell’illusione, che sono dentro e fuori di noi. La sua era una comunità “ribelle” di individui autodisciplinati che interagivano con la società, incoraggiando certi valori e scoraggiandone altri con le proprie scelte e il proprio comportamento, non un gruppo autoreferenziale o una setta di predicatori.

Frugalità, umiltà ed empatia possono ispirare un nuovo stile di vita e nuovi modelli di relazione e di sviluppo, gli esempi virtuosi sono ovunque. Ma per migliaia di persone in tutto il mondo la risposta individuale non basta più e l’attivismo tradizionale serve solo a ridurre il senso di colpa incolpando altri (cosa che a me non è mai minimamente interessato fare).  Il futuro è qui. Non è rassicurante. Nessuno ha la ricetta. Ma incontrarlo con gli occhi aperti e un cuore solidale e creativo si può. 

Non guardare le notizie, sii la notizia!

attivate i sottotitoli in italiano cliccando sul rettangolo a destra in basso del lettore YouTube.

Come sempre, se avete reazioni, riflessioni o domande riguardo all’articolo, ai video  o alla pratica di consapevolezza, apprezzo che vengano condivise o indirizzate a me tramite l’area dei Commenti su questa pagina.

Le cinque facoltà spirituali

12 lunedì Ott 2020

Posted by Letizia Baglioni in Percorsi tematici

≈ 41 commenti

Tag

5 indriya, discernimento, facoltà spirituali, retta concentrazione, retto sforzo, samadhi, samma vayama, sati

Buddha

Ci sono cinque facoltà che, sostenute e coltivate, si fondono nel senza-morte, tendono al senza-morte, terminano nel senza-morte. … Sono le facoltà della fede, dell’energia, della presenza mentale, della concentrazione e del discernimento .  Saṃyutta Nikāya 48.57

Audio (dal Lab online: 5 indriya ott. nov. 2020)

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2020/10/la-facolta-della-fede.mp3

La facoltà della fede

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2020/10/la-facolta-dellenergia.mp3

La facoltà dell’energia

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2020/10/la-facolta-della-presenza-mentale.mp3

La facoltà della presenza mentale

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2020/10/la-facolta-del-samadhi.mp3

La facoltà del samadhi

https://letiziabaglioni.com/wp-content/uploads/2020/10/la-facolta-del-discernimento.mp3

La facoltà del discernimento

Appunti e citazioni

5 Indriya

Appamada   (diligenza, cura o consapevolezza)

Saddha (fede)

Viriya (retto sforzo)

Sati (presenza mentale)

Discernimento

VEDI ANCHE nell’area dei COMMENTI la discussione fra i partecipanti al Lab online: 5 indriya ott.-nov. 2020

  • SUL TEMA DEI CINQUE INDRIYA ASCOLTA ANCHE GLI AUDIO DEL RITIRO TARZO 2016

 

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